Sintesi dei lavori
Convegno Regionale Rete di scuole Passaggi
Liceo delle Scienze Sociali: Il Valore di una Esperienza tra Aspettative e Prospettive
i risultati …………. sinteticamente ….
alto l’interesse da parte delle Scuole Siciliane
massiccia la partecipazione dei docenti
attivo il coinvolgimento dei dirigenti
illuminanti gli interventi
interessanti le iniziative promosse
Reportage a cura della prof.ssa Marika De Petro
Nei giorni 17 e 18 febbraio 2009 a Catania presso le sedi degli Istituti superiori “ Turrisi Colonna” e “ Lombardo Radice” si sono svolti e conclusi i lavori del Convegno Regionale sul Liceo delle Scienze Sociali dal tema “ Esperienze, Prospettive e Aspettative a confronto”.
L’adesione all’iniziativa da parte delle scuole Siciliane è stata massiccia, numerosa l’affluenza dei docenti, presenti diversi dirigenti.
Motivo di tale interesse una riflessione critica propositiva sul valore formativo e sociale dello specifico indirizzo e della scuola più in generale per concordare iniziative tese a non smantellare e a non demolire quanto di positivo è stato realizzato nell’ultimo decennio, ottenendo pubblici riconoscimenti dalla realtà sociale, dalle famiglie, dagli studenti, dal mondo della cultura, dalle istituzioni del territorio e dalla società civile.
Una corsa contro il tempo, per prevenire la cancellazione dell’indirizzo annunciata dalla trasformazione del sistema dei licei prevista dai decreti attuativi della riforma Moratti - in vigore dal 2010-2011 – con l’istituzione del liceo di scienze umane, che soppianterebbe tutte le vigenti sperimentazioni.
Da qui, l’urgenza di salvaguardare lo spirito e l’ impianto scolastico del liceo delle scienze sociali, vera novità prodotta dalla scuola italiana per il futuro delle nuove generazioni, maggiormente rispondente alle indicazioni del Consiglio e del Parlamento Europeo, proprio perché volto a formare all’esercizio di una attiva cittadinanza , con la promozione di competenze adatte a cogliere i bisogni reali di una società in inarrestabile processo di trasformazione.
Nella aula magna del Turrisi Colonna, nella magica atmosfera delle note generate dalla esibizione a quattro mani dei professori A. Faro e C. Anastasio dell’opera per pianoforte Im Grunen di Alexander Gretchaninoff hanno preso avvio i lavori con il benvenuto ed il coordinamento della dirigente del Turrisi Colonna, Anna Maria Di Falco, promotrice del convegno insieme alla collega del liceo Lombardo Radice , Gabriella Chisari, che ha coordinato i lavori della seconda giornata presso il proprio Istituto.
Con lo stile e la grazia che le contraddistinguono le due dirigenti, che non hanno fatto mistero della stima e dell’amicizia che le legano, sono state per tutti un esempio di come la valida e proficua cooperazione dia risultati maggiori e migliori rispetto alla becera rivalità ed alla concorrenza sleale. Da vere padrone di casa hanno curato ogni particolare per rendere sereno, gradevole e fruttuoso il soggiorno dei propri ospiti.
Le relazioni si sono susseguite come da programma, ha quindi preso la parola la dirigente del liceo Ainis di Messina e responsabile legale della rete nazionale e regionale “Passaggi” Amalia Stancanelli, la quale, nella sua relazione dal titolo“ Un Nodo ……Snodo”, con lucida e puntuale descrizione, attraverso una minuziosa analisi delle diversità strutturali ed orarie del liceo delle Scienze Umane rispetto all’ attuale liceo delle Scienze Sociali ed alle sperimentazioni Brocca, ha prospettato le possibilità operative garantite dalla flessibilità.
Ha fornito delle interessanti indicazioni sul come gestire opportunamente gli spazi di autonomia per curvare alle esigenze emerse dall’esperienza del liceo delle scienze sociali l’assetto del nuovo liceo prospettato; una alchimia calcolistica di ore, tra curriculum obbligatorio ed aggiuntivo, per salvaguardare aspetti peculiari della conoscenza, messi a rischio, incomprensibilmente, dal prospettato nuovo assetto dei licei. Con chiarezza e lungimiranza la relatrice ha tracciato alcune delle strade percorribili per non disperdere dodici anni di buone pratiche ed un bagaglio di esperienze che, invece di essere azzerato, andrebbe promosso e reso esemplare.
La prof.ssa Lucia Marchetti, formatrice e responsabile del sito web della rete “Passaggi”, nell’ intervento della prima giornata “Attualità del Liceo di Scienze Sociali e Validità del suo Profilo Formativo”, con la passione che la contraddistingue e con dovizia di particolari, propria di chi ha lavorato sin dagli albori alla costituzione dello specifico indirizzo liceale, si è soffermata sull’idea di formazione sottesa dall’indirizzo, un’idea che, ha ribadito, trova attuazione nell’impianto disciplinare che lo specializza, nell’oggetto di studio che prevede e nella metodologia che prescrive.
