Verbale Convegno Catania dicembre 2010
Programmare per Competenze
nei Nuovi Indirizzi di Studio
Convegno Regionale
Rete Arethusa e Sisus
venerdì 10 dicembre 2010
Aula Magna Liceo Statale “Turrisi Colonna”
Venerdì 10 Dicembre 2010, alle ore 9.00, nell’ aula Magna del Liceo “Turrisi Colonna” di Catania ha luogo il Convegno di studi regionale “Programmare per Competenze nei Nuovi Indirizzi di Studio” indetto dalla Rete “Arethusa” e dalla Associazione “SISUS. Società Italiana Scienze Umane e Sociali”, con il patrocinio dell’ Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione e Formazione Professionale della Regione Sicilia.
Sono presenti circa 100 rappresentanti (tra docenti e dirigenti scolastici) dei seguenti Licei delle Scienze Umane della Regione Sicilia :
- “Turrisi Colonna” di Catania
- “Lombardo Radice” di Catania
- “Emilio Ainis” di Messina
- “XXIV Maggio” di Castroreale (Messina)
- “Regina Elena” di Acireale (Catania)
- “M. Rapisardi” sezione di Biancavilla (Catania)
- “Mazzini” di Vittoria (Ragusa)
- “G. B. Vico” di Ragusa
- “F. Crispi” di Piazza Armerina (En)
- e delle seguenti altre Scuole :
- I.C. “F. De Roberto” di Catania
- ICS “Padre Pio da Pietralcina” di Misterbianco (Catania)
- ICS “P. Carrera” di Militello in Val di Catania (Catania)
- Liceo Classico “Cutelli” di Catania
- I. S. “Gemmellaro” di Catania
- IPSIA Majorana-Sabin di Giarre (Catania)
- I. S. “F. Eredia” di Catania
- I. S. “Lucia Mangano” di Catania.
Presiede la Dirigente Scolastica della scuola polo della Rete, Liceo “Turrisi Colonna” di Catania, prof.ssa Anna Maria Di Falco, verbalizza la prof.ssa Amelia Stancanelli, presente all’ incontro in qualità di presidente dell’ Associazione SISUS.
Introduce i lavori la Dirigente Di Falco, che, compiacendosi per l’ ampia partecipazione, sottolinea come sia importante per gli operatori scolastici confrontarsi in un momento come questo, di transizione dal vecchio al nuovo ordinamento, visto soprattutto il poco tempo che c’ è stato per metabolizzare il cambiamento e la necessità di una formazione dei docenti, che devono operare la mediazione didattica per tradurre operativamente le Indicazioni Nazionali. Riguardo a queste ultime, la Dirigente evidenzia alcuni nodi fondamentali : l’ accento sulla continuità tra scuola media e primo biennio superiore - le discipline, che non solo sono state ridotte numericamente, specie in alcuni curricoli, ma che hanno talvolta anche cambiato denominazione (il che implica altri e significativi cambiamenti) – il continuo richiamo ad una didattica “per competenze”, che impone agli operatori scolastici un decisivo rinnovamento del metodo di insegnamento. In particolare quest’ ultimo punto è sembrato di fondamentale importanza, e su di esso si incentra la giornata di lavoro odierna, che vedrà un secondo incontro per la “restituzione” dei risultati a seguito delle riflessioni che scaturiranno dall’ incontro e delle sperimentazioni che di conseguenza verranno condotte dai Consigli di Classe. I lavori della presente giornata sono stati dunque improntati alla piena e completa operatività, dato che protagonisti ne saranno i Consigli di Classe e i Dipartimenti disciplinari che in tal senso hanno elaborato il loro materiale.
