sicuri?
- blog di francesco bussacchetti
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Credo che, di questi tempi, le conclusioni che riporti non potrebbero essere più rivoluzionarie.
Immaginare una scuola migliore anche come prevenzione della devianza e del disagio sociale, beh, oggi è un azzardo pericoloso...
Sì, Alberto, è stato un momento di scuola vera e gli studenti lo hanno capito. Una ragazza - senza troppi timori riverenziali - ha chiesto al comandante della polizia municipale perché alcuni suoi colleghi l'avessero fatta allontanare da un parco insieme ad altri suoi compagni ("non stavamo facendo nulla di male, stavamo solo mangiando dei panini e le carte le buttavamo nel cestino"). Il comandante si è detto stupito del fatto: evidentemente si è trattato di un abuso. La ragazza forse è sembrata "strana", chissà: sul suo volto ci sono numerosi piercing. Un'altra osserva che, se un'ordinanza vieta qualsiasi gioco nei parchi pubblici (sia il calcio che il cricket), lei non ha mai visto vietare il calcio, forse perché il cricket è il gioco dei pakistani...
Insomma, non è quello che fai, è quello che sei (o che sembri) che conta.
Comunque, faremo una replica più in grande dell'incontro tra qualche mese e discuteremo anche di un libro, uscito di recente, sul radicamento della mafia nel bresciano.
Vi farò sapere.
Ciao
Credo sia importante - in una realtà ormai fondata sui luoghi comuni imposti da mass media e politicanti vari - creare occasioni di riflessione come la vostra per "tornare alle radici" (anche a livello semantico-etimologico*) dei problemi più rilevanti del nostro contesto sociale. Alcuni vocaboli, primo fra tutti la parola "sicurezza", sono sempre più svincolati dal loro vero significato e utilizzati volta per volta per finalità opportunistiche e ideologiche.
Credo sarebbe interessante pubblicare qui eventuali appunti, se ne avete raccolti, sulla giornata bresciana. Potrebbero essere fra l'altro ottimi spunti di ulteriore dibattito online. Che ne dite?
(*) dal "Dizionario etimologico" di Gianni Devoto: sicuro, lat. volg. *securus (...) securus, compl. di se(d) "senza" e cura "cruccio": "senza crucci".
dal dizionario Sabatini Coletti: sicurezza 1. Atteggiamento di chi agisce senza timori e incertezze perchè ha acquisito particolare abilità, competenza, preparazione in un settore specifico - 2. Certezza, piena attendibilità - 3. Prevenzione, eliminazione totale o parziale di danni, calcoli, rischi, condizione di essere al sicuro, insieme delle istituzioni statali, delle leggi e dei regolamenti preposti alla tutela dell'ordine e dei diritti del cittadino (...)
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