Documento della giornata di studio di Latina (19.04.2010)
Il documento che qui pubblichiamo è frutto di una riflessione condivisa all'interno del gruppo dei firmatari durante la giornata di studio tenutasi a Latina il 19 aprile. Abbiamo accolto l'invito che il Ministero ha rivolto a chi lavora nella Scuola a partecipare al dibattito sulle Indicazioni nazionali e sugli O.S.A. (Obiettivi Specifici di Apprendimento) pubblicando il Documento sul sito dell'Indire.
Il documento riprende e cerca di esplicitare ulteriormente le linee di pensiero che la Rete Passaggi ha delineato in questa delicata fase di transizione.
Il presente documento è stato elaborato a conclusione di una giornata di studi indetta dall’Associazione di scuole in rete “Passaggi. Le Scienze Sociali in classe” e dall’ Associazione culturale e professionale “SISUS - Società Italiana Scienze Umane e Sociali” unitamente alla Facoltà di Sociologia dell’ Università di Roma “La Sapienza” ed organizzata dall’ ISISS “Pacifici e De Magistris” di Sezze in collaborazione e con il supporto della Provincia di Latina.
Esso viene sottoscritto e firmato da :
Il Direttivo di “Passaggi”: Paola Bruschi (dirigente scolastica, presidente), Mara Salvi (dirigente scolastica, componente), Jole Giorgetta (dirigente scolastica, componente), Nicoletta Clemente (dirigente scolastica, componente);
Amelia Stancanelli (dirigente scolastica, presidente Sisus);
Gioia De Cristofaro Longo (docente universitaria, Roma),
Fabio Bianchi, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Latina;
Patrizia Guadagnino, Dirigente del Settore Politiche Sociali della Provincia di Latina;
Sonia La Rocca, coordinatrice Progetto Assistenza specialistica della Provincia di Latina;
i docenti delle scuole della rete “Passaggi” : Guido Marinuzzi (Trieste), Alfredo Ferrajoli, Lucia Palmieri, Emanuela Ferrarello, Assunta Fantozzi, Giovanni Votolo, Luigi Mantuano (Sezze), Paolo Cinque, Marina Asprella Libonati, Giuliana Vullo (Roma), Ilaria Di Salvo (Latina).
L’ assemblea ha deliberato di redigere il presente documento al fine di sottoporlo all’ attenzione della “Cabina di regia” del MIUR nel contesto del dibattito aperto e sollecitato dalla stessa sulle bozze di Indicazioni nazionali per i Licei. Con riferimento al Profilo Generale ed agli OSA riguardanti il Liceo delle Scienze Umane e l’ opzione Economico-sociale, vengono evidenziati i seguenti punti di criticità e le conseguenti sollecitazioni, come emersi nel corso della riflessione e del dibattito.
- Si rileva una contraddizione tra il termine “indicazioni” con il quale viene presentata la bozza programmatica e la prescrittività delle indicazioni medesime, che sembrerebbe lasciare ben poco spazio all’ autonomia “didattica, di ricerca, sperimentazione e sviluppo” di cui al DPR 275/99. Si auspica perciò che tale autonomia venga effettivamente resa praticabile (anche, ad esempio, con l’ istituzione dell’ organico funzionale), affinché le scuole – pur nel doveroso rispetto delle linee di indirizzo nazionali – possano adeguare l’ esercizio della gestione delle quote del 20 e del 30 % ed eventuali insegnamenti aggiuntivi alle necessarie curvature del profilo in uscita.
- Non emergono con la necessaria chiarezza le life skills dell’ indirizzo e dell’ opzione. In particolare si richiede un esplicito riferimento alla centralità dello stage formativo come elemento di aggregazione curricolare che, in questa originale accezione, si è rivelato in anni di sperimentazioni l’asse portante del curricolo, in un ambito di studi che privilegia, per la sua stessa natura, l’apertura alla collaborazione con gli agenti formativi esterni ed il territorio e l’osservazione interagita con il mondo del lavoro e dei servizi. E’ pur vero che delle esperienze di stage si parla – nella bozza di Regolamento - per tutti i licei, soprattutto in rapporto al carattere orientativo del quinto anno, ma una particolare sottolineatura per questo indirizzo renderebbe esplicito il valore esperienziale e didattico che esso assume in un curricolo orientato alla comprensione ed interpretazione del presente tramite sia il recupero del passato sia l’ apertura sul mondo contemporaneo.