Interviene quindi la prof.ssa Stancanelli, presidente dell’ Associazione SISUS, la quale puntualizza che, in un momento di faticoso adattamento quale quello che le scuole stanno attraversando, appare più che mai valida la sussistenza delle Reti e dell’ Associazione SISUS, come luogo del confronto e del dibattito su una scala e con una prospettiva più ampia del ristretto ambito scolastico, per focalizzare quelle tematiche sulle quali da sempre si è misurata la professionalità e l’attività quotidiana di ricerca-azione dei rispettivi aderenti. Per questo è parso più che mai opportuno dar vita a questo convegno: l’ occasione di tanti docenti e dirigenti riuniti a riflettere e confrontarsi su un tema essenziale come quello delle competenze - da anni oggetto di attenzione, ma che tuttavia non si può dire ancora tradotto sempre e comunque in pratica didattica - è sicuramente preziosa come momento di formazione e aggiornamento realmente significativi. Dà quindi a tutti un sentito augurio di buon lavoro.
Si entra infine nel vivo dei lavori con la relazione della prof.ssa Gabriella Nocita, docente di Lettere e Latino e coordinatrice della classe 1^ B del Liceo delle Scienze Umane nel L.S. “G. Turrisi Colonna” di Catania, la quale presenta la programmazione “per competenze” stilata dal Consiglio di Classe e gli esiti delle prime valutazioni in itinere del lavoro in via di svolgimento. La relatrice si sofferma sul concetto di competenza, come possesso sicuro e padroneggiamento delle conoscenze, e su ciò che comporta per l’ intero Consiglio di Classe lavorare in questa prospettiva : le discipline sono strumento per capire la realtà e la scelta dei contenuti va fatta sulla base delle competenze che essi contribuiranno a costruire. Scopo del lavoro comune è quello di creare ambienti significativi per l’ apprendimento; la valutazione diventa prima e soprattutto valutazione del processo piuttosto che del prodotto. A scopo esemplificativo viene mostrato il ventaglio delle competenze che lo studente dovrà dimostrare di possedere a conclusione del primo biennio, e, più in dettaglio, al termine del primo anno, per la disciplina “Storia e Geografia”. Infine viene illustrata la scala di valutazione delle competenze stilata in rapporto al modello ministeriale adottato già dallo scorso anno in via sperimentale e che dal prossimo diventerà ordinamentale. Copia della programmazione è messa a disposizione dei convegnisti nella cartellina.
Segue un breve dibattito, con gli interventi della prof.ssa Rosalba Camilleri, Dirigente Scolastica del Liceo “Cutelli di Catania, della prof.ssa Pici, della Dirigente dell’ I. S. “Lucia Mangano” di Catania, prof.ssa Tomaselli, della prof.ssa Agata Lentini, del prof. Angelo Morales, del Dirigente del Liceo “Ainis” di Messina, prof. Elio Parisi. In particolare la prof.ssa Camilleri sottolinea la necessità di lavorare intensamente, e ancor più nelle nostre regioni, dove ancora gli esiti dell’ indagine OCSE-PISA, seppur indichino un lieve miglioramento, ci riportano ai livelli del 2000; mentre la prof.ssa Tomaselli, facendo un confronto con l’ istruzione tecnica e professionale, lamenta che non si siano fissati livelli di competenze in uscita, per le discipline comuni, uguali per tutti i bienni, laddove l’ adempimento dell’ obbligo dovrebbe garantire ai ragazzi traguardi omogenei perché ci siano effettivamente pari opportunità per tutti. Il prof. Parisi esprime apprezzamento per il lavoro esposto, dal quale emerge l’ importanza di creare ambienti stimolanti per l’ apprendimento, e propone una maggiore riflessione su una programmazione per ambiti disciplinari, che meglio farebbe emergere i raccordi e le connessioni in previsione appunto dei profili in uscita. Ancora, si dice convinto della necessità di superare il momento dell’ interrogazione/verifica, appunto nella prospettiva di valutare l’ intero processo e non il solo “prodotto”.
