Presentazione

Chiusura dello stage formativo
“Don Lorenzo Milani: Il valore sociale e formativo della scuola di Barbiana”
 
 
“Ragazzi io vi prometto davanti a Dio che questa scuola la faccio soltanto
per darvi l’istruzione e che vi dirò sempre la verità d’ogni cosa,
sia che faccia comodo alla mia ditta, sia che le faccia disonore.”
Don Lorenzo Milani, Esperienze Pastorali, Firenze, Lef, 1958, p.269
 
Il nostro convegno è stato organizzato per vedere, attraverso i vari interventi e le domande che verranno rivolte ai relatori ed agli studenti stessi, quanto di concreto si possa fare per dare alla scuola un volto nuovo, in modo che sia veramente centro di formazione e non azienda. Una scuola, cioè, intesa come luogo in cui si formano le coscienze e dove si acquisisce una visione critica della realtà, in cui si favorisce il dialogo tra docente e allievo e dove il proprio punto di vista e le proprie idee vengono continuamente messe in discussione.
Tutti gli studenti, che sono stati scelti dagli insegnanti coinvolti in base alle motivazioni mostrate, faranno gli onori di casa e gestiranno lo svolgimento del convegno sia da un punto di vista logistico, sia contenutistico. Gli insegnanti saranno solo i “registi” che hanno organizzano i saperi.
In questo modo si pensa di poter dare un piccolo saggio di come il nostro Liceo delle Scienze Sociali dia “centralità all’allievo” tenendo presente l’insegnamento di don Lorenzo, che si proponeva come fine ultimo quello di fare dei suoi ragazzi dei “cittadini” sovrani, capaci di insegnare agli altri, siano stati questi i compagni più piccoli di Barbiana, sia quelli che vivevano nel “mondo”; ed il mezzo più importante per arrivarci sosteneva che era la “parola”, considerata “la chiave fatata che apre ogni porta.”
Non facile è stato portare avanti questo percorso perché a tutt’oggi dobbiamo ancora fare i conti con i programmi e non possiamo ingannare i ragazzi. Ingannare, sì, perché l’autonomia concessa agli insegnanti in fatto di programmazione didattica è illusoria in quanto gli argomenti d’esame, specialmente quelli riguardanti le prove scritte, abbracciano la totalità dei “saperi” e non tengono conto – e non sarebbe assolutamente possibile – delle eventuali scelte fatte dai docenti in relazione ad autori e argomenti.
Nonostante tutto si è cercato di rinnovare i saperi consolidati al fine di favorirne una lettura più critica, più complessa, anche più sofisticata e quindi di assegnare ad essi una più netta qualità formativa in direzione di quella “scuola della conoscenza” e di quella cittadinanza partecipata e responsabile che costituiscono lo scopo precipuo di ogni istituzione scolastica. Tutto questo è stato fatto nella pratica curriculare ed in forma non traumatica, ma comunque incisiva.
I nostri alunni hanno letto attentamente opere di don Lorenzo e di alcuni suoi studenti, hanno analizzato leggi e decreti scolastici, hanno letto saggi inerenti le problematiche scolastiche rapportando il tutto alla loro esperienza e prendendo consapevolezza di come dovrebbe essere una scuola congeniale alle loro esigenze, legate, ovviamente, al mondo in cui vivono: una scuola che non sia anche parcheggio di studenti distratti per noia, ma luogo di motivazione, viva e serena, di promozione dei diritti del sapere “e dei progetti di vita di tutte le persone in crescita”. Una scuola non più dei Gianni e de Pierini “che selezionava le persone che meglio si conformavano a un modello predefinito che corrispondeva a quello prevalente nelle generazioni precedenti”, ma una scuola capace di “valorizzare le risorse specifiche do ogni persona per consentirle il raggiungimento di una sua maturità culturale”.
“Una lotta seria al fallimento formativo può acquistare un valore per tutta la nostra scuola” e con questo convegno il nostro indirizzo liceale si propone di dimostrare come sia possibile mettere a confronto esperti universitari e liceali, uniti per riflettere sul ruolo che deve svolgere l’insegnamento disciplinare affinché i concetti e le teorie non rimangano vuote enunciazioni, ma permettano una significativa ricostruzione didattica per elaborare proposte efficaci affinché, come era solito dire il Priore di Barbiana, lo studente diventi “cittadino sovrano”.