Report dell'incontro di Roma 2009
Roma 16 luglio 11,30-13.30
La riforma degli ordinamenti e il liceo economico-sociale
Il ruolo di PASSAGGI e di SISUS
ROMA, FACOLTA’ DI SOCIOLOGIA, VIA SALARIA, 113
Introduce i lavori il prof. Luigi Mantuano - docente al Liceo “Pacifici – De Magistris - Sezze (Lt).
L’obiettivo dell’incontro di oggi è un confronto sui contenuti del nuovo Liceo economico – sociale in una fase di avvio che si presenta delicata; siamo contenti dato che non immaginavamo, fino a qualche mese fa, di ottenere un risultato così importante, anche perché il nostro modello di scuola forse appariva elitario in quanto il suo curricolo comprendeva lo stage come elemento strutturale e sappiamo che lo stage costituisce una prassi didattica difficile da far decollare; comprendeva inoltre la presenza di due lingue comunitarie e la flessibilità didattica e organizzativa realizzata in particolare attraverso le codocenze. Il Liceo delle Scienze Sociali ha potuto mettere a frutto competenze che provenivano da diversi ambiti e stili di lavoro della formazione: essi si sono concretizzati in persone che in questi anni ci sono state accanto e continuano ad esserci: Lucia Marchetti (la scuola che sperimenta), Anna Sgherri (il Ministero) e Clotilde Pontecorvo (l’Università e la ricerca transnazionale). Ora però sono molti i problemi aperti: dalla definizione degli OSA, ai contenuti circa cosa si insegnerà nel liceo delle scienze umane, cosa nel liceo economico sociale, un modello di scuola che rimane minoritario, in quanto le pratiche che abbiamo elaborato non sono diffuse e non è chiara la collocazione dello stage nell'indirizzo. Le compresenze sono scomparse e quindi risulta poco chiara la possibilità di una reale integrazione tra saperi e la realizzazione del lavoro in team fra i docenti. Oggi pomeriggio dovremmo inoltre riflettere e interrogarci sulla collocazione di PASSAGGI E SISUS nel nuovo quadro che si è venuto a delineare.
Saluti del prof. Luciano Zani, preside di facoltà.
Sono contento di questo incontro e assicuro per il futuro la nostra ospitalità. Ci siamo resi conto molto rapidamente che il collegamento con i vostri licei è fondamentale in quanto buona parte degli studenti proviene dai vostri indirizzi, pertanto la facoltà ha intenzioni serie e molto attive che porteranno a collaborazioni sempre più strette fra il mondo della scuola e quello universitario. Io mi sono fatto portavoce presso l’associazione nazionale dei presidi di facoltà delle vostre preoccupazioni ed anche noi abbiamo molto trepidato su quanto stava accadendo nei nostri licei. C'è stato un intervento molto forte ed ora sono confortato dal fatto che si è invertita una tendenza che sembrava negativa. Mi auguro che si crei una sinergia sempre più intensa e positiva. Buon lavoro.
Prof. Luciano Benadusi - “I nuovi saperi in vista della definizione degli obiettivi specifici di apprendimento”.
Io debbo associarmi alla soddisfazione di Luciano Zani per come si è conclusa questa vicenda in quanto a Febbraio la prospettiva era funerea e si parlava di fine dei Licei delle Scienze Sociali. Nell’incontro di Febbraio avevamo condiviso in larga parte in positivo gli obiettivi che oggi ci sembra di poter riconoscere nel nuovo Liceo economico sociale nel quale possono confluire molte delle esperienze che sono state realizzate nel Liceo delle Scienze Sociali. Più negativo è il giudizio sull'altra parte del liceo delle scienze umane. Ora la scommessa è fare bene i passi che ci sono da fare: gli OSA, i programmi, il collocamento dei docenti nelle classi di concorso.
L’opzione economico sociale rappresenta una novità proprio per la connessione tra le scienze sociali e l'economia - sul modello francese - dove queste due discipline, che in Italia non si amano proprio, nei licei francesi sono invece alquanto sintonizzate su un dialogo comune. Mi auguro che ciò possa avvenire anche in Italia e si eviti la divaricazione tra un nocciolo duro creato dall'economia e un ventre morbido creato dalla sociologia. Dove tutto il duro, lo scientifico viene relegato all'economia e il flou, il discorsivo, alla sociologia e questo perchè è necessario lavorare sull'integrazione.
