Alcune noterelle di riflessione (di Anna Sgherri)

sul Convegno “Cambiare la scuola davvero si può” organizzato dall’Istituto d’Istruzione di Secondo Grado “Giovanni da San Giovanni” (San Giovanni Valdarno)

 

Anna SgherriCom’è capitato in passato, le energie della scuola emergono e si rendono visibili a momenti alterni. Ci sono periodi in cui domina la calma piatta, la routine quotidiana, direi quasi la rassegnazione di fronte alle difficoltà del difficile momento politico che stiamo vivendo. Ci sono momenti, tuttavia, in cui la vitalità della scuola rompe gli schemi e dimostra cosa può significare realmente “prendersi cura” della formazione dei giovani. 

Il riferimento ovviamente è al Priore di Barbiana Don Lorenzo Milani, che ha ispirato il lavoro degli studenti ed è ancora vivo nella mente e nell’azione di tanti che hanno accolto il messaggio della sua vita pur senza essere all’altezza del suo impegno reale. Ebbene, l’Istituto di San Giovanni, il Liceo delle Scienze Sociali, la comunità scolastica tutta ha fatto vedere come ci si può “prendere cura” dei giovani senza abdicare ai compiti di una istituzione pubblica, né a quelli del rigore intellettuale che deve connotare il profilo professionale di ogni docente. 

Che cosa ho trovato di nuovo nell’esperienza del Liceo delle Scienze Sociali di San Giovanni Valdarno? 

Si parla spesso - e tanto - di nuovo modello organizzativo-relazionale, di centralità dello studente, di ascolto educativo, ma nella realtà di tante scuole tutto ciò si riduce a semplici e vuote enuciazioni di principio. 

Questo ho trovato a San Giovanni, la rivoluzione nel rapporto adulti/giovani – docenti/alunni nella progettazione, organizzazione e realizzazione di un evento significativo; significativo in se e per la funzione che ha svolto nel rendere visibile il lavoro continuo, pensato, costruito dagli insegnanti che hanno cambiato il loro ruolo, senza venir meno alla responsabilità né alla fatica che far scuola comporta - giorno dopo giorno, anno dopo anno, generazione di studenti dopo generazione di studenti. 

Da protagonisti assoluti dei processi formativi sono passati alla regia dei progetti stessi, lavorando sulla crescita dei veri protagonisti, dei soggetti che gradualmente devono prendere in mano il proprio processo di formazione. Così deve essere e così ho visto che si realizza in questa scuola…

 il convegno di San Giovanni Valdarno

 

L’esperienza dell’Istituto di San Giovanni Valdarno per un certo aspetto è “unica” come lo sono tutte le sperimentazioni “geniali”, scaturite cioè da un’idea chiara che non trova ostacoli nella sua realizzazione ma, al tempo stesso, nasce su un terreno fertile che è quello preparato dal lavoro di ricerca, confronto e condivisione di tutti gli insegnanti che hanno accolto la sfida del Liceo delle Scienze Sociali e che ancora si impegnano, contro tutto e tutti, per dimostrare la legittimità dell’indirizzo ed il suo valore culturale nello squallido panorama dell’attività scolastica. 

Nel giro di pochi giorni, infatti, si sono svolti convegni ed incontri in varie parti d’Italia – Messina, Casale Monferrato/Alessandria, Brescia, Mantova – che hanno confermato la vitalità della sperimentazione e l’impegno a proseguirla e migliorarla. 

Confidiamo dunque nella testimonianza che nasce dal “fare”, per rafforzare il comune sentire di coloro che credono nella possibilità di un futuro migliore per la nostra scuola e soprattutto per i nostri giovani.

Anna Sgherri