Interdisciplinarità
Credo che, se vogliamo tentare di salvare in qualche modo l’opzione economico-sociale, dobbiamo pensare a una sinergia tra scienze umane e l’insegnamento di diritto ed economia politica (ma non lascerei fuori neanche storia e geografia, cioè tutta l’area geostorico-sociale). La Rete non ha forse sempre insistito sull’integrazione tra i saperi? Scrive Roland Barthes: “Il lavoro interdisciplinare, di cui tanto oggi si parla, non è un confronto tra discipline già costituite (nessuna delle quali in fondo è disposta a lasciarsi andare). Per fare qualcosa di interdisciplinare non basta scegliere un “soggetto” (un tema) e raccogliervi attorno due o tre scienze. L’interdisciplinarità consiste nel creare un nuovo oggetto che non appartiene a nessuno”. Hanno tolto delle ore alla disciplina “scienze umane”? Bene. Questo non ci impedisce – purché ci sia un certo affiatamento almeno tra alcuni componenti del Consiglio di classe (quello con i colleghi della Rete lo do per scontato) – di delineare uno o più oggetti che non appartengono a nessuna disciplina in particolare e che potrebbero costituire l’ossatura di questo percorso liceale. Utopia? Non so, a me sembra – ad esempio – che il concetto di norma possa essere “giocato” tra diritto, sociologia e antropologia o che il Saggio sul dono di Marcel Mauss non debba lasciare indifferente un economista.
- blog di francesco bussacchetti
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