La sociologia può avere un ruolo utile nel creare un'interfaccia fra la componente economica e quella più largamente sociale. Inoltre deve trovare integrazioni esterne dell’insegnamento delle scienze sociali con altre discipline come la storia - si pensi nella sociologia al filone di pensiero riconducibile a Weber - il che non significa adottare un approccio storicistico bensì storico e comparato: l’approccio comparativo è importante nelle scienze sociali. Poi c’è un problema di integrazione interna tra le scienze sociali: la sociologia che si occupa del sistema sociale, la psicologia che studia il soggetto e i rapporti intersoggettivi e l’antropologia che si occupa delle culture.
A differenza di una fase culturale in cui la psicologia sociale veniva considerata la “terza gamba” (cfr. Parsons) oggi si parla di psicologia culturale. Anche la sociologia ha operato una sua svolta culturale e in questo processo l’antropologia è stata fondamentale perché ha permesso ad entrambe, sociologia e psicologia, di compiere la svolta. Ora si tratta di vedere come combinare nelle scienze sociali il polo dell’interdisciplinarismo e pluridisciplinarismo. Quindi come combinare tra queste discipline la specificità rispetto al dialogo. Ciò può essere fatto perché lo spazio orario lo consente e perché inizialmente si può affrontare l’impianto epistemologico solido e poi aprire il dialogo prima fra le tre discipline e poi con la storia, il diritto e l’economia. Ciascuna di esse (sociologia, psicologia, antropologia) ha una storia diversa e una evoluzione diversa e ciascuna ha proprie figure autorevoli che ne hanno segnato il cammino, nuclei fondanti e un lessico che costituisce la tessitura di fondo. Ad esempio sui temi come gruppo sociale, conflitto, differenza culturale… bisognerebbe lavorare insieme per costruire una mappatura sui concetti fondamentali e i nuclei privilegiati da ciascuna delle tre discipline, perché tutte si sono occupate di tutto, ma alcune con maggiore specificità rispetto ad altre. Ci sono poi tecniche, metodologie, fonti che sono specifiche, e pertanto vanno insegnate secondo la specifica disciplina. In seguito si apriranno alla intercomunicazione con altri saperi, in un processo che non va creato artificialmente nell’ambito scolastico perché queste discipline già comunicano a livello di ricerca, nella ricerca ci si scambiano i ruoli, c’è una contaminazione di metodologie e non solo di concetti, ad esempio l’etnografia che era specifica della antropologia ora viene usata sempre più spesso dalla sociologia. Sicuramente il metodo della sociologia e della antropologia sono diversi perché diversi gli obiettivi ma una contaminazione ormai è innegabile. Il livello concettuale teorico e il livello degli oggetti e luoghi di interesse, delle metodologie e delle tecniche non è patrimonio comune, va insegnato per poi essere trasferito.
Nel triennio si può pensare a macrodimensioni ad esempio:
- LA SOCIETA’ – il mutamento, la società complessa… chiavi di lettura diverse….. cosa si intende per postfordismo, post…
- POLITICA E ISTITUZIONI che sfocia nella educazione civica che Gelmini affida solo al diritto e alla storia. Questo insegnamento si deve proporre come insegnamento fondamentale per l’educazione civica. Studiare le istituzione non è solo studiare le norme civiche ma è andare al di là
- LA CULTURA
- I LINGUAGGI I MEDIA
- FORMAZIONE DELLA SOGGETTIVITA’ E DEL GRUPPO
- AMBIENTE E TERRITORIO
- ECONOMIA: intesa non solo come organizzazione economica della società ma anche come costruzione dei mercati, i rapporti tra l’economia e la stratificazione sociale, della mobilità sociale e non solo territoriale.
Vorrei aggiungere che mi sembrerebbe importante connotare questo insegnamento con una forte connessione tra strumenti scientifici da offrire ai giovani per analizzare e intervenire sulla realtà, per promuovere le capacità riflessive e la dimensione emotiva: in questa direzione possono essere suggeriti argomenti come: famiglia, coppia, relazione generazionale e inter-generazionale. In questa progressiva ricerca tra le discipline si può realizzare la transizione dalle semplici conoscenze allo sviluppo delle competenze, una delle direttive che la comunità europea ci ha affidato. Per esempio le competenze sociali sono esaltate da tutti come competenze fondamentali anche nel mondo del lavoro. Dobbiamo interrogarci sul rapporto che costruiamo tra scienze sociali e competenze sociali: non sempre è automatico che un ragazzo che ha buone conoscenze sociali abbia anche buone competenze sociali.
