La città si educa: la scuola che partecipa cambia se stessa (di Lucia Marchetti)

Ritratto di Lucia Marchetti
Legambiente scuola e formazione
Movimento di cooperazione educativa

MODI URBANI

conflitti, culture, qualità: la città educa?

Convegno internazionale Perugia 21 e 22 aprile 2006

 
La città si educa: la scuola che partecipa cambia se stessa

Lucia Marchetti

 

Il dentro e il fuori: elemento strutturale del curricolo

Nella esperienza trentennale della sperimentazione al Liceo Ariosto, ma in particolare per l’indirizzo di scienze sociali (nel quale ho insegnato dal 1978 al 2007), il rapporto fra il dentro e il fuori la scuola è stato ed è un elemento strutturale e fondante del curricolo.

Le radici si ritrovano nelle più avanzate esperienze educative avviate nei primi decenni del Novecento dall’attivismo che sono poi state diversamente elaborate e adattate alle diverse circostanze storiche, anche se per alcune di loro era molto importante il contatto con la natura, più che con la città. In particolare l’indirizzo di scienze sociali ha nella società contemporanea complessa il suo oggetto di studio privilegiato.

 

La città come testo e come metafora

Nelle progettazioni degli ultimi anni alcuni Consigli di classe hanno scelto di mettere al centro la città come storicamente si è venuta definendo “metafora del luogo di elezione di una vita veramente umana” [1], come risultato necessario delle potenzialità culturali dell’umanità; la città come luogo dei patti, dei conflitti, degli affetti, degli incontri e degli scontri, del locale e del globale.

Sui temi della città costruiamo una parte consistente del curricolo in modo graduale e integrato fra diverse discipline, per cui ci sono percorsi nel biennio e altri nel triennio.[2]

Biennio 

 

Atene

 

uno sguardo al passato e uno sguardo al presente: modelli di città-società antiche e contemporanee secondo la chiave di lettura dell’economista Campanella che traccia una linea di demarcazione tra preindustriale e industriale. Ricostruzione attraverso alcune categorie come: AMBIENTE BISOGNI FUNZIONAMENTO ECONOMICO ORGANIZZAZIONE SOCIALE SISTEMA NORMATIVO ASSETTO ISTITUZIONALE CULTURA: queste costituiscono per noi la condizione per comprendere il funzionamento di una società, del passato e del presente.

Triennio Le discipline integrano i loro punti di vista per leggere forme di città-società di alcuni momenti storici precisi: del passato del presente e del futuro.

Per il passato per esempio Parigi e Versailles al tempo del re Sole,

 

 

la società di corte come modello paradigmatico di una forma di potere, oppure, come quest’anno, il confronto fra Firenze-Roma, Venezia-Padova, Parigi e Leyda tra Cinquecento e Seicento sul tema della libertà della ricerca nello scontro con il potere attorno alla figura di Galileo. Le città, quindi, come contesto e come luogo che favorisce o impedisce l’espressione della libertà e della creatività di singoli e di gruppi.

 

Per il presente mettiamo al centro la città contemporanea, la trasformazione degli spazi fisici e simbolici delle metropoli nell’intreccio tra globale e locale.

 

Dubai

 

La città come oggetto di consumo visuale, come spazio pubblico conteso, come luogo da attraversare, come spazio di non- luoghi, poveri di significato, come luogo delle contraddizioni e dei conflitti, ma anche del dialogo, dei patti e di una nuova alleanza con la campagna. (vedi Carta del Nuovo Municipio) [3]
 

 

La città osservata: lo stage formativo

L’obiettivo fondamentale dello stage è di fare entrare gradualmente i giovani nelle maglie complesse della vita cittadina, ma insieme, far interagire le istituzioni con i giovani, chiamarle a mostrarsi, a spiegare cosa fanno, a guidare i ragazzi e le ragazze nella comprensione dei problemi di governo della città, e tutto questo si può fare solo all’interno di patti educativi in cui scuola- istituzioni e famiglie vengano coinvolti concretamente, ma soprattutto in cui i giovani abbiano la possibilità di essere protagonisti, di vedere direttamente, di provare a mettersi in gioco.
Tutto questo si realizza attraverso gli stage formativi che, nell’indirizzo di scienze sociali, sono curricolari dai primi Anni Ottanta, per tutta la classe e per ciascun anno del triennio. [4]

Dopo le prime esperienza abbiamo stipulato convenzioni e protocolli di intesa che stabiliscono ambiti di collaborazione e di scambio [5]. Della contemporaneità e della città si vogliono indagare sia gli elementi di mutamento sia le contraddizioni; si vuole studiare, osservare e riflettere per comprendere insieme cosa sta succedendo, ma soprattutto per individuare nuove domande e nuove possibili risposte ai problemi del welfare, del lavoro, sul tema della rappresentanza, degli equilibri ambientali e sulle questioni poste dalle nuove forme di migrazione e dai conflitti interetnici.

Ritengo emblematica a questo riguardo l’esperienza che una classe del liceo ‘Ainis’ di Messina ha organizzato sul confronto tra i propri servizi e quelli di Ferrara attraverso uno stage di una settimana nella nostra città. Quest’anno la loro osservazione si allarga alla città di Valencia. [6]

A mio parere queste ‘buone pratiche’ sono la via maestra perché i nostri studenti e le nostre studentesse possano entrare con qualche consapevolezza nella vita della comunità e lo possano fare nell’incontro tra generazioni, gli adulti (esperti, insegnanti, operatori, funzionari) e i giovani, un incontro nel quale ognuno ha la propria parte di sapere e lo porta nella scuola che fa spazio e offre tempo alla riflessione e al confronto.

L’esperienza ormai consolidata in molti licei delle scienze sociali ci fa ritenere che si tratti non solo di una buona pratica, ma di un possibile modello di buona scuola, da proporre alla generalità degli studenti e delle studentesse. 

 


 
[1] Papi, Fabietti, Morosetti, La città in Il grano e la morte, Zanichelli, Bologna 1982

[2] Le progettazioni si possono consultare nel sito www.scienzesocialiweb.it

[3] Wordl Social Forum, Porto Alegre, Gennaio 2002

[4] Marchetti L. (a cura di) Lo stage formativo nell’indirizzo di scienze sociali. Don’t worry!, Liceo Classico Statale “L.Ariosto”, Ferrara, 2001

[5] Sono partner di convenzioni con la nostra scuola: Comuni, Servizi per l'infanzia del Comune, Centri per le famiglie del Comune di Ferrara, Azienda sanitaria del distretto di Ferrara e Comuni limitrofi, Assessorato ai servizi alla persona del Comune di Ferrara e Provincia, Commercio Equo-solidale, Centro Servizi Volontariato e associazioni/ cooperative del Terzo settore, Organizzazioni sindacali a livello territoriale, Centri per l'impiego, Questura di Ferrara, Lega delle Cooperative, Azienda Basell, Azienda Berco, Caritas, Opera Don Calabria, UDI, Arpa, Aziende agricole a sviluppo biodinamico della provincia, Lega delle cooperative, Legambiente

[6] J.Clemenza, Gli occhi sulla città, sito cit.