Uso del tempo scuola "Dal convegno Il dito e la luna"

Ritratto di Lucia Marchetti

Notizie sul relatore Max Wind-Cowie (dal sito dell'ADI)

Max Wind-Cowie

Max Wind-Cowie dirige il Progressive Conservatism Project a Demos.

Demos è il noto think tank inglese guidato per molti anni da Tom Bentley. Il Progressive Conservatism Project è un progetto che esplora in che modo finalità progressiste possono essere perseguite con strumenti conservatori.

Le aree di maggior interesse di Max Wind-Cowie comprendono la qualità della vita, l'equità e le disuguaglianze sociali.

 

 

La scuola, come istituzione, è regolata troppo spesso secondo uno schema militare e con strutture di controllo simili a quelle delle caserme. Bisogna dare conto di ogni secondo (ogni secondo è pianificato) non soltanto all'insegnante o al pedagogista ma al centro. I governi in Europa hanno cercato di intervenire sull'educazione con la lodevole finalità di perseguire più uguaglianza e di garantire più frequenza, ma hanno finito per intervenire nella microgestione dei contenuti, del processo e dello svolgimento dell'insegnamento. In educazione ogni secondo conta, ma, troppo spesso, i secondi sono contati dai burocrati.

La rigida programmazione è il risultato di un approccio all'istruzione basato su un controllo maniacale. Ciascuno studente comincia e finisce le lezioni giornata scolastica nello stesso momento, la giornata che procede con monotona regolarità per tutto l'anno. La giornata dei ragazzi è divisa, in modo tanto netto quanto illogico, tra i docenti - a ciascuno dei quali è assegnato un tempo per insegnare ai propri studenti la propria disciplina come se le discipline fossero tutte separate tra loro.

Gli studenti vivono una strana vita a scuola che non ha nessuna somiglianza con la vita reale.

La scansione delle giornate, la separazione imposta delle discipline, porta gli studenti ad imparare percorrendo dei tunnel. La direzione del viaggio è sempre in avanti, non ci sono collegamenti, il pensiero è organizzato in linea verticale senza nessuna concessione di tempo per approfondimenti in senso orizzontale, quello che consente di unire i punti e collegare le conoscenze.

Perchè è scomparso “l'uomo del Rinascimento”? Perché a scuola si trattano le conoscenze e le informazioni come monadi separate - la chimica è amputata dalla storia, la matematica non ha nessuna relazione con la lingua. I bambini apprendono in silos, in orari specifici assegnati a discipline divise. Non c'è dunque da meravigliarsi se ragionano anche per silos.

L'autonomia è una delle competenze per la vita sempre più difficili da padroneggiare. Il lavoro nel mondo delle professioni, delle imprese, dei servizi richiede autonomia, autodisciplina e pensiero creativo. Una scuola che enfatizzi queste competenze produrrà ragazzi capaci di cogliere le numerose opportunità offerte dalla società occidentale. Una scuola che continua ad ossessionare con la rigidità, l'autoritarismo e i compiti di routine produrrà giovani meno attrezzati a districarsi nel moderno mondo del lavoro. La sovranità del tempo è la chiave per sviluppi positivi - eppure è completamente assente dalle scuole.

Il modo di insegnare ai ragazzi non può essere distaccato dalla vita reale - e questo significa insegnare loro a gestire il tempo e affidarne a loro il controllo. Questo spaventa gli insegnanti e anche i genitori. Ma in un'epoca in cui l'informazione e la conoscenza sono accessibili - giorno e notte - con un click, come si può continuare a pensare che i ragazzi apprendano attraverso riti che si svolgono soltanto dentro l'aula, interrotti tutti contemporaneamente al suono della campanella?

Le scuole dovrebbero organizzare il programma per temi, non per singole discipline, consentendo ai ragazzi di assumere quelle idee nelle quali sono interessati. Avere un'idea dell'educazione - per esempio - significa sapere di politica, di storia, di pedagogia, di psicologia, delle trasformazioni industriali e molto altro. Non la si acquisisce leggendo un testo su “come insegnare”!

L'anno scolastico può essere riformato in modo da rispecchiare questo approccio tematico. Gli alunni devono essere valutati nel rispetto dei loro ritmi di apprendimento, misurati sui risultati piuttosto che collegati alle scadenze scolastiche, e dovrebbero essere incoraggiati ad accelerare o rallentare a secondo dei loro bisogni. Le nostre idée sul tempo scuola e soprattutto sul calendario scolastico, provengono da un'altra epoca - quando i bambini dovevano aiutare la famiglia nel raccolto nei campi, e la scuola era forgiata per assecondare quei bisogni. Non è più così.

Gli insegnanti devono essere messi in grado di smettere di considerarsi i guardiani del tempo, messi lì a scandire lezioni, sperando che i ragazzi imparino qualcosa. Al contrario dovrebbero poter mostrare sensibilità nei confronti di quei settori di indagine che interessano gli allievi, saper valutare i loro progressi e suggerire nuovi percorsi di apprendimento. Consiglieri, consulenti dei loro studenti, dovrebbero essere disponibili al di là del classico orario scolastico. Questa maggiore disponibilità sarebbe ricompensata da un maggior potere di decidere e partecipare e da una vita meno irreggimentata. Bisognerebbe anche ripensare chi è l'insegnante. Le conoscenze e competenze di altri nella comunità possono ora - attraverso internet e altri dispositivi - sollecitare e ampliare l'esperienza dei bambini e dei ragazzi. Anche questo richiede la rigidità degli orari di alunni e insegnanti.

Il tempo è vitale nel mondo moderno, è la nostra seconda moneta. Si deve poter decidere come usarla al meglio. Si devono estendere libertà e innovazioni nell'uso del tempo anche per il settore dell'istruzione - per ottenere il meglio dai e per i nostri ragazzi e per prepararli meglio ad affrontare la vita fuori dalla scuola.

 

 

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Maria Teresa Sa...
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Iscritto: 11 Ott 2009
Carissima Lucia,   anche io

Carissima Lucia,   anche io ho trovato questo contributo di Max Wind-Cowie particolarmente interessante e vicino alle nostre pratiche educative ma...purtroppo....nelle nostre scuole siamo ancora lontani dal riflettere seriamente su queste pratiche, siamo lontani dal desiderio reale di rompere gli schemi classici della giornata scolastica per rinnovare la didattica.

Purtroppo la  comunità scolastica non vuole estendere libertà e innovazioni nell'uso del tempo anche per il settore dell'istruzione- per ottenere il meglio e per i nostri ragazzi e per prapararli  ad affrontare la vita fuori dalla scuola, si è ancora troppo convinti che la vita coincide con la scuola.

Lucia Marchetti
Ritratto di Lucia Marchetti
Offline
Iscritto: 22 Set 2009
L'attualità delle nostre pratiche

Trovo questo contributo particolarmente in sintonia con le nostre pratiche: la rottura della separazione fra discipline e una progettazione per blocchi tematici, una relazione educativa più attenta ai processi di crescita e a un accompagnamento, affidare ai ragazzi il controllo del tempo, aderire ai problemi veri della vita....è quello che abbiamo messo in pratica nelle nostre scuole.

Peccato debba venire qualcuno da fuori a ricordarcelo e che nessuno qui se ne sia accorto.....o abbia voluto servirsene.