Se noi pensiamo a quanto di vecchio c’è nelle impostazioni della scuola e delle politiche sociali e quanto di nuovo c’è nelle nuove generazioni, allora possiamo comprendere come sanare questo gap tra il vecchio e il nuovo. Noi siamo molto interessati a lavorare sulle competenze e sui contenuti di questo nuovo liceo nell’ottica di una collaborazione che possa garantire la continuità dei saperi tra scuola e università. Creare forme di collaborazione che possono essere le più diverse,
questa dei curricola è solo una strada, ma se ne possono individuare altre: gli IFTS, una ricerca ad hoc sui licei delle scienze sociali, e lo stage che, secondo me, rappresenta uno dei tesori più grandi della vostra esperienza e deve essere travasata nel nuovo liceo.
Il prof. Luigi Mantuano afferma che Luciano Benadusi, sociologo dell’educazione, ha sottolineato due necessità:la prima riguarda la continuità tra scuola e università per evitare di relegare alla scuola l’ambito della formazione e all’università quello della ricerca; la seconda tocca la formazione dei docenti, per la quale si rende necessaria un’azione di sistema, in cui l’università realizzi una formazione traducibile in servizio reale, pena il rischio che questo liceo non sia altrimenti capace di implementare le innovazioni che ha finora realizzato a livello di sperimentazione.
Prof.ssa Gioia di Cristofaro Longo – docente di Antropologia Culturale Università La Sapienza - Roma
Sono in piena sintonia con quanto ha detto Benadusi perché ci lega un' intesa scientifica. Sono molto curiosa di capire come si svilupperà questa avventura dei Licei, confermo la mia disponibilità per forme innovative di didattica.
Sono interessata a documentare esperienze positive, noi abbiamo un osservatorio di ciò che funziona nella scuola.
Prof.ssa Clotilde Pontecorvo –docente di psicologia del linguaggio e della comunicazione Università La Sapienza - Roma
Di buon auspicio è l’ospitalità che questa facoltà offre alle nostre iniziative. L’iniziativa nasce da una rete di scuole consolidata a cui, nell’ultimo anno, si è aggiunta l’associazione SISUS: sono, questi, aspetti positivi e fortemente innovativi.
A me pare che una delle caratteristiche più significative sia il fatto che questa scuola ha cercato un radicamento nel territorio per sfuggire l’autoreferenzialità, uno dei rischi e delle negatività della nostra scuola.
Bisogna opporsi a un sentire comune per cui la scuola è abbandonata. Il Liceo delle Scienze Sociali ci ha insegnato che è possibile fare una scuola diversa, una relazione con il territorio, e un territorio che si mette in gioco e trova nella scuola un interlocutore che accoglie ed elabora la propria voce.
L’esperienza di questo Liceo ha evidenziato l’importanza della Relazione Educativa, ci ha insegnato la pratica dello stage formativo e lo ha fatto in condizioni diverse, in forme diverse in tempi diversi ed ha funzionato come modello per tutta la scuola. Ritengo che questo sia uno dei contributi più significativi che il liceo delle scienze sociali porta al nuovo liceo delle scienze umane con opzione economico sociale. Qualche mese fa non avremmo immaginato a Giovinazzo questo punto di arrivo che ora diventa un nuovo punto di partenza. Un nuovo modo di lavorare con gli studenti come laboratorio di conoscenze, i ragazzi lavorano con gli insegnanti ma anche con i referenti esterni. Si lavora con materiale scientifico, con opere vere e proprie e non con i manuali, come dice
Geertz per dare ricchezza e freschezza a quanto si insegna. Questo può riguardare tutte le scuole superiori, c’è bisogno di ripensare a tutta la didattica nella scuola superiore, rivedere i metodi per poi rivedere i contenuti, attraverso magari le macrodimensioni. Per il regolamento dell’autonomia i curricoli veri e propri li devono fare le scuole e il ministero deve dare solo indicazioni, ma le scuole devono sapere fare tali curricoli. Le scuole e i docenti che hanno maturato esperienze attraverso la sperimentazione, devono ora assumere una funzione di tutoraggio per le nuove scuole. Il problema della formazione e supporto ai nuovi è da affrontare con l’autorità centrale, ma PASSAGGI e SISUS possono fare molto.
Per quanto riguarda le discipline ad esempio il Diritto ed Economia ma anche la Geografia, esse devono essere viste in declinazione sociale, perché i problemi economici devono avere una visione allargata del mondo, ci deve essere una visione umanistica della economia.
Questo quadro orario presenta due lingue straniere, la storia, la geografia, il diritto e l’economia e le scienze sociali. Le scienze sociali possono costituire fattore di attrazione per costruire curricoli integrati. Pertanto non aspettiamoci suggerimenti, saranno sicuramente indicazioni generali a cui ogni scuola darà la propria risposta.
