IL DIRITTO ALLA MUSICA
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IL DIRITTO ALLA MUSICA
Scopro stamani che la ‘Riforma epocale’ dei Licei e delle Scuole secondarie di secondo grado NON prevede la MUSICA tra le discipline fondamentali di studio. Questa compare, infatti, tra le materie opzionali.
Ho trascorso la mia vita ad insegnare la Musica ai ragazzi: musica come forma di pensiero, come metodo di apprendimento e modalità espressiva, come fonte di conoscenza di sé e degli altri, come mezzo per discernere e rielaborare, come tecnica e arte, come desiderio di bellezza, come speranza nell’uomo e nella società.
Io non credo che la valenza formativa e culturale della Musica debba essere ancora oggi oggetto di dibattito o, peggio, di opzionalità. Io penso che ogni uomo possa e debba rivendicare il diritto alla Musica come il diritto ad essere considerato persona nella sua complessità e nella sua interezza.
Il Maestro Muti, nel breve discorso tenuto durante il Concerto alla Camera dei Deputati, ha detto ai rappresentanti del Governo, parlando dei giovani orchestrali lì presenti: “Questi ragazzi hanno intrapreso la strada della bellezza…”
Con la ‘Riforma epocale’ la strada della bellezza musicale sarà percorsa soltanto dai pochi selezionati (circa 1000 in tutta Italia) che hanno già deciso di fare, da grande, i musicisti (o i ballerini). Per gli altri studenti, per tutti gli altri giovani che costituiranno la società del futuro, l’accesso alla formazione completa della persona sarà opzionale o, molto più probabilmente, non ci sarà (basti leggere le disposizioni organizzative delle discipline opzionali).
Il diritto alla Musica e alla Bellezza è stato trasformato in una scelta.
http://www.petizionionline.it/petizione/il-diritto-alla-musica/699