Dopo un piccolo break, alle ore 11.20 interviene l’ Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione prof. Mario Centorrino, che ha dato il patrocinio alla manifestazione e che si complimenta dell’ iniziativa. L’ Assessore traccia a grandi linee la situazione della scuola nella nostra Regione, mettendo il dito sui principali nodi da sciogliere, che, se pure comportano scelte dolorose, richiederanno interventi di razionalizzazione e riordino dell’ esistente per lasciare spazio ad una vera scuola di qualità nella quali si offrano agli alunni, specie delle fasce più deboli, opportunità di riscatto sociale reale e non svuotato da strisciante clientelismo. Per questo è quanto mai positivo che esistano reti come “Arethusa”, promotrici di lodevoli iniziative di formazione, ed a cui l’ Assessore chiede sostegno nel difficile compito che si è assunto.
Concluso, con il saluto e il ringraziamento della Dirigente Di Falco, l’ intervento istituzionale, i lavori proseguono con gli interventi dei dipartimenti disciplinari.
Il prof. Angelo Morales espone la relazione del Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane e Sociali, evidenziando come i docenti abbiano cercato di orientarsi sui contenuti della “riforma” sin da prima della sua approvazione, e che dalle discussioni fatte è emerso come, per muoversi all’interno delle indicazioni ministeriali, sia necessario procedere con un paziente lavoro di destrutturazione e ristrutturazione, perché, così come vengono presentate, esse appaiono largamente inutilizzabili, in quanto non vi emerge alcun chiaro modello educativo. Il risultato sono profili monchi o contraddittori, che vengono brevemente analizzati. Da queste premesse derivano alcune indicazioni del dipartimento sulla programmazione per il primo anno dell’indirizzo di Scienze umane (sul quale soprattutto è stato condotto il lavoro, mentre sull’ opzione si può parlare per ora di “lavori in corso”), posto che in ogni caso va approfondita una riflessione di più ampio respiro su tutto il corso di studi nel corso di quest’anno scolastico. Quanto alla indicazione delle competenze attese a conclusione del primo biennio, riguardo alla Psicologia viene data maggiore attenzione ai nuclei essenziali della disciplina, trascurandone alcuni aspetti applicativi; riguardo alla Pedagogia, viene ridotta all’essenziale la storia e vengono invece recuperati argomenti che attengono ai problemi dell’educazione oggi. Se qualcosa va salvato dell’esperienza delle Scienze sociali (e si ritiene che molto si debba salvaguardare pur nella diversità dei nuovi indirizzi, che non costituiscono in alcun modo una continuazione di quelli precedenti), un elemento centrale è certamente da individuare nell’attenzione alla contemporaneità e nella proiezione verso il sociale. Dalla lettura della programmazione dovrebbe risultare evidente che in buona parte l’individuazione delle competenze ha un carattere trasversale rispetto alle singole discipline, e che il lavoro dei docenti richiede una costante verifica comune. Come e quando? Trattandosi di una sola classe, sono state preventivate delle ore di lavoro aggiuntivo (facendo affidamento sul fondo di istituto).
La prof.ssa Marika De Petro, del Dipartimento di Matematica, nel suo intervento osserva che la Scuola, per dettato istituzionale, deve operare attraverso i saperi per formare soggetti competenti, ovvero soggetti capaci di fronteggiare una situazione sfidante, consapevoli di ciò che sanno, sanno fare e sono; soggetti che si sentano di essere potenti in un contesto e pertanto che siano autodeterminati. Sottolinea, inoltre, che un tale processo di sviluppo, mediato dai diversi saperi disciplinari e dai loro specifici linguaggi, presuppone la costruzione di ambienti di apprendimento attenti a sviluppare abitudini all’ ascolto interessato, al confronto ragionato, alla confutazione, alla riflessione critica, all’onestà intellettuale e all’umiltà di pensiero. Aggiunge che la scuola media superiore deve fare i conti prima di tutto con le competenze già presenti nei ragazzi, generate dal loro vissuto e continuamente modulate dalle esperienze che vivono nel loro contesto quotidiano, per ampliarle, arricchirle e perfezionarle, sopperendo, nel contempo, alle eventuali lacune che emergono nella loro formazione. Si sofferma poi sul processo di concettualizzazione e sui problemi didattici ad esso legati, partendo proprio dall’analisi di una serie di comportamenti mentali e psicologici degli alunni e, nello specifico, sulla diffusa insofferenza che essi provano per il rigore e l’astrazione. Aggiunge che la lettura interpretativa dei comportamenti dei ragazzi deve essere per gli educatori oggetto di studio, lanciando così ai docenti un ultimo spunto di riflessione sulla competenza richiesta ad un docente oggi .