Condivido l’idea della continuità fra scuola e università, è una continuità problematica ma è necessario che la scuola impari a saper chiedere aiuto per uscire dalla propria autoreferenzialità. Riconoscere di non aver capito è la cosa più difficile ma dobbiamo imparare a saper chiedere per fare chiarezza. Questo è l’atteggiamento fondamentale: mettersi in una dimensione di ricerca con i propri alunni e non dare nulla per scontato.
Assunta Viteritti – docente in sociologia dell’educazione e dei processi di Socializzazione e politiche della formazione e delle risorse umane – Facoltà di Sociologia – Università La Sapienza – Roma.
Nell’orientamento è un sollievo incontrare studenti che provengono dal Liceo delle Scienze Sociali perché sono consapevoli di ciò che scelgono, infatti noi osserviamo una condizione di discontinuità tra gli studenti che provengono da licei classici e scientifici e coloro che provengono dai licei delle scienze sociali. Sarebbe auspicabile avere la possibilità di una filiera che si potesse stabilizzare anche sulla dimensione lavorativa. I ragazzi hanno incorporato una macro idea anche se debole di cosa significa lavorare nel campo sociale. Con la referente dell’orientamento stiamo pensando a percorsi diretti, lezioni per questi studenti, giornate di riflessione e formazione. Quest’anno ci avviamo alla riforma della riforma. Rinnovo da parte mia l’impegno a lavorare nella riorganizzazione dei saperi e dell' organizzazione didattica, vi invito a chiamarci, a sentirci come supporto per il vostro percorso.
Luigi Mantuano: Bisogna rivedere le professioni nel sociale e creare professionalità non solo post laurea ma anche post diploma.
Interventi:
Guido Boschini – docente al Cobianchi di Verbania
Nelle nostre esperienze noi siamo andati oltre alla statistica descrittiva, questo provoca un minor rifiuto della matematica, non sarebbe male applicare lo stesso metodo alla Fisica
È necessario pensare a percorsi di integrazione anche per queste discipline, notoriamente isolate nel piano di studi. Bisogna riflettere su come lavorare, si potrebbero mettere in rete le esperienze.
Claudia Petrucci – docente al Liceo “Gian Battista Vico” di Corsico
Bisogna lavorare sulle curvature, altrimenti è vero che diventano un gruppo di discipline satelliti, lavorare sulle curvature potrebbe essere lo scopo delle rete.
Franco De Marchi Dirigente Scolastico “I.M. Carducci” - Trieste
Dal terzo anno in poi saranno obbligatori i rapporti con l’università. Il problema vero è l’integrazione con le discipline e soprattutto la formazione dei docenti. Io vedo troppa fisica, si potevano ri-distribuire le due ore dell’ultimo anno, una ora di matematica e una di scienze sociali.
Lia Stancanelli - Dirigente uscente del Liceo Ainis di Messina
ringrazio per l’ospitalità, ringrazio Luigi per la grande disponibilità, la sede della facoltà è anche la sede legale della nostra associazione SISUS, l’idea per questo incontro è nata durante il convegno di Giovinazzo, il risultato a cui oggi si è giunti è certamente buono: noi non immaginavamo mesi fa di ottenere tutto questo. Il ruolo di Passaggi è di governare la flessibilità, se siamo stati un modello è anche perché noi abbiamo sempre lavorato insieme. I licei delle Scienze Sociali sono nati dalla chiusura del magistrale, hanno avuto una vita difficile perché ci siamo trovati da un lato la sperimentazione Brocca e dall’altro il Liceo delle Scienze Sociali. Al nostro liceo si iscriveva una utenza debole perché ripiegavano per un indirizzo dove non c’era il latino. Oggi questo problema si ripropone nella dicotomia fra scienze umane e sociale ed economico - noi dobbiamo scommettere su questo indirizzo e fare della nostra idea un' idea forte, caratterizzata da una forte professionalità e da ottimi contenuti. Il ministero non potrà investire in formazione perché non ci sono soldi ma il modello di Passaggi, quaranta scuole ad oggi che hanno deciso di mettersi insieme e condividere percorsi di formazione e di ricerca sia in presenza attraverso convegni nazionali e locali, scambio di esperienza, sia e, oserei dire, soprattutto attraverso l’utilizzo del sito che in questi anni si è arricchito del lavoro di insegnanti e alunni, potrà essere esportato. Passaggi ha promosso la figura del docente ricercatore, speriamo che questa disponibilità sia colta, i licei devono fare formazione, ma una formazione diversa, legata alle grandi trasformazioni che ci sono state in questi anni e soprattutto legate alla territorialità. Da Passaggi, per filiazione è nata SISUS che è una associazione di docenti, mentre Passaggi è una Rete di scuole, pertanto l’adesione deve essere istituzionale (Delibera del Collegio dei docenti), ed è aperta a tutti.
