I bidelli: una 'spia' di sistema integrato

Ritratto di Lucia Marchetti

I bidelli del Liceo ‘L.Ariosto’ di Ferrara

 

Dal diario di campo – 26 Aprile 2007

 

“ Quando sono entrata nel liceo Ariosto la mia prima impressione è stata quella di non essere in una scuola o almeno nelle scuole che si vedono di frequente. La struttura è di fine anni Settanta ma sembra tutt’ora moderna. Per giungere all’ingresso principale si percorre un viale alberato, ci sono biciclette parcheggiate l’una in fila all’altra che appartengono a tutti coloro che entrano a scuola, docenti, studenti, amministrativi, non c’è parcheggio deputato solo ai grandi, ma ce n’è uno per tutti.

Quando si varca la soglia si sente un brusìo operoso di persone che lavorano con un ritmo cadenzato dagli orari e dagli eventi ordinari e straordinari che si succedono. Le prime persone ad accoglierti sono i bidelli, ma non quelli che ci possiamo immaginare almeno nelle scuole romane. I bidelli del liceo Ariosto sono dei professionisti dell’ “accoglienza”, sono seduti dietro una grande scrivania sopra la quale ci sono dei grandi faldoni dove si possono trovare gli orari delle lezioni con i professori e le attività che si svolgono. Questa grande scrivania è un punto di accoglienza e di raccordo: tutti passano lì per poi iniziare l’attività; ciò consente un controllo sull’intera organizzazione della scuola.

Sono proprio i bidelli che sembrano avere il controllo pieno della situazione e sanno rispondere a qualsiasi richiesta, trovano soluzioni anche in situazioni difficili. Mi hanno accolto subito con cordialità e con rigore, mi hanno detto come muovermi e per aiutarmi mi accompagnavano in ascensore nell’ala nuova, così la chiamano perché è stata costruita in un secondo tempo, per cercare i docenti”

 

Da Claudia Di Marco, Le relazioni tra sistemi come pattern che connettono: lo stage formativo nelle scienze sociali, Tesi di dottorato, Università La Sapienza Roma, anno accademico 2010-2011

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