Parliamo Teatro
Liceo delle Scienze Sociali di Barga
Parliamo teatro
Una classe trasformata in compagnia teatrale
Laboratorio di tecniche d’immagine dall’esperienza del teatro terapia
in collaborazione:
col supporto logistico del C.S.M. di Fornaci di Barga dott. Mario Betti,
Satyamo Hernandez (regista) e con la dott.sa. Claudia Melli
Il volto era uno solo,
ma si moltiplicò al moltiplicarsi degli specchi.
(Ibn Arabi 1165-1240)
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Molto interessante.
Mi verrebbe da dire: perchè non rendere la classe compagnia stabile? e non usare il teatro per insegnare anche certi concetti in varie materie?
Il teatro ha rivoluzionato la mia vita, mi ha aperto frontiere che mi hanno permesso di acquisire nuovi strumenti di decodificazione della realtà e di rielaborazione di emozioni e relazioni sociali. Per questo ho sempre pensato che potesse costituire una potente arma al servizio della formazione educativa.
Non parlo ovviamente della triste scuola dei Gelmini e dei Fioroni, ma di quella che dovrebbe formare nuove menti e soggetti sociali maturi.
Ho condotto in passato, insieme a mia moglie Mabia Poltronieri, diversi gruppi di studenti in laboratori che chiamavamo (in onore dei nostri maestri grotowskiani) "parateatrali". Abbiamo visto insieme fiorire sulle facce dei partecipanti una nuova luce, una passione entusiasta nel lavoro comune, una crescita del senso di gruppo e di scambio relazionale. Esperienze indimenticabili. Certo c'è bisogno di un buon "veicolo" (per usare un altro termine grotowskiano), come immagino possa essere ad esempio il vs Teatro dell'Oppresso e come lo era quello del Parateatro.
Il teatro - soffocato nella nostra epoca da veline, luci abbaglianti e schermi invasivi/lobotomizzanti - potrebbe essere una potente risorsa. Soprattutto nella scuola.
Sono completamente d'accordo: dovremmo usare le tecniche e le strategie del teatro come metodologia dell'educare e del conoscere. Vi regalo alcune frasi da un grande del teatro: Leo de Bernardinis.
"... La cultura vissuta, agita, sperimentata e non quella dell'informazione e del possesso di conoscenze come mezzo di potere, è la via da percorrere per essere pronti. Questo modo corretto di intendere la cultura è certamente importante e raramente praticato; i motivi di questa non pratica sono svariati: pseudo-cultura di massa, cultura del consenso, disattenzione interessata nei confronti di un progressivo svuotamento di contenuti che diano un senso ed una dignità alla vita, pregiudizi, giochi economici e politici, egoismi, filantropie per ridare un millesimo del maltolto che giustifichi la rapina...
Una cultura dell'essere sarebbe efficace per ristabilire un'esistenza più equa e giusta, e sarebbe naturalmente pericolosa per chi vuole conservare privilegi e squilibri."
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