Prof.ssa Stefania Stefanini docente all’ I.S. “Pieralli” di Perugia
SISUS è nata perché non sempre le persone restavano legate alle scuole, il senso è creare una comunità virtuale di pratiche dove noi con semplicità possiamo ragionare insieme, dare e ricevere, potrà essere uno spazio virtuale condiviso.
SISUS è una associazione transdisciplinare e questa è la vera novità perché la condizione umana è transdisciplinare, pertanto all’interno delle discipline bisogna lavorare per nodi perché i nodi sono transdisciplinari.
Il logo di SISUS è un profilo in un campo costituito da un reticolato sottile, non chiuso, perché l’uomo è un universo aperto. Il logo di SISUS spesso è associato al logo Passaggi.
14.30 – 18.00
La sessione pomeridiana è coordinata dalla Dirigente Scolastica Paola Bruschi dell’I.I.S.S. “Manzoni” di Suzzara (Mantova).
Il Liceo delle Scienze Sociali è stata una realtà inizialmente non compresa, si è pensato ad esso come ad una scuola di poco conto. In questi primi due anni di presidenza, mi sono resa conto che fra i licei quello delle Scienze Sociali è il più innovativo, i docenti che vi insegnano sono aperti, flessibili, disponibili alla ricerca e questa osservazione parte da una Dirigente che ha una scuola complessa con diversi indirizzi. Per entrare nel senso dei lavori pomeridiani vi ricordo che durante il convegno organizzato dal Liceo “Fiore” di Terlizzi (Ba) è sorta l’esigenza di invitare i dirigenti, in quanto siamo ad una svolta storica: la preside Lia Stancanelli del Liceo Ainis di Messina andrà in pensione dal primo Settembre pertanto la Rete ha bisogno di un nuovo dirigente che la rappresenti legalmente. Visto che a Terlizzi eravamo in pochi è nata l’idea di questo incontro e devo dire che è stata positiva perché in diversi avete accettato l’invito. Ora chiedo ai Dirigenti intervenuti di presentarsi.
Franco De Marchi Dirigente dell’ I.M. “Carducci” di Trieste. I docenti referenti al ritorno dal convegno svoltosi in provincia di Bari mi hanno comunicato la proposta di organizzare il convegno nazionale del prossimo anno a Trieste, io mi sono concesso una pausa perché ritengo che sia per una scuola un grande sforzo sia di risorse umane che economico. Dopo questa giornata penso di avere le idee più chiare e posso dare la disponibilità per tale convegno anche se prima devo sentire gli organi istituzionali, pertanto la risposta definitiva potrò darla solo dopo aver sentito il parere del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Istituto. La mia scuola è un ex Istituto Magistrale con diverse sperimentazioni.
Giorgio Colajacomo Dirigente Istituto San Giovanni Bosco di Alassio, io sono un sacerdote salesiano, il mio Istituto comprende il Liceo Scientifico, Classico, Linguistico d’impresa e da quest’anno abbiamo il liceo delle scienze umane ad indirizzo economico sociale. Come potete intuire vogliamo già sperimentare la riforma pertanto la mia presenza qui oggi è determinata dal desiderio di capire da voi come impostarlo, ho visto nel vostro sito gli interessanti materiali e la interessante discussione che state portando avanti pertanto sono qui nei panni di un neofita.
Anna Maria di Falco Dirigente dell’I.M. “G. Turrisi Colonna” di Catania
Il mio Istituto comprende diversi indirizzi: Liceo linguistico Brocca, liceo Socio-psico-pedagogico Brocca e Liceo delle Scienze Sociali, scuola complessa e impegnativa sia per numero di alunni sia per la logistica. Questa mattina si è parlato di curvatura, personalmente l’idea non mi piace molto perchè vorrei che rimanesse ferma l’idea della formazione liceale in quanto l’obiettivo deve essere permettere all’alunno di potersi iscrivere, al termine del percorso, a qualsiasi facoltà se noi lo rendiamo eccessivamente specialistico rischiamo di penalizzare quegli alunni che vorrebbero fare altro.
Nicoletta Clemente Dirigente dell’I.S. “Giordano Bruno” di Roma
Anche il mio Istituto è costituito da tre indirizzi: Liceo Scientifico, Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Sociali che, almeno fino a qualche tempo fa era costituito da alunni piuttosto deboli. In questo periodo nella mia scuola c’è molto fermento per la revisione delle classi di concorso (50/51 e 36/37). Sicuramente non è questa la sede per avviare una riflessione sulle classi di concorso ma ritengo che una riflessione a margine sia necessario farla, visto che poi sulle competenze dei docenti si costruisce anche un indirizzo.