Il prof Zisa, del Dipartimento di Lettere, si sofferma in particolare sulla didattica del Latino, che è presente per l’ intero quinquennio nel liceo delle Scienze Umane – con minor numero di ore rispetto al socio psicopedagogico - e solo per il primo biennio nel Linguistico. Espone le competenze previste dalle indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento nei due indirizzi, ribadendo l’ opportunità di iniziare il più presto possibile dalla comprensione-traduzione di brani originali della cultura latina (Fedro, la Vulgata). Valida alternativa allo studio tradizionale della grammatica normativa è data dal cosiddetto “latino naturale” - metodo natura - che consente un apprendimento sintetico della lingua, a partire proprio dai testi, per evitare l’astrattezza grammaticale, fatta di regole da apprendere mnemonicamente e di numerose eccezioni e per dare agli studenti un metodo efficace per l’acquisizione delle competenze traduttive. Importante dunque è la centralità del testo, seguendo un percorso che va dal testo alla grammatica e non viceversa.
Alle ore 13.15 i lavori vengono sospesi per la pausa pranzo. Riprendono alle ore 14.30, con l’ ultima relazione dei dipartimenti.
Le prof.sse Fiorenza Rizzo e Stefania Russo espongono una esperienza di metodologia CLIL, con insegnamento della Chimica in Lingua Inglese. L’ esperienza è particolarmente interessante e significativa, dal momento che la metodologia CLIL è prevista dai nuovi ordinamenti, nel quinto anno per tutti i licei e nell’ intero triennio per il linguistico. Le docenti, ciascuna per la propria parte, illustrano i possibili schemi di collaborazione nell’ applicazione della metodologia, e mostrano le varie fasi attraverso cui si sviluppa questo particolare insegnamento. Esprimono infine un parere nettamente positivo su questa forma di docenza/codocenza, validissima per motivare tanto gli insegnanti quanto gli alunni.
Copia della relazione è messa a disposizione dei convegnisti nella cartellina.
Chiusa la sezione dei lavori dedicata ai Dipartimenti, si ascoltano gli interventi programmati.
La prof.ssa Stancanelli, riprendendo in estrema sintesi tutte le suggestioni venute dagli interventi precedenti, fa il punto su “conoscenze e competenze”, su come ci aspettiamo che sia un alunno che “apprende diventando competente”, ed infine su alcune modalità didattiche particolarmente adeguate a stimolare l’acquisizione di competenze negli alunni, nello specifico la didattica laboratoriale e la didattica metacognitiva, o metadidattica. Copia delle slides utilizzate nell’ intervento è messa a disposizione dei convegnisti in versione informatica.
Il prof. Parisi ritorna sui concetti di programmazione e valutazione in rapporto alla opportunità di privilegiare l’ “apprendere diventando competenti”, sottolinea l’ importanza di un lavoro mirato e coerente del Consiglio di Classe e la necessità che con una formazione continua questi concetti divengano prassi quotidiana.
