report trasmissione rai educational
Carissimi/e
reduce dal mio blitz romano per partecipare alla registrazione del programma “Fuoriclasse” di Rai Educational mi affretto a condividere perplessità, pensieri, speranze.
La mia partecipazione si è limitata ad una presenza silente nella puntata con il prof. Max Bruschi (presidente cabina regia riforma dei licei) e ad una articolata domanda nella puntata a cui era invitato il preside Azzollini (responsabile linee guida Liceo scienze umane).
Nonostante l’esiguità dello spazio sono riuscita a inserire uno spot per la rete “Passaggi”: ricordando che le riforme non si attuano con decreto ministeriale ma riformando le menti di chi deve applicarle; e - nel chiedere come, quando e quanto investirà il Ministero nella formazione dei docenti – ho detto che questo compito è stato sin’ora assunto dalla nostra rete che, auto-finanziandosi, ha sostenuto e creato occasioni di confronto e studio per i docenti dei licei di scienze sociali.
Ma, al di là di questo intervento minimalista, ritengo sia stata fruttuosa l’opportunità di intrattenermi a lungo “dietro le quinte” con i due ospiti : in un clima molto disteso ho potuto evidenziare alcune criticità della riforma, il disorientamento che queste producono tra i docenti e le famiglie, e la disinformazione rispetto a quanto sta avvenendo nelle segrete stanze. Il paradosso è che quanto ci siamo detti fuori onda non poteva essere dichiarato in trasmissione perchè questa andrà in onda a gennaio (!) quando i regolamenti saranno già definiti e, probabilmente, modificati. Quindi, l’informazione fornita dal programma non coinciderà né con quella definitiva del Ministero, né con quella ufficiosa sulla quale abbiamo dialogato.
La mia impressione favorevole è che la re-introduzione delle materie di indirizzo al biennio delle scienze umane sia un'ipotesi quasi certa: a farne le spese potrebbero essere le ore della seconda lingua straniera. Una speranza è che queste possanno essere assegnate proprio all’antropologia culturale, velata forse da una dizione tipo scienze etno-antropologiche che, probabilmente, appare meno connotata ideologicamente e più affine alla tradizione della scuola italiana (vedi De Martino, Lombardi Satriani).
Ma, anche se così fosse, che ci importa! Si è sempre in grado di virarla in modo coerente con le nostre finalità. E qui sta il punctum dolens: i profili in uscita (ancora in fase di definizione) potrebbero descrivere un Liceo delle scienze umane orientato a un ambito formativo e l’opzione economico-sociale più orientata a fornire strumenti per leggere la società. I due ministeriali non hanno nascosto ciò che già conosciamo (e temiamo): ci sono forti pressioni degli economisti per introdurre l’economia aziendale, anche se – sia Bruschi che Azzollini - la giudicano non pertinente in un profilo liceale. Questa frase è stata detta da Azzolini in trasmissione, sollecitato anche dalla discussione serrata che avevamo avuto con una collega molto in gamba - la prof.ssa Mengucci, che si occupa della riforma dei tecnici e dei professionali - sul rischio di sottrarci reciprocamente allievi confusi dalla mancanza di un chiaro distinguo tra studi economici ed economico-sociali.
Altro aspetto positivo: il prof. Bruschi ha usato più volte (un lapsus? Un’eco delle nostre proteste?) la dizione socio-economico piuttosto che economico-sociale, e io ho ricordato che anche sul piano della comunicazione (oltre che naturalmente dei contenuti) la prima definizione sarebbe senz’altro più efficace.
La presenza in studio della prof.ssa Gioia Di Cristofaro Longo (antropologa della facoltà di Sociologia della Sapienza di Roma) è stata un altro punto a nostro favore. Infatti, rammentandole la sua partecipazione entusiasta al convegno di Luglio a Roma (ricordate? ci aveva sollecitato a trasmettere esperienze di buona scuola al suo istituto di ricerca) ha sottolineato più volte - durante la registrazione del programma - la filiazione del Liceo delle scienze umane non solo dal Psico-pedagogico- Brocca (attenzione c’è chi dice ancora dal magistrale) ma anche dal Liceo delle scienze sociali che ha prodotto in dieci anni di sperimentazione, esperienze valide e diffuse su tutto il territorio.
Per finire, lo scenario è ancora nebuloso ma penso che alcuni margini di manovra per dare senso a una riforma che senso non ne ha, ci siano ma occorre vigilare - ognuno secondo il proprio ruolo e contesto – utilizzando tutte le occasioni che si presentano per dare visibilità alla rete.
Buon lavoro a tutti
josette
- blog di josette
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Come al solito il tuo intervento in trasmissione anche se "silente" a telecamere accese è stato rumoroso a telecamere spente. Non avevo dubbi. Continuiamo a farci sentire fino all'ultimo. Buon lavoro a tutti anche da parte mia Antonella
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