Giovanna di Re futura Dirigente del Liceo “Falcone” di Asola (Mantova) Io ho avuto la mobilità all'interno della provincia di Mantova, da Viadana ad Asola, e da Settembre dirigerò un Liceo che contempla al suo interno il liceo delle scienze sociali pertanto ho colto con molto piacere e interesse la proposta di Paola Bruschi a partecipare a questa giornata di formazione in quanto mi interessa capire quale struttura portante un tale liceo deve avere. Devo dire che torno a casa con molti input da rielaborare e con la consapevolezza di tutto un mondo nuovo da scoprire soprattutto perché entro in un momento di cambiamento e di “trasformazione” di un indirizzo e devo dire che non è cosa da poco. Grazie perché da oggi non mi sento più “sola” ad affrontare questo nuovo percorso. Tra le suggestioni che porterò via e che ho colto stamattina vi è quella della formazione dei docenti. È fondamentale per il nuovo Liceo delle Scienze Umane, perché assuma un rigore epistemologico che lo contraddistingue da altri insegnamenti, dare una nuova formazione ai docenti, fornire loro gli strumenti, come diceva stamattina splendidamente Clotilde Pontecorvo, perché docenti e alunni facciano ricerca nella scuola, le aule devono diventare laboratori di costruzione dei saperi, solo così possiamo realmente rendere innovative e più giovani le nostre scuole. In questo la Rete Passaggi e l’associazione SISUS possono dare un grande contributo determinato dalla esperienza sul campo che, in questi anni di sperimentazione, i docenti hanno acquisito.
Roberto Cegliani da Settembre Dirigente al Liceo Scientifico di Corsico Il liceo di Corsico comprende al suo interno il Liceo delle Scienze Sociali in previsione di questo sono venuto per prepararmi adeguatamente al processo di riforma che in quanto dirigente sono chiamato a governare. Avendo saputo che il Liceo di Corsico aderisce alla rete ho pensato che fosse questa una splendida occasione per poter iniziare ad entrare attivamente nel nuovo Liceo. Grazie per questa opportunità.
Mara Salvi, Dirigente del Liceo Ariosto Ferrara
Sono stata catapultata in una scuola molto complessa con 6 indirizzi diversi. Dallo scorso anno faccio parte della commissione che lavora sul liceo delle scienze umane. Mi scuso se non sono stata presente ai lavori di questa mattina, ma insieme a Lucia Marchetti eravamo all’incontro indetto dal Ministero sul Liceo delle Scienze Umane.
Iole Giorgetta Dirigente del de Pacificis di Sezze (Lt).
Noi abbiamo aderito subito alla nuova sperimentazione, abbiamo seguito tutto l’iter di formazione inizialmente promosso dal Ministero attraverso l’individuazione dei Poli che coprivano tutto il territorio nazionale. Devo dire che inizialmente gli incontri fatti sono stati poco utili perché troppo generali e non consideravano la specificità territoriale.
Anche la mia è una scuola complessa ma devo dire che i professori che insegnano nelle Scienze Sociali sono fortemente motivati, fanno ricerca sul campo, propongono una didattica innovativa, un aggiornamento continuo e sono stati proprio i docenti di questo indirizzo ad essere linfa vitale per gli altri, da loro è partita la sperimentazione anche per gli altri indirizzi.
Se devo fare un’analisi del nuovo indirizzo devo dire cha alcune scelte fatte mi dispiacciono ad esempio l’eliminazione delle compresenze che sono stati elementi molto positivi nell’innovare la didattica e promuovere il processo di decentramento del docente superando il problema della autoreferenzialità e di una didattica che ruotava intorno alla propria disciplina penso, di proporre al mio Collegio di mantenere viva questa prassi avvalendomi della quota del 20% .
Armando Alaia Dirigente del Liceo Scientifico “L. da Vinci” di Casalecchio di Reno (Bologna)
Riprendendo quanto diceva stamattina il prof. Benadusi ritengo che la rete debba impegnarsi molto lì dove si attiveranno i licei a opzione sociale ed economica a far sì che non ci sia la dicotomia tra il ventre molle e duro, fra economia e umano. Il gruppo operativo può far sì che ci sia uniformità.
Terminata la presentazione dei dirigenti presenti la Dirigente Paola Bruschi invita la Dirigente Mara Salvi a sintetizzare l’incontro della commissione ministeriale.