La prof.ssa Josette Clemenza, del Liceo “E. Ainis” di Messina, partendo dalla sottolineatura dell’ efficacia di attività di laboratorio che mirino a fare acquisire la capacità di operare collegamenti tra le discipline (capacità che costituisce l’abilità di base del nuovo millennio), propone che si introduca nelle scuole un vero e proprio “laboratorio all’interdisciplinarietà”, e che a questo fine siano introdotte due ore già nel biennio come potenziamento dell’offerta formativa e nel triennio esse costituiscano la piattaforma in cui si muovono le discipline che intervengono nello stage formativo. Se lamentiamo la contrazione dei curricoli a 27 ore e l’impoverimento dell’offerta formativa non si vede perché le scuole debbano impegnare i pochi fondi disponibili solo per finanziare progetti che, pur avendo sicuramente una ricaduta sulla formazione generale, non concorrono alla creazione di un habitus mentale spendibile in ogni contesto e assolutamente urgente per superare un modo di apprendere sterile e frammentato. Queste attività di laboratorio all’interdisciplinarietà dovrebbero essere gestite da tutti i dipartimenti disciplinari, perché - se è vero, come è vero, che ciascun sapere è in grado di aprirsi ad altri saperi - nessuno può ritenersi esente dall’impegno a connettersi con altri saperi per progettare percorsi formativi condivisi che educhino alla interdisciplinarietà.
Si apre un breve dibattito, in cui intervengono la prof.ssa Ciancio, docente di Diritto ed Economia, che auspica una curvatura “sociale” dell’ Economia nell’ opzione del Liceo delle Scienze Umane – e la Dirigente Scolastica dell’ Istituto “Mazzini” di Vittoria, che sottolinea ancora una volta l’ importanza di una formazione sulle competenze in questo particolare momento della scuola.
Infine i docenti e i dirigenti si suddividono in quattro gruppi di lavoro, che operano separatamente per approfondire le relazioni ascoltate e programmare il lavoro futuro.
Rientrati in plenaria tutti i presenti, si concorda che il lavoro iniziato nei gruppi sia quello su cui i docenti continueranno a lavorare nelle proprie sedi per poi farne la base del confronto nel prossimo incontro, che si presume possa tenersi entro la fine di Aprile 2011.
Salutando l’ assemblea, la prof.ssa Di Falco osserva come la partecipazione di tante scuole, di altri ordini e anche di altro grado, facciano sentire impellente il problema del desiderio sia di formazione che di comunicazione da parte di tutti gli operatori scolastici, specie su problemi trasversali, come quello delle competenze. Assicura ai presenti che la Rete “Arethusa” non vuole disperdere questo patrimonio di esperienze con la relativa ampia possibilità di confronto, e che pertanto si studierà unitamente alla rete-madre “Passaggi” il modo di aggregare in modo costante e ricorrente tutte le forze scolastiche della Regione pronte a collaborare, pur senza perdere la specificità della rete che è nata e si alimenta nell’ ambito delle Scienze Sociali e Umane, ma che tuttavia ha sempre mirato a proporre la propria sperimentazione come modello di buone pratiche per la scuola in genere.
Informa poi che i materiali presentati e il verbale dell’ incontro saranno messi sia sul sito del “Turrisi Colonna” - che sta per essere ristrutturato in modo da rendere più visibile l’ attività della rete “Arethusa” - sia su quello di “Passaggi”, e ricorda ai presenti l’ appuntamento per il Convegno nazionale della Rete Passaggi e di Sisus, che si terrà a Verbania nella metà di marzo 2011 con l’ organizzazione dell’ Istituto Superiore “Cobianchi”.
Dal tavolo della presidenza si associa ai saluti e agli auspici positivi la prof.ssa Stancanelli, la quale ricorda l’ importanza anche dell’ Associazione SISUS, che - grazie al suo impianto transdisciplinare e non legato ad una specifica attività lavorativa - può essere valido luogo di formazione e approfondimento a fianco delle reti, accogliendo proprio le istanze di ogni operatore scolastico, ed invita i presenti che ancora non fossero associati a farlo e a propagandare l’ associazione medesima.
I lavori si chiudono alle ore 19.00.
Presidente prof.ssa Anna Maria Di Falco
Segretaria verbalizzante prof.ssa Amelia Stancanelli
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