Un indirizzo che ponendo al centro lo studio della società contemporanea complessa, con le sue peculiarità di globalizzazione e di comunicazione, impone ai linguaggi specifici delle singole discipline una naturale integrazione e conseguentemente un continuo rimando tra le due culture, umanistica e scientifica. Una impostazione nuova che si fonda sulla prospettiva storico – antropologica e sul metodo scientifico, che esige una radicale revisione della didattica, con il superamento delle barriere disciplinari e la valorizzazione dell’approccio integrato per un apprendimento attivo che proceda per problemi, muovendosi lungo le linee di confine dei linguaggi dei saperi specifici.
Nel secondo intervento“Saperi Disciplinari ed Innovazioni Metodologiche”, della seconda giornata del convegno, la prof.ssa Lucia Marchetti ha ripreso il concetto di progettazione curriculare integrata per sottolineare l’impegno notevole che l’indirizzo richiede ai docenti che vi lavorano, obbligandoli a ripensare alla struttura logica delle proprie discipline di insegnamento in una prospettiva interdisciplinare sia dal punto di vista epistemologico, sia da quello cognitivo che didattico con la ricerca di temi unificanti a partire dai nuclei fondanti. Ha aggiunto, inoltre, che il corso di studi anche se obbliga gli insegnanti a vivere una esperienza individuale e di gruppo impegnativa, esigendo da loro competenza, sensibilità e capacità progettuali e relazionali, nel contempo li valorizza e li arricchisce.
È proprio nella definizione dei percorsi pluri e inter disciplinari che le materie, valicando gli steccati che le comprimono si appropriano della loro vera funzione didattica di sguardo e strumento interpretativo della realtà, di linguaggi e di pratiche discorsive da adoperare per raccogliere informazioni, offrire idee e per agire nel mondo.
Una rivisitazione didattica che implica scelte organizzative e metodologiche plurime dall’uso libero della scuola da parte degli studenti, alla ricerca di ambienti accoglienti e confortevoli da abitare, alle attività cooperative tra pari , alle attività autogestite dagli studenti, alla festa della didattica , da vivere insieme, genitori, studenti, parenti, amici e insegnanti, quale momento culminante del percorso di formazione, con la visibilità del lavoro svolto dagli alunni nel corso dell’anno scolastico in tutte le discipline e nello stage.ingrandisci
Un lavoro non facile, il cui esito dipende dalla convergenza progettuale e operativa del Consiglio di Classe e dalla capacità di coordinamento dei docenti, rispettando impegni e tempi concordati.
A proposito dello stage, in particolare, la prof.ssa Josette Clemenza, docente del Liceo “Ainis” di Messina, con coinvolgente carica emotiva, nel suo intervento: “Dal Curriculum allo Stage, il Valore Aggiunto della Codocenza”, partendo dalle proprie esperienze professionali , dal proprio vissuto di docente di scienze sociali che da sempre ha lavorato nell’indirizzo e per l’indirizzo collaborando attivamente anche con la rete Passaggi, ha subito esordito con il dire che il percorso intrapreso in questi anni, pur essendo stato impegnativo e faticoso, ha appassionato chi vi ha lavorato, perché si e trattato di ri-pensare la scuola tutta, non solo l’indirizzo delle scienze sociali.
Ha quindi aggiunto che i docenti, per operare nell’ottica formativa dello specifico liceo, non possono non assumere un ruolo da protagonisti nel processo di ricerca e di diffusione del sapere, ponendosi a fianco dei loro studenti (e non dinnanzi) e non possono non chiedersi quali valori e quali scopi persegue l’educazione oggi.
Ha commentato, inoltre, che lavorare nell’indirizzo non è stato - e non sarà-, facile, ci si muove sempre tra insicurezze, incertezze e innumerevoli ostacoli: difficile non è solo trovare ascolto, essere riconosciuti dalle istituzioni scolastiche e non, produrre buone pratiche di insegnamento-appredimento, difficile è il cammino!
La sfida “ promuovere una intelligenza generale capace di riferirsi al complesso, al contesto in modo multidimensionale e globale” [1] è però affascinante, essa racchiude lo scopo e l’esistenza stessa della professionalità docente ma, una volta accolta, impone una rielaborazione del fare didattica. Un ripensamento che deve partire dal recupero della intelligenza disciplinare [2], per confluire nell’ integrazione delle discipline e nella loro convergenza intorno all’asse portante storico-antropologico, caratteristico dell’indirizzo , su cui costruire il curriculum.
Lo stage, in tale impianto si configura come processo di fusione in cui teoria e pratica, ricerca e prassi, tempo passato e tempo presente, bisogni cognitivi e bisogni esistenziali, confluendo, trovano senso e producono apprendimento.
Interessanti spunti di riflessioni sono pervenuti anche dagli interventi liberi e, a tal proposito, come non ricordare lo sfogo amaro, dai toni accorati della prof.ssa Sabrina Rocca, docente del liceo “ R. Salvo” di Trapani, sulle difficoltà e sui problemi derivanti dallo snaturamento dell’indirizzo. Un contributo importante che ha dato voce sia alla delusione generale per il disconoscimento di una esperienza formativa già in sintonia con le indicazioni dell’ Unione Europea, sia alla diffusa preoccupazione per lo stato di incertezza e di precarietà in cui si verrebbero a trovare alcuni specifici e caratterizzanti insegnamenti , nel momento in cui l’indirizzo venisse cancellato .