L’incontro del gruppo di lavoro aveva come obiettivo la discussione relativa al Piano degli studi del Liceo delle Scienze umane e alle adeguate misure di accompagnamento per favorire l’efficace avvio del nuovo assetto ordinamentale. Si è evidenziata la necessità di valutare opportune modalità di orientamento per i giovani che escono dal primo ciclo, del collegamento tra scuola secondaria di primo e di secondo grado, nonché riflettere sulle difficoltà che potranno derivare dalla attuazione dei nuovi ordinamenti nel biennio iniziale del secondo ciclo. Gli interventi dei presenti hanno sottolineato che:
- anche in passato, in presenza di innovazioni degli assetti ordinamentali, sono state previste misure di accompagnamento che però erano coordinate direttamente dal Ministero; oggi , tenuto conto dell’autonomia delle scuole ci si è chiesti quale potrebbe essere il ruolo del Miur. Si ritiene necessario in primo luogo lavorare alla costruzione di un profilo formativo dell’indirizzo a prescindere dalle due opzioni: esso deve fare riferimento a un impianto culturale coeso ed essere espresso per competenze. Successivamente sarebbe necessario stendere una mappa delle competenze e infine passare alla definizione degli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA).
- riguardo al metodo da adottare la proposta che è sembrata più coerente è di prevedere un gruppo ristretto che lavori sulla costruzione di documento nazionale che contenga profilo e competenze, forte sul piano culturale ma sintetico. Su questo documento le scuole dovranno successivamente costruire il proprio curricolo. Importante è che l’impianto sia unitario per tutte le scuole. In questo processo un forte contributo può essere dato dalla Rete Passaggi e dalla Associazione SISUS perché entrambe posseggono la ricchezza delle precedenti esperienze e di anni di sperimentazione di percorsi integrati che si differenziano dalla linea degli economisti legati a Confindustria e comunque delle associazioni che si muovono in questo settore.
E’ stato inoltre evidenziato il disorientamento sia dei dirigenti che degli insegnanti nei confronti dell’imminente riforma, a causa di una proliferazione di bozze dei quadri orari che non aiutano a vedere chiaramente l’orizzonte futuro; forte preoccupazione è stata espressa dai più circa l’avvio della riforma sulle classi del biennio; ulteriore incertezza è data dall’ipotesi relativa alle nuove classi di concorso.
Molti dei presenti concordavano nel dire che le misure di accompagnamento devono prevedere un livello nazionale con un ampio e forte quadro culturale (un “documento” che spieghi lo spirito dei nuovi ordinamenti e i profili in uscita) e uno regionale con la creazione di gruppi di lavoro per lo sviluppo di ricerca-azione nelle scuole. Anche se si pone il problema di trovare finanziamenti per queste attività, tutti concordano che non si può fare una Riforma a costo zero. Si ipotizza anche l’utilizzo di modelli di Formazione diversi da quello tradizionale, sfruttando la formazione a distanza.
La preside Paola Bruschi invita ad intervenire la prof.ssa Lucia Marchetti responsabile del Sito della Rete di Scuole “Passaggi” e membro del gruppo di lavoro ministeriale per il Liceo delle Scienze Umane. Marchetti sottolinea che la riforma si fa a zero euro pertanto è necessario che la RETE sia propositiva e collaborativa, è bene evidenziare che il profilo che da tanti anni noi stiamo costruendo non è “fantasia” di un gruppo di docenti. E’ necessario comunicare l’unitarietà dell’impianto di fondo e in questo, negli anni, ci siamo costruiti una grande esperienza. Esperienza che nasce dalla capacità di tutti di mettere in comune sia attraverso seminari regionali che nazionali ma soprattutto attraverso la condivisione di materiali ed esperienze sul sito di Passaggi, piazza virtuale di formazione e condivisione. Pertanto anche nella formazione siamo stati pioneristici, non solo seminari in presenza e laboratori che permettono di costruire relazioni, ma anche l’utilizzo della tecnologia.
Noi dobbiamo assumerci la responsabilità del cammino che abbiamo fatto fino ad oggi, la responsabilità di esserci messi in gioco, fra tante difficoltà, in un momento in cui non c’era nulla, in cui tutto andava costruito. Oggi possiamo discutere e confrontarci grazie a questa esperienza.
Lia Stancanelli, Dirigente dell’Ainis di Messina (Istituto di riferimento per la rete Passaggi) e presidente dell’Associazione SISUS propone due giornate di formazione a settembre/novembre con i referenti, dirigenti, responsabili di dipartimento per avanzare proposte comuni ad esempio sulla flessibilità oraria, ma dobbiamo comunque aspettare che escano le linee sul profilo, i programmi, gli OSA. Per quanto riguarda le classi di concorso è un problema molto complesso e delicato, di cui noi non possiamo farci carico ma è necessario investire di responsabilità i sindacati.
