Riflessioni
Anticipo che questa è una prova di blog. Finora ho soltanto letto, il mio silenzio comunicativo era dovuto all'assenza della segretaria (è una fannullona quasi referente!).
Tra le cose al momento presenti sul sito - piazza pubblica, anche se solo per gli iscritti - si nota una differenza di stile nel resoconto delle attività didattiche. Da una parte delle voci di un "fare" tra docenti, adulti e studenti, dall'altra, una interessante, pregevole e strutturata progettazione utile a molti e che indica più il desiderio di un dover essere e di un dover fare, piuttosto che di un'esperienza vissuta.
E' bene che ci siano, le differenze, anche in questa piattaforma virtuale, ma ritengo più positivo trovare gli spazi e i momenti per discutere e confrontarci tra noi su queste differenze: forse Trieste è il momento.
- blog di antonio ronco
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caro antonio
come vedi il blog funziona bene ed è facile. Dobbiamo tutti imparare a usarlo meglio perchè può diventare un interessante strumento di lavoro e di crescita comune. Sì, quello che mi pare stia venendo meno è un sentimento di comunità nella nostra rete. Non so se ho ben capito ciò che intendi, forse se cominciamo a parlarne qui, a trieste potremmo trovare la discussione già preparata.
Un saluto affettuoso
lucia
Sì, le mie difficoltà sono tante per abituarmi a questo mondo virtuale. Mi hanno e poi mi sono educato a toccare, annusare, a guardare l'altro negli occhi quindi perchè questo blog non rimanga una piazza di personaggi alla Magritte avrei bisogno di tornare a scuola per apprendere strumenti liquidi.
un abbraccio
purtroppo non possiamo avere tutte le persone (annusarle, perchè no) che vogliamo nei luoghi che vogliamo quindi ci dobbiamo abituare a ricordare il loro odore.
in quanto agli strumenti liquidi, la prego, non ci si metta anche lei, Bauman è già liquido abbastanza!
e no, non la saluto, deve venire ad odorarlo, il mio saluto!
fatto! e grazie del vostro ascolto studenti insoddisfatti della scuola presente che si organizzano in autogestione. Ma perchè non fate una analisi di tutti gli istituti in agitazione oggi e lo mandate ai giornali visto che questi non ne parlano?
Meglio , caro Michele, visto che hai già scritto un articolo bellissimo su "la repubblica " perchè non scrivi alla redazione chiedendo loro i motivi di tanto silenzio stampa?
un caro saluto dal tuo ex prof.
l'idea è di fare un documento trasversale alle scuole in "agitazione" su cui riversare le preoccupazioni degli studenti e, cosa che non approvo, mettere i commi "rifatti" della "riforma" Gelmini.
ho scritto alla redazione di Carta ma non ho ricevuto risposta, pensavo fossero un giornale serio in quanto reporter di libertà ma invece anche loro non hanno saputo darmi motivazioni, ancora una volta col silenzio quindi, riprendendo il discorso di ieri, se non c'è nei giornali non esiste.
alla redazione di "la repubblica" scriverò successivamente quando questo movimento pacifico (perchè noi non facciamo del male a nessuno) sarà finito: dal quarantesimo posto della libertà di stampa, di questo passo, arriveremo al centosettacinquesimo.
allora uno "sniffato" saluto dal suo ex allievo, che brutte parole, evocano tristezza, vecchiaia!
Capisco che non siamo Carta o tanto meno Repubblica ma... se ci sono notizie o commenti impellenti e soffocati dal clima di strangolamento dell'informazione libera (e non mi riferisco solo alla strategia del governo attuale, ma anche a quei giornali che non hanno di meglio da proporre che indagini scandalistiche sui beceri gusti sessuali dei nostri politici), se questa è la nostra realtà, perché non sfruttare questo spazio per far circolare idee e notizie occultate o relegate in decima pagina sui giornalacci nazionali?
Sulla rete non ci hanno ancora messo le mani (ci stanno lavorando), approfittiamone!
Non esiste solo facebook e i social network che ci informano su quante volte piero o sempronio hanno mangiato il gelato oggi..
qui c'è spazio per una buona circolazione di pensiero... occupiamolo!
Forza Michele, sprona qualche tuo esercito di teenagers arrabbiati e punzecchiaci un pò!
perchè qui la libertà è il punto cardine, la colonna portante che regge la comunità!
per passaggi io ed un mio compagno avevamo pensato di mettere un piccolo testo con le nostre preoccupazioni da cui partire per un dibattito comune con insegnanti e compagni di altre scuole di scienze sociali in italia.
la bozza già c'è ma essendo il tempo scolastico molto schematico ci è difficile concludere anche ora che siamo in autogestione ma entro domani pomeriggio sarà tutto pronto.
non preoccupatevi, non siamo certo dei ragazzini docili, anzi!
Ragazzini docili forse no, ma non proprio di parola forse sì, dato che io non vedo documenti. ma è anche vero che avete moltissime difficoltà, però mi chiedo, come mai comunicate con tanta fatica al di fuori del vostro piccolo gruppo? Già Lucca è un luogo delimitato da imponenti mura, se poi non le oltrepassate con la fantasia, siamo finiti. Naturalmente, visto che io posso ancora annusarti quasi tutti i giorni, non si tratta di una critica, ma solo una sollecitazione a fare in modo che la scure che si sta abbattendo sulla scuola pubblica ci trovi pronti, preparati, critici e disposti a fare del nostro meglio come sempre!
Io lavoro a Suzzara, un piccolo centro in provincia di Mantova. Situazione decentrata e di frontiera. L'anno scorso i nostri studenti sono stati protagonisti di una splendida esperienza: una settimana di autogestione, che ha precorso fra l'altro le scuole della città (considerate da sempre "di serie A" rispetto a quelle della provincia).
Questa è stata un'ottima occasione di crescita collettiva di autostima e di uscita da questa condizione psicologica di inferiorità rispetto agli istituti cittadini.
Purtroppo la continuità e la costanza non sono caratteristiche dell'età adolescenziale... Quindi ora tutto è pressochè rientrato in quella atmosfera di rassegnazione e passività che da sempre regna fra i nostri ragazzi. Perchè? Perchè non deve mai esserci un coinvolgimento duraturo nelle cose che possono appassionare l'universo-studenti? Perchè dopo una manifestazione così potente di entusiasmo si deve aspettare chissà quanto per quella successiva?
Perchè gli studenti si fanno sentire così poco, mentre i potenti aprofittano della loro remissività per imporre le loro controriforme e le loro pesanti misure istruzionicide?
Non sarà che 'sti ragazzi hanno troppo ereditato il modello rassegnato e cinico di molti loro educatori?
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