Ritagli, spazi, percorsi
“La terza parte della vita di un essere umano, una parte che noi non possiamo ignorare, è un’area intermedia di esperienza a cui contribuiscono la realtà interna e la vita esterna. E’ un’area che non viene messa in dubbio, poiché nessuno la rivendica se non per il fatto che esisterà come luogo-di riposo per l’individuo impegnato nel perpetuo compito umano di mantenere separate, e tuttavia correlate, la realtà interna e la realtà esterna”. Winnicott Donald W, Gioco e realtà Armando Ed. 1986
Un paio di anni fa due ragazze del IIIB hanno ricoperto il banco con un cartoncino colorato e ogni tanto, con prudenza , scrivevano, disegnavano, incollavano immagini.
Poi sono comparsi altri banchi fasciati. Bella l’idea!
E così ho incoraggiato, chi volesse, a vestire liberamente il proprio banco, a crearsi uno spazio dove far circolare, ruotare parole, segni, tracce, disegni; un tessuto di percorsi, un luogo permanente di commento alle proprie esperienze.
Sono nate tante opere aperte, spazi ritagliati dal vivere quotidiano, Winnicott direbbe luoghi dell’illusione tra mondo interno e mondo esterno, spazi transizionali che designano "[...] l’area intermedia di esperienza compresa tra ciò che è soggettivo e ciò che è oggettivamente percepito". (Winnicott D.W., Gioco e realtà, cit., p. 26).
A fine anno ho voluto fotografare e raccogliere queste storie da vedere con sguardo discreto e non scrutare, perché ”un testo è un testo solo se nasconde al primo sguardo, al primo venuto, la legge della sua composizione e la regola del suo gioco. Un testo peraltro resta sempre impercettibile” (Jacques Derrida J. La disseminazione, Jaca Book, Milano 1989, p. 103).
Stefania Stefanini
Clicca sulla immagine qui sotto per accedere allo slideshow:
Ringrazio le ragazze e i ragazzi per aver permesso la pubblicazione delle foto e Michele Patucca, nostro abile fotografo.
- Login o registrati per inviare commenti
Stampa
Invia a un amico

