La mia storia alle Scienze Sociali (Giulia Palazzetti, Lucca)

La mia storia con il liceo delle scienze sociali è iniziata ormai da tre anni e mezzo.

Vorrei cominciare col dire che a 13 -14 anni compiere la scelta della scuola superiore non è per niente semplice; è vero che non c’è niente di così drammaticamente definitivo e che se anche ci s’indirizza su una scuola scoprendo in seguito che non risponde a ciò che sono i propri interessi, si può sempre tornare indietro, ma comunque il peso di una scelta almeno pensata si fa sentire e come.

Ricordo come in terza media il termine orientamento usato per definire l’attività d’incontro con le scuole superiori mi sembrasse qualcosa più che inappropriato; infatti, ciò che non credo dimenticherò mai era il livello di confusione mentale che giorno dopo si veniva a creare in seguito alla miriade d’informazioni sull’offerta formativa.

La mattina in cui fu presentato il liceo delle scienze sociali invece la noia e lo sgomento dei giorni o potrei dire dei mesi precedenti lasciarono il posto a una curiosità che sul momento sorprese anche me, poiché fino a quel momento ignoravo l’esistenza di questo liceo.

Ancora oggi non so esattamente cosa mi affascinò di preciso, posso dire che mi piacque molto la chiarezza e l’umiltà di chi riferiva gli aspetti salienti dell’indirizzo (ragazzi e docenti insieme); ne parlai allora con la mia insegnante di lettere e decisi di informarmi meglio riguardo al corso delle scienze sociali partecipando a un’incontro della “scuola aperta” e toccando con mano ciò che mi era stato spiegato attraverso uno stage.

Insomma non so di preciso come ma decisi che era la scuola adatta a me.

Adesso eccomi qua tre anni dopo nell’anno scolastico 2008-2009; faccio felicemente parte della classe 3B dell’istituto “Paladini” anche se a essere, sincera non è sempre andato tutto bene come ora.

Durante il primo anno fu davvero difficile non tanto per quanto riguarda gli aspetti didattici quanto per l’assenza di un vero gruppo classe; vi era un clima in cui nervosismo e spesso prepotenza facevano da padroni; anzi, devo ringraziare qualche figura adulta davvero preziosa che m’impedì di mollare, nei momenti in cui la stanchezza provocata dai conflitti quotidiani cui dovevo assistere e qualche volta mio malgrado prendere parte per autodifesa, rischiava di prevalere.

Tutto questo però è vita vecchia, acqua passata; nonostante le difficoltà incontrate, oggi sono contenta della mia scelta, provo la gratificante sensazione di far parte di un “famiglia”speciale un piccolo mondo a se in cui ci s’interessa della vita, quella reale, provando senza presunzione a “cambiare pelle”.

Giulia Palazzetti

Classe Terza B - as 08/09 Liceo delle Scienze Sociali "Machiavelli" di Lucca