Viaggio della Memoria 2010
Viaggio della Memoria 2010: Le nostre immagini
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Da 63000 vite a 200 Dal diario di viaggio di Giada Accialini, Valentina e Giada Binacchi (Istituto Manzoni Suzzara) 25 febbraio 2010. “3 Marzo 1941, io e la mia famiglia insieme a 18 mila persone siamo stati trasferiti a Podgorze, un ghetto costruito appositamente per noi ebrei che misurava 600 metri per 400 circondato da un muro dotato da un filo spinato. La vita all’interno del ghetto era durissima, vivevamo in un appartamento con altre 3 famiglie e vennero istituite delle fabbriche dove potevano sfruttare la nostra manodopera non retribuita. Non avevamo nessun diritto umano, la nostra non era vita.” Nessuno avrebbe mai immaginato che solo due anni dopo, nel marzo del 1943, 4500 persone vennero eliminate. Era in corso la “liquidazione” del ghetto. Oggi il luogo è contrassegnato da un monumento realizzato dagli architetti di Cracovia, costituito da settanta sedie vuote di cui metà illuminate. Nel XIV secolo, più precisamente nel 1335, il re Giovanni Olbracht radunò la numerosa comunità ebraica, nel quartiere chiamato Kazimierz. L’alto numero della presenza degli ebrei era data dalla particolare condizione della Polonia dove, a differenza che nel resto d’Europa, vigeva tolleranza religiosa e il pagamento delle tasse era ridotto. Il quartiere Kazimierz diviene una città autonoma grazie alle capacità economiche degli stessi ebrei, che gestiscono i commerci e la vita religiosa in pace fino alla seconda guerra mondiale.Con essa si ha la distruzione di molti edifici da parte dei nazisti. Solo ultimamente il quartiere viene ricostruito e gli edifici restaurati, e Kazimierz è oggi un punto di incontro di diverse generazioni anche grazie alla grande presenza di locali, ristoranti, librerie e manifestazioni culturali Yiddish. Questo è il segno della rinascita di vite interrotte da idee razziste spinte dall’odio verso il diverso. Oggi Cracovia è di nuovo ricca di diversità e contaminazioni e i giovani delle diverse etnie si riuniscono alla sera nelle strade di questo quartiere. Giada Accialini, Valentina e Giada Binacchi |
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