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AEEE ASSOCIATION OF EUROPEAN ECONOMICS EDUCATION ASSOCIAZIONE EUROPEA PER L’EDUCAZIONE ECONOMICA AEEE-Italia c/o OPPI Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti Via Console Marcello 20 – 20156 Milano – Tel. 02/33001387 Fax 02/39269027 info@aeeeitalia.it www.aeeeitalia.it |
Nota dell’Associazione Europea per l’Educazione economica AEEE Italia sulla presenza dell’economia e delle scienze sociali nella scuola italiana
1. In relazione all’avvio dei nuovi sei Licei e al riordino degli Istituti tecnici e professionali,
previsti per l’anno scolastico 2010/2011, può e deve aprirsi una fase di riflessione nel
merito dei principi e delle impostazioni disciplinari e curricolari richieste da questo
processo. Il ridisegno in Italia del sistema scolastico secondario superiore potrà essere
adatto ai tempi e durare nel tempo se sarà basato su di un’architettura ben meditata.
2. L’Associazione Europea per l’Educazione Economica AEEE‐Italia, la principale associazione
italiana di docenti di economia politica, economia aziendale e di diritto, intende con questa
nota esprimere alcune proprie riflessioni sugli aspetti relativi alle discipline che formano
oggetto delle propria attività associativa. Queste osservazioni prendono le mosse dal
contesto economico, sociale e politico sia interno al nostro paese che internazionale. Se la
situazione è densa di incognite, a maggior ragione essa impone una dotazione di
competenze particolarmente solide, tali da garantire la capacità di ciascuna persona di
effettuare le scelte fondamentali per costruire i propri percorsi di vita e di lavoro.
3. Le discipline su cui si esercita l’attività dell’AEEE‐Italia costituiscono il grappolo delle
scienze sociali moderne, si fondano sulla più forte di esse, l’economia, comprendono
economia politica, economia aziendale, diritto, oltre ad altre scienze sia sociali (come
sociologia, geografia economica ed altre) che quantitative (statistica, econometria, metodi
quantitativi ed altre). Questo grappolo di discipline può dare un contributo significativo alla
definizione delle competenze comuni di cittadinanza. Vale la pena ricordare a questo
proposito che la Raccomandazione del Parlamento europeo del dicembre del 2006,
comprende tra le competenze chiave per l’apprendimento permanente, quelle “sociali e
civiche” e quelle dello “spirito di iniziativa e imprenditorialità”. Nella loro descrizione
numerosi sono i riferimenti alla comprensione della dimensione socioeconomica, agli
aspetti dello sviluppo socioeconomico e alla necessità di una conoscenza generale del
funzionamento dell’economia.
A sua volta in Italia il Decreto Ministeriale del 22 agosto 2007, relativo agli adempimenti
dell’obbligo di istruzione, ed i documenti ad esso allegati definiscono la presenza dell’asse
storico‐sociale e declinano tra le competenze quelle di “riconoscere le caratteristiche
essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio
territorio”.
4. In numerosi paesi europei ed extra‐europei queste considerazioni hanno da tempo
determinato la presenza dell’economia e delle altre scienze sociali all’interno dei sistemi
scolastici nazionali, non solo negli indirizzi tecnici‐professionali ma anche in quelli
generalisti‐liceali. E’ proprio l’inserimento della cultura economica nei licei, come accade in
quelli francesi ed inglesi, la loro maggiore diffusione in corso in quelli spagnoli e tedeschi,
l’educazione alla cittadinanza che prende corpo in tutto il continente europeo, che fanno
capire quanto questo grappolo di discipline stia a cuore alle popolazioni ed alle loro
istituzioni, allo scopo di favorire concezioni e pratiche di cittadinanza attiva e responsabile.
I licei e le scuole non terminali fondate sull’economia sono diffuse e popolari, al loro
interno i giovani europei riescono a porre domande e a cercare risposte su questioni attuali
che gli altri licei, fondati su differenti assi culturali, non sono in grado di offrire.
5. Questo grappolo di discipline ha avuto una vita piuttosto difficile nell’ultimo decennio nella
scuola italiana. Il tentativo della riforma Moratti (decreto legislativo n. 226 del 2005) di un
nuovo liceo economico aveva generato un ibrido mal riuscito in cui convivevano e si
scontravano cultura generale e cultura tecnico ‐ professionale. La sua successiva
abrogazione durante il ministero Fioroni, avvenuta con l’art. 13 della legge 2 aprile 2007,
non ha visto riaprirsi ma semmai chiudersi l’ipotesi di una cultura economica in grado di
avere un ruolo significativo nei licei italiani.
Un velo di silenzio è sceso sul possibile ruolo dell’economia e delle altre scienze sociali nel
quadro disciplinare dei licei italiani.
6. L’AEEE‐Italia vuole contribuire a sollevare questo velo di silenzio.
Si segnala a questo proposito il contributo che l’Associazione ha dato al recente libro
“Cultura economica nei licei” pubblicato da Franco Angeli nella collana dell’ex‐IRRE
Lombardia (ora Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica della
Lombardia).