- Non si tiene conto che i bienni hanno un carattere insieme conclusivo dell’obbligo e propedeutico alla prosecuzione. Va perciò evitata in questa fascia scolare ogni prescrizione specialistica e parcellizzante e messa in evidenza, semmai, la finalità formativa del raggiungimento di competenze di base, di metodo e trasversali, quali quelle enunciate nelle Raccomandazioni europee e nei documenti sugli assi culturali e le competenze di cittadinanza.
- L’ articolazione delle discipline che afferiscono alle “Scienze Umane” - opzione compresa- è scandita in modo rigido e prescrittivo, tanto che il richiamo all’ insegnamento pluridisciplinare delle Scienze Umane di cui si parla nel Profilo Generale risulta difficoltoso da perseguire, sia in rapporto alle altre discipline del curricolo che al suo stesso interno. Trattandosi di discipline per le quali, al di là dell’ esistenza di un proprio statuto epistemologico ben definito, è comunque problematico tracciare confini netti – è auspicabile che vadano considerate in un’ ottica integrata, e che si rendano meno rigide le partizioni per anni, in modo che le scuole e i docenti possano scegliere di fare una trattazione per problemi, all’ interno della quale di volta in volta privilegiare il punto di vista di una o altra disciplina dell’ insieme. In particolare va tenuto nel debito conto l’ importante contributo che le Scienze Umane possono offrire all’ insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, stante, per esempio, la centralità di uno scottante problema quale quello dei diritti umani.
- Più specificamente si auspica che in ogni caso “Scienze Umane” abbia un voto unico in pagella, cosicché l’ autonoma deliberazione delle scuole possa adeguare meglio al contesto ed alle proprie risorse umane le scelte conseguenti sul piano sia organizzativo che didattico.
Esaminando più nel dettaglio la partizione delle Scienze Umane, si lamenta:
- la limitazione dell’ Antropologia al primo biennio, quando lo studente difficilmente può esprimere una riflessione autonoma riguardo le dinamiche complesse che caratterizzano la realtà contemporanea, senza contare che essa, interagendo con le altre Scienze Umane lungo l’ intero percorso, potrebbe consentire una migliore comprensione dei processi evolutivi e sociali;
- nella trattazione della Pedagogia non sono evidenziate le connessioni con le diverse discipline che costituiscono le Scienze dell’Educazione, che pure costituiscono l’ambito dei saperi di insegnamento: Sociologia, Psicologia, Antropologia, Tecnologia della formazione e della trasmissione culturale; anche in questo caso, più che una trattazione diacronica e storica, appare auspicabile un approccio per problemi, in modo da mettere in evidenza le reciproche relazioni tra le Scienze Umane e Sociali;
- nell’ ambito della Psicologia andrebbe evidenziata l’importanza della Psicologia Sociale come supporto all’ Economia sociale;
- l’ assenza delle Scienze Naturali nel secondo biennio e nel quinto anno, oltre a lasciare un vuoto nello sviluppo delle competenze dell’ ambito scientifico, rende difficoltoso fare emergere concretamente nel curricolo la centralità delle neuroscienze nella formazione umana.
Ci sembra importante sottolineare, a margine delle superiori considerazioni, che le scuole si augurano che il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento sia sostenuto ed accompagnato da un adeguato processo di formazione dei docenti, tanto più in questo liceo che è nuovo nel panorama della scuola italiana.
Nel trasmettere a chi di competenza il frutto del nostro lavoro con l’ auspicio che le nostre riflessioni possano essere tenute in conto, siamo fiduciosi in ogni caso di avere offerto un contributo che ci auguriamo utile allo sviluppo del dibattito ed al lavoro della Cabina di Regia.
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