Riflessione sui nuovi programmi

Come è noto a tutti gli addetti ai lavori, i programmi di scienze umane del liceo delle scienze umane e del liceo delle scienze umane – opzione economico sociale sono giunti alla loro definitiva formulazione, dopo una vera e propria Odissea. Nel caso del liceo delle scienze umane, in un primo momento essi erano assenti dal quadro orario del biennio iniziale (forse tenuti prigionieri dalla ninfa Calypso), poi sono comparsi nella pubblicazione delle bozze articolati in due materie: storia della pedagogia e di antropologia culturale. Nella versione definitiva, invece, essi prevedono la psicologia al posto dell’antropologia culturale che è spostata negli ultimi tre anni. Nella logica di una netta separazione delle materie, tale spostamento appare senz’altro opportuno anche se, come dire, è un po’ tardivo.

I programmi di scienze umane dell’opzione economico sociale hanno avuto un percorso un po’ meno accidentato. Al loro interno, è cambiata, durante il tragitto sopra sommariamente descritto, solo la distribuzione delle materie. Metodologia della ricerca, prima inserita nell’ultimo anno, è stata distribuita nel corso dei cinque anni e l’antropologia culturale è stata spostata dal biennio iniziale al secondo biennio.
Vediamo ora alcuni aspetti, riferiti soprattutto al biennio iniziale, in modo più dettagliato.
Si tratta solo di alcune considerazioni, senz’altro incomplete. Credo, tuttavia, che da esse sia possibile farsi un’idea di alcune carenze e incongruenze presenti in tali programmi.

  1. E’ mia convinzione che l’approccio di questi programmi alle scienze umane e alle tematiche da esse affrontate sia troppo analitico e, per molti versi, dettato da un’astratta impostazione di tipo storiografico. La suddivisione delle materie in singoli corsi delle varie discipline sociali da tenere nei due bienni e nell’anno finale del liceo risponde più a una logica universitaria che a quella di una scuola media superiore. Per la mente dell’adolescente è più funzionale un approccio didattico che gli permetta di affrontare i temi e i problemi della vita sociale nella loro concretezza e unità. Un simile approccio è maggiormente in grado di fargli capire come le scienze umane possano costituire, da sole e in concomitanza, un valido contributo alla comprensione di tali temi e alla soluzione di tali problemi. La parte più storiografica e più specifica della singola disciplina può in parte essere svolta all’interno di tale impostazione globale e rimanere per il resto (pensiamo soprattutto alla storia della pedagogia) agganciata alla storia della filosofia. I ragazzi degli ultimi tre anni, con tutta probabilità, presentano maggiori capacità di astrazione e lo studio della filosofia fornirebbe loro un supporto più efficace per una trattazione di tipo storico della pedagogia.
  2. Il programma di psicologia del biennio iniziale non indica (forse li presuppone) molti argomenti di base della psicologia (per esempio, la percezione, la memoria, le emozioni e la motivazione e si potrebbe continuare). Altri (l’intelligenza e il linguaggio) li mescola curiosamente agli indirizzi teorici (costruttivismo e socio-costruttivismo). L’apprendimento e la relazione educativa (temi in sé senz’altro importanti) risultano “spalmati” un po’ dappertutto e, in molti casi, attraverso articolazioni alquanto specialistiche, più adatte a un seminario di aggiornamento di psicologia dell’educazione (psicologia dell’educazione, non psicologia) per insegnanti (o, almeno, per studenti universitari) che a un corso riservato a studenti che per la prima volta stabiliscono un approccio con tale scienza. Sia nel primo che nel secondo biennio di psicologia, inoltre, manca una trattazione autonoma degli aspetti più propriamente sociali della psicologia: tutto appare “fagocitato” dal tema onnipresente dell’apprendimento.
  3. L’impostazione di fondo delineata nei punti n. 1 e n. 2 è presente sia nei programmi del liceo delle scienze umane, sia in quelli dell’opzione economico sociale. In particolare, il programma di psicologia del biennio di quest’ultima opzione è assai simile a quello del liceo delle scienze umane. La differenza principale tra i due programmi è che al posto dei temi relativi alla relazione educativa sono inseriti quelli della psicologia del lavoro. Diversi argomenti di base della psicologia generale risultano comunque assenti, altri sono delineati in modo confuso, con un’analoga mescolanza di temi generali con aspetti molto specifici.

Manca poi una trattazione autonoma degli argomenti di psicologia sociale (cioè non subordinata alle tematiche di psicologia del lavoro). Forse si è avuto fretta, dimenticando però che una casa si comincia dalle fondamenta.

Luigi D’Isa