Don Roberto Sardelli e gli studenti della IV B liceo scienze sociali di lucca
Contributo di: Antonio Ronco, la classe IVB del Liceo delle Scienze Sociali di Lucca, la docente della classe Enza Colatutto, all'interno di un confronto piuttosto continuo con don Roberto Sardelli e le sue riflessioni proposte visibili nel sito www.nontacere.eu
Il senso dell’educazione è che la comprensione del mondo amplia il proprio orizzonte con l’andare dell’età, delle esperienze vissute. Per questo è importante fare tante e positive esperienze da piccoli: farle con gioia e affetto, perché più si è ricchi nell’infanzia, più si ha la possibilità di ampliare il nostro orizzonte.
Rispetto al documento di don Sardelli.
Era l’inverno del 1953 e la scuola per tutti era ancora da realizzare, ma le basi e i presupposti affinchè tutti i cittadini potessero, in base a un principio teorico di uguaglianza, vivere le stesse possibilità è ancora rimasta una buona intenzione.
Noi sappiamo che nonostante siano stati fatti passi da gigante in ambito legislativo per trasferire dal piano teorico a quello pratico quel principio di uguaglianza, spesso lo sforzo rimane solo nelle mani dei singoli. È notizia recente la rinuncia di alcuni insegnanti al loro buono pasto per permettere a una bambina di poter mangiare alla mensa e quindi di frequentare regolarmente la scuola.
In quel lontano ’53 frequentavo la prima elementare, quarto figlio di un ferroviere, crescevo con quel poco di necessario e venivo educato a riconoscere altri che non avevano neppure quello.
Un giorno d’inverno, a scuola già iniziata, il maestro mi chiese di aprire l’armadio e di prendere tre lapis e tre quaderni del “Patronato Scolastico” e di consegnarli ai tre bambini appena inseriti quel mattino nella mia classe.
Fu allora che scoprii cosa fosse il Patronato e nella mia mente di bambino di sei anni ricordo che iniziai ad andare fiero del mio lapis passatomi da mia sorella e del quaderno a quadretti che mi avevano regalato i miei nonni.
Oggi il mondo è cambiato? Sì, ma le emozioni e le occasioni di crescita di un essere umano, no.
Franca Olivetti Manoukian (Cooperazione educativa, dicembre 2010) così definisce il territorio: “Il concetto di territorio come risorsa viene anche dalle analisi degli economisti. Anche nella crisi finanziaria economica globale un punto di aggancio essenziale è il territorio, inteso non in senso geografico, ma in senso sociale e culturale. Gli economisti dicono che lì si trovano le risorse per lo sviluppo economico, perché nel territorio puoi recuperare abilità, competenze, capacità di produzione e di invenzione che sono nascoste, latenti, che non vengono messe in luce perché è come se fossero schiacciate, sovrastate dall’industrializzazione classica, dai grandi complessi. In questo passaggio d’epoca si tratta di vedere quello che abbiamo sotto gli occhi e non vediamo.” Come è evidente una psicologa, formatrice dello studio APS, individua nel territorio la risorsa per uno sviluppo che sia di tutti e la necessità di ripartire dal basso.
Noi riteniamo che sia nei piccoli spazi, nella relazione fra singoli la possibilità di analisi e di cambiamento della realtà, ma per questo c’è forse bisogno oggi di un “Patronato”?
Dobbiamo di fronte alla realtà odierna, ricreare le condizioni che permettano a un insegnante di attuare l’inclusione, mentre noi oggi ci troviamo a denunciare sottrazione di risorse economiche alla scuola pubblica che vengono impiegate a sovvenzionare le scuole private, in netto contrasto con il dettato costituzionale.
“La scuola oggi prepara solisti che vagano alla ricerca di un insieme che non trovano semplicemente perché non sanno stare con gli altri, attenti solo a cosa li distingue e non a cosa li unisce. Un simile insegnamento alleva al narcisismo e alla depressione ed entrambi sono malattie gravi. L’insegnante deve essere un buon direttore d’orchestra: scrive le partiture del concerto e fa partecipare tutti alla sonata. Il risultato non è riferibile a un buon primo violino, ma a tutti.”
Vittorino Andreoli, Lettera a un insegnante.
La classe IV B si sta confrontando da due anni sulle tematiche dell’inclusione e dell’esclusione sociale, da quando proprio due anni fa incontrarono don Roberto Sardelli a Lucca e poi a Roma, hanno iniziato a confrontarsi con problemi sempre a loro più vicini, con la politica delle istituzioni, dei governi locali e centrali, hanno condiviso la premessa del documento di don Roberto “Per un nuovo percorso della politica” di quanto sia importante conoscere e diffondere la verità e l’urgenza di rispondere alla domanda: che tipo di futuro e che mondo vogliamo?
Il lavoro è in corso e quindi non me la sento di riportare le loro riflessioni, le loro idee perché sono piuttosto in via di definizione.
A fine marzo andremo a Genova per incontrare don Andrea Gallo e la realtà della Comunità di san Benedetto al Porto, ne siamo particolarmente fieri anche per contrastare con la nostra presenza le pesanti minacce che don Gallo ha ricevuto molto recentemente.
Qui riporto una breve sintesi del nostro fare scuola, utilizzando lo stage e l'ora di compresenza.
- Marzo 2010, don Roberto Sardelli, il maestro della scuola 725 incontra gli studenti nella sede del Comitato di Quartiere del Pigneto, quartiere popolare di Roma e insieme a loro coglie i luoghi dell’inclusione: il centro assistenza ai diritti degli emigrati, il centro sociale di Via Prenestina, centro di accoglienza giovanile, e i luoghi dell’esclusione: il lavoro che è sempre in nero e sotto pagato, la mancanza della casa, dell’assistenza sanitaria, dei diritti fondamentali
- Aprile 2010 l’associazione Volontariato in carcere, responsabile Massimiliano Andreoni, la situazione delle carceri in Italia e a Lucca. a.s. 2010/2011
- 31 marzo/1 aprile 2011, visita alla Comunità san Benedetto al Porto, incontro con don Andrea Gallo.
- Accompagna il gruppo durante lo stage effettuato fuori sede, la prof. Enza Colatutto, docente di scienze sociali e il prof. Antonio Ronco, (docente di scienze sociali e filosofia, attualmente in pensione) per effettuare alcune lezioni di osservazione: luoghi, simboli, segnali
- piano dell'osservazione dello spazio e del punto di vista ( disegno dell'orizzonte - a ciascuno il loro spicchio) noi alle loro spalle lo fotografiamo
- con gli occhi dell'immaginazione ognuno scrive una lettera da quel punto di vista a un personaggio da lui scelto
- I luoghi: simboli, segnali della legalità, della democrazia: dignità/civiltà diritti/doveri.
- 5 aprile 2011: Massimiliano Andreoni, Valerio Bonetti, Andrea Del Testa incontrano gli studenti sul tema: istituzioni e esclusione, la funzione del carcere, l’uso dei CIE.
- Aprile 2011: Laboratorio tenuto dal gruppo Assopace, Educare al conflitto, educare alla pace.
Buon lavoro a tutti, antonio, enza, gli studenti della quarta b.
- blog di Enza Colatutto
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