Indicazioni per lo svolgimento della 2° prova scritta
ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE “A.PIERALLI”- PERUGIA
con indirizzo di Liceo delle Scienze Sociali
INDICAZIONI PER LO SVOLGIMENTO DELLA SECONDA PROVA SCRITTA DELL'ESAME DI STATO
a cura di Alessandro Frullani e Stefania Stefanini
Una delle domande che più frequentemente ci sentiamo rivolgere dagli studenti dell’ultimo anno, riguarda i criteri di stesura della seconda prova d’esame. La risposta non è così semplice e imme-diata, anche per chi da anni corregge e valuta compiti, simulazioni e scritti d’esame veri e propri. In effetti, piuttosto che delinearne un prototipo ideale, è più agevole e corretto stabilire come tale composizione non dovrebbe essere, vale a dire un tema “condito” con qualche teoria ricavata dai social studies.
Queste brevi annotazioni nascono dunque dall’esigenza di fornire ai nostri ragazzi un agile schema orientativo per la redazione di uno scritto che – è bene ricordarlo – rappresenta il coronamento di anni di studi delle discipline sociali e che, è nostro auspicio, dovrebbe essere ricordato anche con soddisfazione. La soddisfazione di chi è consapevole di aver maturato una serie di strumenti per comprendere i fenomeni e i problemi della realtà in cui vive.
L’iniziativa rientra in un progetto più ampio che ha per finalità aiutare i ragazzi a gestire il proprio apprendimento e a promuovere competenze nell’uso delle fonti della conoscenza, nella pratica della ricerca e nell’espressione e comunicazione.
In collaborazione con gli studenti è stata elaborata anche una scheda che sintetizza i criteri di elaborazione e presentazione di un percorso di ricerca (clicca sulla prossima riga):
> I percorsi multidisciplinari. Criteri di elaborazione di un percorso di ricerca
Una premessa doverosa: la tipologia della seconda prova è sostanzialmente ibrida e non si presta dunque ad agevoli classificazioni. Può essere collocata nella categoria delle “brevi trattazioni di natura scientifica” per l’essenzialità espressiva e il rigore dei contenuti, anche se i riferimenti teorici e bibliografici, nel contesto della prova d’esame, sono necessariamente citati a memoria, rievocati dal nostro bagaglio di conoscenze personali.
Allo studente infatti si chiede di sviluppare un discorso che ha per oggetto i problemi dell’area disciplinare afferente alle scienze umane e sociali, sostenuto da informazioni vagliate secondo un severo criterio metodologico.
Lo stile comunicativo può essere descrittivo/esplicativo o argomentativo/dimostrativo a seconda delle indicazioni contenute nella traccia che talora si presenta come” titolo-scaletta”: chiarisci, analizza, illustra, individua, descrivi … rimandano ad un taglio esplicativo, mentre confronta, proponi, dimostra, commenta… ad un taglio argomentativo.
Nonostante queste oggettive difficoltà d’inquadramento, abbiamo pensato di distinguere e seguire in ordine logico alcune fasi: pensare, pianificare, scrivere e valutare.
Pensare: momenti di elaborazione
Partiamo dalla traccia ministeriale: essa presenta generalmente una situazione-problema che dovrà essere adeguatamente “decodificata” e “inquadrata” sulla base degli strumenti di analisi maturati durante il corso di studi. È necessario dunque:
- leggere attentamente il testo
- isolare l’oggetto della trattazione
- individuare le parole-chiave e focalizzare le eventuali richieste esplicitate da verbi come chiarisci, analizza, illustra, confronta, rifletti, discuti… che suggeriscono anche il carattere espositivo o argomentativo da dare all’elaborato
- raccogliere le idee in modo “libero”.
Pianificare
In questa fase consigliamo di organizzare le idee e preparare una scaletta, identificando i punti da mettere in risalto.
L’impostazione (ovvero la struttura logica) dell’elaborato è di fondamentale importanza: qui occorre saper indossare “le lenti” della ricerca storico-antropologica e dei social studies in genere, che prevede sempre una ricognizione trasversale dei problemi e degli autori richiamati.
Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione e la distribuzione del tempo: ciò non deve alimentare inutili ansie, ma fissare dei margini per composizione dei diversi quesiti, aiuterà il candidato a trovare la giusta concentrazione
Scrivere
Proponiamo di strutturare una breve introduzione (che può riprendere una citazione della traccia, può presentarsi in veste di inquadramento del problema, in forma di domanda, ecc.)
Le modalità di scrittura dell’elaborato, come abbiamo accennato in apertura, potranno essere di tipo descrittivo o argomentativo.
Ciò in concreto significa richiedere
- il massimo rigore possibile nei riferimenti teorici e nell’uso della terminologia specifica (evitare dunque ogni “pressappochismo”)
- una indispensabile cautela assertiva (evitare ogni affermazione categorica non richiesta né argomentata)
- uno stile espositivo chiaro e lineare (evitare espressioni enfatiche e retoriche)
- l’uso di un registro formale-oggettivo. Ogni scritto si deve adeguare alla tipologia dei destinatari a cui è rivolto e, nel caso di un saggio sociologico, è come se scrivessimo per un manuale scolastico o una rivista di settore, tenendo a mente che i nostri lettori saranno particolarmente esigenti
- una trattazione equilibrata dei diversi quesiti (evitando di sbilanciare vistosamente, in termini di lunghezza e approfondimento, le richieste della traccia)
- di evitare categoricamente di lasciare inevase alcune parti del compito compreso, ove richie-sto, il commento del brano di apertura.
Dunque, in sintesi, invitiamo ad essere
CAUTI NELL’AFFERMARE SEMPLICI E ORDINATI NELL’ARGOMENTARE PRECISI E CHIARI NEL DIRE
Anche la conclusione dell’elaborato ha un suo peso: qui sarebbe opportuno ideare una sintesi efficace e non una semplice ripetizione riassuntiva delle argomentazioni precedentemente esposte.
Valutare
In ottica autovalutativa occorre chiedersi:
- il nostro elaborato si legge bene?
- i significati delle frasi sono chiari?
- il testo è rigoroso e stringato?
- i contenuti sono generici o dispersivi?
- le citazioni sono corrette oppure vaghe e indistinte?
