Un forum per il convegno?

2 risposte [Ultimo messaggio]
Passaggi
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Iscritto: 9 Set 2009

Abbiamo attivato questo spazio per espandere virtualmente lo spazio d'azione del consueto convegno annuale di Passaggi. Ci sembrava intrigante per tutti noi poter seguire in diretta, attraverso il blog degli organizzatori, le fasi di preparazione dell'incontro triestino del 2010.

Naturale quindi creare uno spazio anche per la libera discussione, il confronto sulle tematiche che si affronteranno, per arrivare alla scadenza con più terreni argomentativi condivisi e materiale comune. Per questo ci appelliamo, noi della redazione del sito, a una partecipazione attiva da parte dei nostri utenti.

Sappiamo della refrattarietà congenita di gran parte della classe insegnante rispetto alle nuove tecnologie (vedi intervento pubblicato).

In questi anni abbiamo raccolto un interesse sempre crescente verso il sito, le presenze sono aumentate in modo esponenziale. Pensiamo che questa sia un'occasione per superare le proprie remore e provare a spingersi oltre la barriera della "consumazione passiva". Ora è possibile anche partecipare attivamente.

Questo spazio forum potrebbe essere il tuo primo passo.

Ti aspettiamo qui.

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Davide Zotti
Ritratto di Davide Zotti
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Iscritto: 24 Set 2009
Convegno a Trieste

Nella riflessione di Josette ho ritrovato due importanti elementi su cui fin da subito abbiamo pensato di costruire il Convegno di Trieste:nutrire il nostro pensiero e il nostro immaginario e tener conto della pratica quotidiana nell'aula.

Quando i tagli alla scuola vengono presentati come scelte culturali, non è difficile comprendere che il nutrimento dobbiamo trovarcelo da soli (nella rete, nei convegni, nello studio-ricerca personali).

Sulla pratica quotidiana ognuno di noi sa bene che entrando in aula la posta in gioco è sempre la relazione, stare a fianco piuttosto che stare davanti, lavorare con piuttosto che lavorare per.

I nostri incontri annuali penso nascano per questo: a Trieste ci impegneremo a non dimenticarlo. Cercheremo di far dialogare esperti, docenti, studenti, operatori presenti sul territorio. La tavola rotonda al mattino e i lavori di gruppo nel pomeriggio del 30 marzo vogliono seguire questa doppia impostazione.

Grazie, Josette, per il materiale sulle scienze sociali in Francia e per i nominativi che mi hai indicato nella mail.

Davide

josette
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Iscritto: 27 Set 2009
utopisti per rischiare sempre

Carissimi Davide e Guido,

perdonate il mio silenzio sicuramente non  attribuibile a  disattenzione o poco interesse per il pregevole lavoro di tessitura del Convegno che state portando avanti. Sono stata (e continuo ad essere) molto  impegnata – all’interno e all’esterno di me - nel  ri-definire la fisionomia della mia scuola.  Infatti, anche se per fortuna, c’è una profonda  sintonia sui senso dell’essere ( e non solo del fare)  scuola con il nuovo dirigente, inevitabilmente bisogna stare un po’ più accorti sulla rotta da intraprendere e  pazientemente  mantenere o ricostruire alcuni equilibri , il tutto amplificato dal’umana, troppo umana malinconia dovuta alla presenza-assenza di Lia Stancanelli.

Detto questo:  mi riconosco nelle ipotesi di riflessione tracciate in vista del convegno e condivido l’invito di Enza a viverlo come un momento “creativo” . Credo che tutti noi, nonostante manteniamo alta la guardia sulle battaglie da intraprendere, avvertiamo il  bisogno di alimentare utopie positive se  “essere utopisti significa impegnarsi al continuo atto di denunciare e annunciare (…)  significa saper rischiare”.

La voglia di esporsi al rischio non è diminuita (anzi!) ma bisogna anche nutrire il nostro pensiero e il nostro immaginario che come una farfalla bellissima sbatte le ali contro i ciechi specchi della burocrazia ministeriale. A proposito, avete sentito che oggi la nostra  Ministra ha dichiarato a tutti i microfoni che il Ministero è impegnato nella formazione dei docenti per prepararli alla Riforma? Come si fa a dire clamorose bugie senza nessuno che smentisca la truffa che stanno perpetrando ai danni nostri, degli studenti e delle famiglie di questi?( ho scritto una mail alla redazione di fuoriclasse, il programma per il quale siamo stati intervistati durante l’incontro di Roma..vedremo se hanno voglia di approfondire un po’ la questione).

Per offrirvi il mio piccolo contributo operativo vi invio in allegato i programmi delle discipline d’indirizzo del Liceo economico sociale francese, potrebbero servirci  per giungere preparati all’incontro previsto con un docente del Liceo francese.  Li ho ricevuti da una studentessa appena diplomatasi in un liceo di Parigi, se volete possiamo chiederle di creare un ponte di corrispondenza tra suoi ex compagni e alcuni nostri ex-allievi sul profilo formativo dei due licei. Come potete vedere dai programmi, e dal mio breve commento in calce, penso che forse siamo stati un po’ troppo ambiziosi e  certi “eccessi di sapere” devono essere contenuti nella pratica quotidiana dell’aula. Certo, il nostro percorso è bello e avvincente perché ha permesso a tutti,  nessuno escluso, di riappropriarsi del ruolo di  ricercatore ma dobbiamo stare attenti a bilanciare le tentazioni intellettuali con le necessità di un dialogo autentico e fecondo con i nostri studenti.

Buon lavoro a grazie per la cura che state mettendo nella preparazione del convegno

Josette