Uno studente in viaggio a….

Mostra Internazionale del Libro

Torino, 14-18 Maggio 2009

 

di Michele Frugoli, terza B a.s. 08/09 Liceo Scienze Sociali Lucca

 


Una fiera, molte persone, molte culture.

La Fiera Internazionale del Libro di Torino è sicuramente un agglomerato di culture, tradizioni, è una piccola società multietnica.

Fiera del Libro di TorinoLe persone nella fiera si scontrano, non si incontrano, si parla con gli espositori e con chi si conosce, non si cerca di conoscere gli altri e si trascura anche noi stessi tralasciando il fatto che una Fiera multietnica, com'è quella di Torino, deve essere un luogo e non un non luogo (Marc Augè).

Il tema di questa XXIIª fiera era Io, gli altri, gli interventi, almeno la maggior parte di essi, erano destinati a far arrivare quel messaggio che forse non è stato colto.

Gli organizzatori miravano a una presa di coscienza da parte degli individui della fiera, facendo intervenire filosofi, antropologi, scrittori (sopratutto stranieri), ma questo messaggio, quello dell' “Io malato” non è arrivato, almeno non sembra esser arrivato.

Una critica che va sicuramente fatta al salone è che gli interventi erano troppo tematici e, per certi aspetti, complessi. Altre accuse non possono esser mosse, almeno non a chi ha organizzato il tutto.

Certo è stato un mercato ricco di interventi, più o meno interessanti, che miravano a far comprendere le teorie freudiane; mi domando però se si sono capite solo le teorie freudiane o se si è compreso anche il vero motivo per cui questa fiera era incentrata su questo argomento.
 

Sono 307.650 i visitatori alla chiusura della XXII Fiera Internazionale del Libro. Un risultato che supera qualunque edizione precedente, riportando sopra quota 300.000 e totalizzando un incremento del 5% rispetto all’edizione 2008, che si era chiusa con 293.140 visitatori.
 

Questo è l'inizio del comunicato stampa che ha sancito la chiusura della rassegna.
Si coglie certamente la felicità per gli aumenti dei visitatori, degli espositori e di tutto il resto però in quella stessa rassegna stampa, che è disponibile online, non si fa riferimento agli obiettivi prefissati, bisogna domandarci: si sono raggiunti ? Non importa se c'è stato il Presidente della Camera dei Deputati ma se siamo veramente usciti da quel guscio razzista.

 

Fiera del Libro di Torino

 

Il Paese ospite di questa edizione è stato l'Egitto, paese del Maghreb che è noto certamente per la sue immense Piramidi, strutture secolari “indistruttibili”.

Era stato allestito, dentro i padiglioni, un grande spazio per questo paese e molto spesso venivano fatti corsi sull'Egitto, la sua cultura, la sua storia: ho trovato questa iniziativa interessante, sia per gli argomenti trattati sia per l'organizzazione impeccabile.

Quello che però si è trattato poco è l'attuale Egitto, i suoi conflitti (interni ed esterni) e i rapporti internazionali.

Io personalmente sono andato al Salone del Libro per un puro e mero compiacimento personale, mi piacciono i libri, li adoro; certo questa società tende a multimedializzare tutto, ora in America, e anche in Italia (iniziativa de La Stampa, in primis), sono sbarcati (forse questa parola in questi ultimi giorni è da evitare) gli e-book reader ma l'emozione che può darti sfogliare un libro, toccare le parole non potrà mai dartela uno touch screen di 10 pollici, almeno a me, che sono favorevole a queste nuove invenzioni, non riescono a trasmettere ciò che delle pagine stampate possono farmi arrivare: in questo caso il progresso porta via qualcosa di essenziale di un libro, ciò che trasmette.
 

In definitiva è stata una bella esperienza e il prossimo anno, se ce ne sarà la possibilità, la ripeterò sicuramente, certo è stata piena di imprevisti come, ad esempio, essere finiti in mezzo alla manifestazione dei Cobas della Fiat ma ho avuto modo di poter partecipare a conferenze di alto livello come a quella di un maestoso Erri De Luca o di Marc Augé, per non parlare delle conferenze 'minori' con autori semi-sconosciuti che però hanno da raccontare più dei grandi perché alla fine la fiera di Torino si caratterizza non tanto perché ci sono i famosi, ma perché ci sono gli sconosciuti.

Michele Frugoli

 

 

 

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