Luigi Mantuano afferma che è necessario che la rete definisca quale deve essere il profilo in uscita, quali sono le macroaree, trovare modalità di confronto con altri enti ad esempio il referente scuola di CONFINDUSTRIA, trovare modalità di finanziamento alternativi al Ministero per autofinanziarci la formazione, un po’ sul modello dei nostri seminari nazionali.
Josette Clemenza, docente dell’”Ainis” di Messina, sottolinea come la nostra idea di liceo sociale ed economico non nasce come modello isolato ma in Europa ha modelli di riferimento ad esempio la Francia dove questo tipo di formazione è attivo da anni. Pertanto si dovrebbe riprendere l’idea che ormai da due anni ci diciamo di un confronto con altri paesi Europei.
Maria Teresa Santacroce, docente dell’I.M.S. “T. Fiore” di Terlizzi, riprende l’idea del confronto che è sfumata nel convegno di quest’anno a causa della indisponibilità di Maffesolì ad essere presente nei giorni del Seminario e si potrebbe riprendere quest’anno come avevamo detto a Giovinazzo visto che la sede del convegno con ogni probabilità sarà Trieste che ben si presta come “terra di confine” a questo confronto e soprattutto ad una analisi che ci de-centri e non ci renda
autoreferenziali.
Terminata la discussione la Dirigente Lia Stancanelli dà lettura del documento conclusivo della giornata di formazione che sarà pubblicato sul sito della Rete Passaggi.
La Dirigente Lia Stancanelli comunica all’assemblea (soprattutto ai nuovi partecipanti) che Passaggi è una associazione formalmente riconosciuta con atto notarile, e fanno parte del direttivo quattro scuole di cui l’”Ainis” ha ricoperto il ruolo di scuola “capofila”.
“Da Settembre io sarò in pensione pertanto non me la sento di lasciare al mio successore la responsabilità non solo di una scuola complessa ma anche di essere capofila della Rete Passaggi. Di questo avevamo già discusso durante il convegno di Giovinazzo, ma essendoci pochi dirigenti si pensò di aspettare per poter chiedere ad altre scuole e dirigenti se volessero assumere questo ruolo (oggi siamo molti di più ma non siamo tutti). Pertanto cari colleghi si pone il problema di scegliere una scuola capofila. Il ruolo della scuola capofila in questo momento è di coordinamento anche perché io mi sono trovata a sopperire alle problematiche che sono sorte all’interno delle altre scuole del direttivo, problematiche che ora si sono risolte. Poiché le scuole che fanno parte del Direttivo sono quattro allora l’Ainis viene meno anche dal direttivo, quindi è necessario in primo luogo nominare una nuova scuola per il Direttivo e dopo, le quattro scuole sceglieranno la nuova scuola capofila. A Giovinazzo si proponeva una gestione in tandem del Lombardo Radice e Turrisi Colonna di Catania vista la positiva esperienza nell’organizzazione del convegno regionale, tuttavia una delle due presidi ha ottenuto il trasferimento così cade questa proposta.”
La preside Stancanelli propone che sia l’Istituto Giordano Bruno di Roma ad entrare nel direttivo in quanto ha un ruolo strategico, centrale, di collegamento fra le diverse realtà, tutti i presenti concordano e la Dirigente Nicoletta Clemente accetta, viene individuata come scuola capofila l’Istituto Suzzara di Mantova diretto dalla preside Paola Bruschi.
La Dirigente Bruschi esprime tuttavia la perplessità relativa alla gestione economico/amministrativo della Rete pertanto si riserva di chiedere al Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.
La dirigente Clemente Nicoletta propone, se il DSGA di Suzzara non dovesse accettare di dividere la gestione economica da quella relazionale e per quest’anno questa gestione potrebbe rimanere all’Ainis. La preside Stancanelli chiederà al suo Direttore Amministrativo di operare un “passaggio di testimone” graduale.
Terminata la discussione alle ore 18.00 la preside Bruschi, coordinatrice di questa sessione, ringrazia tutti soprattutto perché con il gran caldo e il clima di vacanza, in totale gratuità sono intervenuti a questo momento di formazione dimostrando quanto interesse hanno per la SCUOLA; viene redatto il presente verbale che sarà pubblicate sul sito della rete Passaggi e di SISUS.
Durante la giornata sono stati presenti i giornalisti di RAI-Educational che hanno registrato diverse interviste sul liceo delle scienze umane-economico-sociale.
Verbalizzatrice
Maria Teresa Santacroce
Roma 16.07.2009
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