Si sottolinea l’avvio di significative iniziative da parte delle più importanti istituzioni
bancarie e finanziarie italiane, tra le quali la Banca d’Italia, l’Osservatorio Giovani‐Editori,
gruppi bancari quali Intesa Sanpaolo, gruppi assicurativi e alcuni tra i principali quotidiani
italiani, tra i quali Il Corriere della Sera ed Il Sole 24 Ore, l’attenzione dedicata da un Focus
del Corriere della Sera nello scorso luglio all’economia e alla finanza nei licei. Questi enti
hanno messo nelle loro agende la creazione di spazi per la cultura finanziaria ed economica
nei licei e in tutte le scuole italiane, per ricreare un clima di fiducia tra i cittadini e le
istituzioni finanziarie e per iniziare a colmare l’asimmetria tra la carente cultura economica
dei cittadini e dei giovani da una parte e quella degli operatori del settore dall’altra. Clima
di fiducia che è una delle componenti indispensabili per fronteggiare l’attuale crisi
economica. L’Associazione cercherà di contribuire alla diffusione e al successo di tutte le
iniziative locali o nazionali che si muoveranno in questa direzione.
7. Tra gli operatori scolastici dei bienni liceali di indirizzi sperimentali dove l’economia e i
diritto hanno trovato parziale accoglienza, sussistono diffuse preoccupazioni sulla minore
presenza di questa area di discipline in base alle bozze di regolamenti in corso di
discussione a livello ministeriale. Nella Relazione illustrativa allo “Schema di Regolamento
recante norme concernenti il riordino dei licei” si afferma che gli elementi di diritto ed
economia (discipline individuate come obbligatorie a scelta) sono discipline “pur
importanti ai fini della personalizzazione, ma non sono state ritenute decisive e
irrinunciabili”. Su questo punto l'AEEE‐Italia esprime un suo diverso convincimento:
l'economia, il diritto, le altre scienze sociali costituiscono competenze basilari per la
moderna cultura di cittadinanza.
L’articolo 1 della legge n.169/2008 ha aperto nei licei anche la strada all’insegnamento di
“Cittadinanza e costituzione”, al tempo stesso ponendo una serie di interrogativi non
risolti. In particolare non viene sciolto il nodo di quale modello curricolare adottare, tra
quelli presenti nelle scuole europee, così come recensiti da Eurydice. Vale a dire se essa sia
una “materia separata obbligatoria od opzionale” quindi dotata di curricolo, orario e
valutazione, oppure una “educazione integrata in una o più materie come la storia e la
geografia” o ancora “una tematica educativa trasversale in modo che i principi di
educazione alla cittadinanza responsabile siano presenti in tutte le materie del curriculum”.
Ma anche quando questo nodo sarà sciolto perché limitare la presenza alle tematiche della
Costituzione? Se la scienza delle regole (il diritto) può dare un senso profondo al contenuto
dello studio, non è altrettanto vero che ancor meglio si potrebbe fare, qualora la scienza
delle regole fosse affiancata in tutti i bienni dalla scienza delle scelte, l’economia? Del resto
non è esattamente quanto afferma il Documento ministeriale d’indirizzo per la
sperimentazione dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” del 4 marzo scorso,
quando esso prevede tra le situazioni di compito inerenti ad “Alterità e relazione” quella di
“individuare come i nuclei portanti della cultura economica intervengono a qualificare le
politiche economiche nazionali ed internazionali”?
8. I ragionamenti proposti non implicano una valutazione positiva o negativa complessiva sul
riordino in corso. Essi si limitano a sottolineare una questione, del resto per l’AEEE‐Italia
decisiva. Tutti i ragionamenti e le migliori pratiche europee sopra citate portano alle
medesime conclusioni. L’economia e le altre scienze sociali fanno parte per loro natura
della dotazione irrinunciabile delle competenze di cittadinanza. Non a caso la terza
indagine internazionale ICCS (International Civic and Citizenship Education Study) in fase di
avvio nel marzo 2009, ad opera della IEA (International Association for the Evaluation of
Educational Achievement), intende proprio “identificare ed esaminare, all’interno di una
dimensione comparativa i modi in cui i giovani vengono preparati per svolgere in modo
attivo il proprio ruolo di cittadini in società democratiche”.
Il convincimento dell’Associazione è il medesimo. L’insieme di queste scienze genera un
forte spazio conoscitivo ed operativo. Fecondo può essere il dialogo che l’economia scienza
duttile, aperta e flessibile, al tempo stesso logica, teorica, storica, quantitativa, valoriale ed
operativa e quindi pienamente umana, può intessere con le discipline classiche, scientifiche
e matematiche. Da ciò discende che l’economia e le altre scienze sociali possono e
debbono finalmente trovare uno spazio significativo nella filiera liceale e che debbono
essere collocate nelle competenze comuni di tutti gli studenti.
9. Sulla base di queste considerazioni, l’Associazione sottopone ai decisori delle politiche
scolastiche ed al mondo della scuola una serie di proposte. Essa spera che tali proposte
possano essere prese in attenta considerazione, mentre al tempo stesso si dichiara
disponibile a realizzare momenti di discussione ai più diversi livelli con gli interlocutori che
lo desidereranno.
In primo luogo l’AEEE‐Italia chiede se nell’attuale piano orario del Liceo delle Scienze
umane non sia possibile creare una curvatura che possa accogliere l’economia e le altre
scienze sociali come discipline caratterizzanti di questo nuovo liceo, sulla falsariga
dell’apprezzato modello francese del Liceo generalista ES (Economico e Sociale).
Essa propone in secondo luogo che il diritto e l’economia siano presenti nei bienni dei
diversi licei non solo come materie opzionali, ma come materie dell’educazione di base di
tutti i giovani italiani.
Ritiene infine che le quote di variabilità dei curricoli e la quota regionale dei piani di studio
personalizzati definita dalle varie leggi regionali possono anch’essi costituire utili occasioni
tramite le quali dare all’economia e alle altre scienze sociali lo spazio che meritano nei licei
e nella scuola italiana.
Il Direttivo dell’Associazione Europea per l’Educazione Economica AEEE‐Italia
Milano, 8 marzo 2009