"Il contributo della sobrietà a un nuovo modello di sviluppo"

Liceo delle Scienze Sociali "Machiavelli" Lucca

Incontro con Francesco Gesualdi

 

("appunti sparsi" di Caterina Pieraccini, III B as 06/07 Liceo Scienze Sociali)

Francesco Gesualdi

Salve, mi chiamo Caterina Pieraccini frequento la 3^B del liceo delle scienze sociali di Lucca.

Mercoledì 19 novembre ho avuto l'occasione di assistere all' incontro con Francesco Gesualdi "Il contributo della sobrietà a un nuovo modello di sviluppo" organizzato dalla scuola per la pace. L'ho trovato molto interessante, concordo con ciò che il signor Gesualdi ha esposto.

Ho steso una relazione e l'ho consegnata alla mia professoressa di scienze sociali Enza Colatutto che mi ha invitata a mandarla su questo sito, sarei felice se la leggeste.

Cordiali saluti, buon lavoro.

 

Incontro con Francesco Gesualdi, 19 novembre 2008.

Iniziativa organizzata dalle seguenti associazioni: Equinozio, Mani Tese, Ri-Diamo (organizzazioni "La Scuola per la Pace").
Francesco Gesualdi fa parte del CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO, impegnato a stimolare la solidarietà nel mondo.

Noi abitanti del nord consumiamo troppo (beni, beni comuni di cui ci siamo appropriati) creiamo squilibrio nel mondo e le persone che pagano ciò sono gli abitanti del sud del mondo, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita.
Ci sono troppi beni disponibili, si parla di obesità in senso metaforico.
Dobbiamo agire sulle nuove generazioni.
Molti credono che chiediamo di tornare indietro nel tempo, di ritrovare le nostre vecchie abitudini come quella di coltivare un orto ma basterebbe rifornirsi localmente per risparmiare. Credono che sia troppo faticoso condurre uno stile di vita "sobrio", una proposta di rinuncia a cui possono aderire solo poche persone altruiste. Dobbiamo solo cambiare le nostre "cattive abitudini".

DIBATTITO

  1. Queste crisi stanno cambiando qualcosa?, dove ci porteranno?
  2. In una società che produce di meno e consuma di meno non è possibile garantire la piena occupazione, le persone perderanno il lavoro?
  3. La proposta che offrite è una "rinuncia" alla "bella vita" pensate che le persone seguano i vostri consigli?

Il sistema di oggi è lo stesso di quello del 1200, adesso stiamo entrando in un\'altra crisi di questo sistema, che riguarda la ricchezza che è diventata il bene dell'umanità.
Troppa ricchezza fa male, ci crea bisogni fittizi.
Abbiamo bisogno di sobrietà, della libera scelta, di responsabilità.
Il prezzo dell'avere è il lavoro.
Vengono usati nel nostro paese molti medicinali, evidente segno del malessere sociale.
Malessere che oltre fisico è mentale, il prezzo della nostra abbondanza ripercuote il piano psicologico che colpisce anche molti ragazzi adolescenti.
Qui nasce il bullismo, la mancanza del dialogo con i genitori, l'uso di stupefacenti etc.
Dobbiamo rivalutare appunto il benessere, l'organizzazione della società e del sistema:
"noi di che cosa abbiamo veramente bisogno?".

Con la crisi del sistema è colpito anche il petrolio.
British Petrolium (multinazionale del petrolio): "il tempo del petrolio facile è finito". Addirittura questa multinazionale del petrolio ci indica di cercare altri combustibili; il petrolio è una risorsa esauribile. Dobbiamo quindi andare oltre il petrolio, combustibili fossili per esempio.
Anche l'acqua come il petrolio è un bene esauribile, prezioso e soprattutto a rischio, entra dentro tutti i processi industriali, come l'energia rinnovabile (pesce, legname, prodotti di genere agricolo).
È stato calcolato da un'analisi del WWF che se continuiamo a consumare così nel 2050 avremo bisogno di 2 pianeti solo per le risorse rinnovabili.
Dobbiamo cercare di riequilibrare le sorti dell'umanità e garantire ai nostri discendenti di trovare sulla terra le risorse necessarie per condurre una vita dignitosa.

Sembra che il sistema si stia concentrando sul da farsi per la solidarietà, cerca di prendere il controllo del petrolio ma c\'è comunque un interesse limitato da parte dello stato.
Recessione globale: disoccupazione in aumento, è la grande sfida quella di creare un equilibrio tra la sobrietà della vita, la piena occupazione e soprattutto il soddisfacimento dei diritti fondamentali di ognuno.
Se va in crisi il mercato va in crisi tutto perché l'economia è un ciclo, come un palazzo.
Bisogna pensare l'economia a più comparti (autonomi).

3 settori (pilastri)

  • mercato
  • fai da te
  • pubblico

Nel settore pubblico inseriremo il rispetto dei diritti dell'uomo, nel settore fai da te inseriremo ad esempio lo scambio non monetario tra famiglie.
Il consumismo è diventato individuale, ci manca l'idea della comunità.
Prima di dire che stiamo tornando indietro o stiamo andando avanti dovremmo chiederci chi è il soggetto perché se andassimo avanti ci sarebbero dei paesi che rimarrebbero indietro e se tornassimo indietro sarebbe difficile per le persone dei paese sviluppati di sottrarsi alle loro abitudini.

GAS = gruppo di acquisto solidale.

"appunti sparsi" di Caterina Pieraccini, III B Liceo Scienze Sociali