segnalato da M.Teresa Santacroce prof. Scienze Sociali presso Liceo Fiore di Terlizzi BA

 

 

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Annamaria Rivera
Regole e roghi
Metamorfosi del razzismo


collana – Nuova Biblioteca Dedalo  – serie “Antropo-logiche”
giugno 2009 - pp. 224
f.to 14 x 21 cm  – brossura
€ 16,00     ISBN 9788822063076


Il razzismo istituzionale nutre la xenofobia popolare e se ne serve per legittimarsi: un circolo vizioso tipico dell’Italia di oggi. L’uso demagogico del tema della sicurezza, il rifiuto dei migranti se non come braccia da lavoro, il disprezzo delle minoranze e della pluralità culturale disegnano il quadro di un paese sull’orlo dell’abisso.


L’autrice
Annamaria Rivera, antropologa, è professore di Etnologia e Antropologia sociale presso l’Università di Bari. Fra i suoi campi di studio e di ricerca vi è l’indagine critica di categorie e concetti-chiave delle scienze sociali e l’analisi delle metamorfosi dell’etnocentrismo e del razzismo nelle società contemporanee. È autrice e curatrice di numerosi saggi e volumi.


L’opera
La passione civile e il rigore intellettuale rendono coerente e compatta questa raccolta di articoli, preceduta da un lungo saggio introduttivo inedito. L’argomento generale che unifica gli scritti – la realtà e le rappresentazioni dei migranti e delle minoranze nelle società europee – si snoda in svariati temi: dal nesso fra guerre postmoderne e razzismo ai centri di detenzione per migranti, dall’affaire del velo islamico a quello delle vignette danesi, dalle rivolte dei ghetti francesi allo scandalo italiano delle schedature etniche. Scritti nel corso dell’ultimo decennio, gli articoli colgono tempestivamente tendenze oggi del tutto evidenti e ne mostrano lo sviluppo: la manipolazione politica e mediatica di differenze culturali e religiose o di fatti di cronaca nera in funzione anti-immigrati e anti-rom, l’uso demagogico del tema della sicurezza, il consolidarsi di un razzismo «democratico», il riemergere di forme di antisemitismo in rapporto con il conflitto israelo-palestinese, la saldatura tra razzismo istituzionale e xenofobia. Ne emerge l’immagine di un’Italia preda della coazione a ripetere gli stessi tic, traversata da umori e politiche intolleranti, tuttora riluttante ad ammettere di essere un paese d’immigrazione, plurale e complesso come altri.


 

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