Note di sfiducia, che sono state in parte smorzate dal contenuto dell’intervento del dottor Palermo, dirigente dell’ Ufficio provinciale del lavoro. Il dottor Palermo, infatti, nella seconda giornata dei lavori, prendendo la parola, non solo non ha risparmiato elogi alla tipologia dell’istituto e al tipo di relazione didattica che esso esige , ma ha assicurato il suo appoggio a sostegno della qualità della formazione che il corso di studi promuove in tutti gli ambiti di sua competenza, ed ha anche confermato la sua incondizionata collaborazione e la piena disponibilità dell’ufficio da lui diretto , nel mettere al servizio delle scuole le figure professionali ed i contesti lavorativi rispondenti alla progettazione degli stages.

Parole di speranza sono pervenute anche da parte della dirigente del liceo “ G. Mazzini “ di Vittoria prof.ssa Angela Scaglione , insieme all’ impegno, liberamente assunto, di coinvolgere i licei dell’indirizzo presenti nella sua provincia nelle iniziative avanzate dal coordinamento regionale.
Particolarmente accattivanti gli interventi dei due dirigenti Tullio Sammito e Concetta Lanza i quali, con immagini suggestive, hanno descritto il sofferto processo di affermazione del Liceo delle Scienze Sociali nella terra di SICILIA. Hanno ricordato le diffidenze , le incertezze che inizialmente aleggiavano sull’emergente indirizzo, ma anche l’entusiasmo e l’impegno di coloro che, da veri pionieri, sin dal primo momento, non ebbero remore a cimentarsi, avendo colto nell’iniziativa una occasione preziosa da non perdere e da cui partire per dare una svolta innovativa alla scuola locale e nazionale. Pittoresca a tal proposito l’immagine del liceo delle scienze sociali che da iniziale carrozzone è andato trasformandosi in treno di prima classe con sempre più vagoni viaggianti, rappresentazioni questi ultimi delle unità scolastiche che sono andate progressivamente ad agganciarsi.
Ritornando agli apporti non programmati si sono quindi susseguiti una petizione da parte dei docenti di diritto ed il resoconto dei lavori di gruppo.
Nella petizione i docenti hanno rivendicato l’essenzialità dell’insegnamento del diritto nella programmazione curriculare di un liceo moderno, quale esperienza culturale indispensabile per accrescere nei giovani la sensibilità e l’uso degli strumenti interpretativi della realtà complessa. Viene anche fatto osservare che soprattutto in un contesto sociale quale quello nazionale e siciliano, in cui si fatica ad acquisire una cultura della legalità, è da irresponsabili non mantenere l’insegnamento di tale disciplina.
I docenti aggiungono, inoltre, che nessuno sviluppo è ipotizzabile per il nostro territorio se non si provvede a formare nelle nuove generazioni una mentalità agile e flessibile, capace di gestire le risorse , di riconoscere le variabili economiche presenti in un sistema, pronta ad attivare nuove forme di imprenditorialità; tutte competenze che nello studio dell’economia e delle scienze sociali trovano naturalmente rinforzo.
A conclusione di tale spazio, hanno relazionato i gruppi di lavoro sulle riflessioni sviluppate nei pomeriggi delle due giornate in merito agli aspetti peculiari dell’indirizzo. Tra le proposte emergono la richiesta dell’ attivazione di un funzionale coordinamento regionale tra i diversi licei delle scienze sociali e congiuntamente l’iniziativa di creare una rete di collaborazione tra gli allievi con programmate attività di confronto , di cooperazione , di gemellaggio e di scambio. Viene considerato prioritario l’impegno da parte delle scuole presenti di informare in modo capillare tutti i licei del nodo SICILIA al fine di coinvolgerli e renderli partecipi delle iniziative promosse nelle due giornate del convegno.
La stesura prima e la lettura dopo del documento conclusivo allegato, recante le motivazioni a sostegno della essenzialità della presenza del liceo delle scienze sociali nel panorama scolastico italiano, sottoscritto nell’aula magna del liceo Lombardo Radice dalle scuole partecipanti ai lavori del convegno, hanno concluso i lavori.
Le accarezzanti note della esibizione al pianoforte del professore A. Faro del secondo tempo di una sonata di Mozart, ed i saluti di commiato delle dirigenti G. Chisari e A. M. Di Falco hanno quindi definitivamente posto la parola fine alle due intense giornate del convegno.
Solo apprezzamenti ed approvazioni nei commenti dei convegnisti, ed in più una speranza; la speranza che i politici, consapevoli del valore formativo dell’indirizzo, si rendano garanti di tale esperienza, importante per il territorio e per il suo sviluppo, e si adoperino per la permanenza di tale modello di scuola nel panorama scolastico italiano, non tralasciando alcuna opportunità.
prof.ssa Marika De Petro
[1] Edgar Morin, I sette saperi necessari all’educazione nel futuro,
[2] Howard Gardner
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