scheda cdc / autonomia e scienze umane
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In previsione delle imminenti riunioni dei Consigli di classe, con Stefania abbiamo rivisto una scheda che era stata pensata per il liceo delle scienze sociali. Si tratta di un possibile modello – in progress, da migliorare con il vostro contributo - utile in particolare al coordinatore a condurre l’incontro di progettazione. L’operazione non è stata facile, a volte quasi impossibile, perché come ben avrete avuto occasione di constatare, i profili proposti, l’articolazione tra le discipline e i contenuti stessi spesso impediscono di delineare un curricolo coerente e progressivo, ma soprattutto significativo sul piano della formazione secondaria e di difficile applicazione a livello didattico.
Tuttavia abbiamo cercato di fare uno sforzo per non consegnare agli indici dei (modesti) manuali il compito di fare il programma. Il rischio c’è, perché l’esiguità della quota oraria, la frammentazione e, per certi versi, la prescrittività, spingeranno molti insegnanti a rinchiudersi nel proprio specifico e a rinunciare a ogni progetto di integrazione fra discipline. Al contrario noi pensiamo che proprio per questi stessi motivi l’unica via per costruire una cornice di significato alla singola disciplina sia quella di cercare insieme l’identità del profilo, per individuare gli snodi forti e le possibili articolazioni, per pensare i cinque anni come a un processo, ma anche per non rinunciare a cambiare questa scuola.
Lucia Marchetti
Mettiamo a disposizione il modello di scheda (scaricabile cliccando qui) in formato .doc, per permettere una sua personalizzazione. Nello spirito dell'open source, vi preghiamo di inviarci vostre eventuali migliorie e perfezionamenti (invia cliccando qui).
Sollecitata da questo articolo uscito oggi su Tecnica della scuola penso sarebbe importante rilanciare la nostra Rete Passaggi proprio come esempio positivo di pratica dell'autonomia. Per cominciare invito i referenti a raccontare le iniziative che le scuole della Rete stanno mettendo in atto. Per esempio come affrontano il problema della progettazione delle prime classi, come recuperano il patrimonio del liceo delle scienze sociali, come risolvono i problemi delle classi affollate, del carico orario, dei contenuti, dei libri di testo, del lavorare in team.
So bene che stiamo navigando in mare aperto e nella nebbia, che ci sono problemi abbastanza irrisolvibili, ma cerchiamo di non di procedere da soli e di non chiuderci nelle realtà locali. Il rischio è forte, ma si dovrà in qualche modo uscire da questo cul de sac, alcuni parlamentari sembrano reagire e soprattutto nel paese si esprime un disagio generalizzato. Facciamo di questo sito una piazza per mettere in comune non solo le difficoltà, ma soprattutto le buone idee e le pratiche efficaci.
Possono scriverci non solo i referenti, ma tutte le colleghe e i colleghi che lo desiderino.
Lucia Marchetti
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di R.P.
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Le norme sulla autonomia delle istituzioni scolastiche potrebbero essere riviste nei prossimi mesi. E forse questa volta fra maggioranza e opposizione potrebbe persino esserci un accordo.
La previsione è legata ai contenuti di una risoluzione presentata da 5 deputati in rappresentanza di Pdl, PD, Idv, Lega e Udc che a partire dai prossimi giorni verrà esaminata dalla Commissione Cultura della Camera.
La risoluzione parte dalla constatazione che la legge 440 del 1997, che rappresenta la norma di finanziamento della legge istitutiva dell’autonomia scolastica, ha ormai 13 anni di vita e richiederebbe quindi una “verifica profonda”.
“L'intento originario e l'obiettivo prioritario della legge - osservano i parlamentari firmatari del documento - erano quelli di accompagnare l'impegnativa riforma di sistema dell'autonomia scolastica finanziando in modo mirato la scuola con un fondo permanente, che, destinato particolarmente ai territori, anticipava l'idea di un fondo perequativo”.
Ma a questo punto è anche necessario capire se davvero i fondi della legge 440 e più in generale l’intera normativa sulla autonomia sono davvero serviti a migliorare l’efficacia e l’efficienza del nostro sistema scolastico.
D’altronde, osservano ancora i deputati, diverse indagini internazionali rilevano che il sistema scolastico italiano è ancora caratterizzato da un eccessivo centralismo e da scarsa autonomia.
Sulle modalità da seguire per promuovere l’autonomia scolastica, i firmatari della risoluzione hanno anche qualche idea.
Per esempio propongono che vengano promosse iniziative volte a sviluppare fra il personale scolastico “un'aggiornata cultura dell'organizzazione che consenta ad ogni comunità scolastica di utilizzare tutti gli strumenti previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999 (il Regolamento sulla autonomia, ndr)”.
Senza dimenticare la necessità di “realizzare - a livello di scuola - sistemi di autovalutazione e di verifica degli apprendimenti, dell'insegnamento e dell'organizzazione, in correlazione con futuri ed auspicabili organismi di valutazione esterna, per favorire una maggiore riflessione dell'istituzione scolastica sul proprio lavoro e per favorire forme di rendicontazione pubblica (esempio: bilancio sociale)”.
Più di ogni altra cosa sarebbe però indispensabile “sostenere la cultura e la pratica della rete e della concertazione tra le scuole, per contrastare fenomeni di autarchia e competizione, rafforzare i sistemi educativi territoriali, agevolare i rapporti con gli enti locali, anche in previsione di una più incisiva partecipazione degli stessi alla gestione del sistema educativo”.
L’autonomia scolastica potrebbe insomma entrare in una nuova fase anche in considerazione del fatto che l’intero “pacchetto” sul federalismo fiscale prevede “la necessità di definire i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in materia di istruzione”.
Il dibattito che inizierà nei prossimi giorni alla Camera fornirà indicazioni politiche importanti che consentiranno di capire se - al di là della questione dei “tagli” - fra maggioranza e opposizione si possa realizzare qualche forma di intesa in materia di politica scolastica.
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