Cosa è la cultura...

Laboratorio di lettura 

Istituto Pieralli Perugia

 

 

Istituto d’Istruzione Superiore “ Assunta Pieralli”- Perugia
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Vi mando un esempio di laboratorio di lettura sul testo “L’elefante invisibile”, dal titolo "CULTURA COME…"

 

Dopo la lettura guidata del testo, ogni ragazzo/a ha liberamente raccolto e titolato le frasi che per lui/lei meglio descrivono i tanti aspetti della cultura.
Il confronto fra lavori ha portato alla costruzione collettiva di una definizione molto articolata di che cosa è la cultura.

Stefania Stefanini


 

Cosa è la cultura

 

Descrizioni tratte da
L’elefante invisibile
di Giuseppe Mantovani
Edizioni Giunti, 2005

 

L'elefante invisibile

 

Narra una storia indiana, tratta dal Sakuntala di Kalidasi, di un grande elefante che si trova davanti ad un saggio immerso nella meditazione. Il saggio lo guarda e poi dice:” Questo non è un elefante”. Dopo poco l’elefante si allontana lentamente. A questo punto il saggio si chiede se nei paraggi sia per caso passato un elefante. Alla fine l’elefante se ne va. L’elefante è sparito e il saggio vede le orme dell’animale ed esclama:” Qui c’era un elefante”. La storia fu segnalata a Brunerl (1990), illustre psicologo dell’educazione, da un suo amico israeliano ed è stata in seguito ripresa da Geertz (1995), che è un altrettanto illustre antropologo culturale.

La cultura è come un elefante invisibile.


Cultura come equivoco

“Il concetto di cultura contiene un potenziale equivoco: potremmo pensare che essa sia qualcosa che ingloba gli individui e li fa agire in modo uniforme. Questo equivoco va dissipato: la “Cultura” con la C maiuscola è una categoria vuota; ciò che esiste realmente è una più modesta “cultura” che coincide con l’attività mentale di individui che usano in modo attivo la conoscenza in differenti contesti. In questo senso la cultura è fatta in gran parte di cose fatte e non dette, di pratiche non formalizzate e non formalizzabili, di modi di fare di cui le persone possono non essere neppure chiaramente consapevoli.” [pag.158]


Cultura come mappa

“Una cultura ci dice che cosa fare, come farlo e perché farlo.” [pag.21]

“La cultura è una mappa che racconta una storia.” [pag.57]

“Una mappa per esplorare la realtà: ecco che cosa è la cultura. Essa media tra individui e ambiente avvolgendoli in una rete di senso. Non dobbiamo però scambiare la cultura per uno strumento di omogeneizzazione, come se essa fosse uno stampo che rende uniformi le persone. Al contrario, è proprio la cultura che coglie e valorizza le differenze umane.” [pag.147]

“Le strutture linguistiche e concettuali di ogni cultura ordinano e insieme delimitano lo spazio della realtà a cui conferiscono senso. Esse sono mappe di territori in cui alcuni elementi sono valorizzati, altri omessi, altri ancora condannati.” [pag.173]

 

Cultura come cornice

“Il ruolo della cultura nella vita delle persone nasce dal fatto che nella realtà sociale c’è molto più che le relazioni interpersonali. La cultura rende possibili le relazioni tra individui dando ad esse una cornice: è questa che istituisce tra le persone legami particolari intorno a particolari valori codificati in quelle particolari mappe che esse usano per esplorare la realtà. La cultura, in questo senso non è una cosa che possa essere appresa, ma è la premessa di ogni possibile futuro apprendimento. Non si impara una cultura, vi si entra. Non siamo noi ad acquisire una cultura, ma è essa che ci acquisisce.” [pag.76]

 

Cultura come rete di senso

“La cultura non è solo un corpus di artefatti ma anche una rete di senso, un repertorio di principi, un modo per guardare l’altro”[pag.11]

“La cultura è la rete che permette alle differenze di co-esistere e di riconoscersi.” [pag.78]

“Grazie ad una rete di analogie la cultura collega domini differenti della realtà. Nello stesso tempo essa fornisce ai suoi membri un repertorio di credenze condivise ed un senso del proprio posto nel mondo. È questa rete di senso che permette ai membri di una società di comprendersi e di comunicare.” [pag.147]

“Le reti che le culture costruiscono delimitano la realtà nel momento stesso in cui le danno senso.” [pag.173]

“L’idea di cultura come rete di senso ci porta più lontano del concetto di cultura come strumento di mediazione. Essa ci consente di mettere a fuoco le differenze culturali.” [pag.173]

 

Cultura come codice di senso

“[…] grazie ad una fitta rete di analogie la cultura collega aree diverse della realtà ed attribuisce a ciascun elemento un significato definito e comunicabile.[…]
Ogni cultura insegna ai suoi membri che cosa sia onorevole, che cosa valga la pena di desiderare, in che cosa consista la dignità. L’esistenza di questo repertorio è ciò che permette alle persone di agire secondo fini socialmente riconoscibili e di comunicare con gli altri.” [pag.145]

 

Cultura come frontiera

“La cultura può essere concepita come un insieme di intersezioni in cui processi distinti procedono a zigzag e si incontrano provenendo sia dall’interno che dall’esterno dei suoi confini. Le distinzioni nascono spesso da differenze di età, di genere, di classe, di razza, di orientamento sessuale. La nostra idea della cultura è che essa non è uno spazio chiuso, ma è piuttosto simile ad una frontiera. È un modo di prender sul serio e valorizzare le differenze tra gruppi umani fino ad accettare la possibilità che tra di essi si aprano abissi insondabili.
Pensare in termini di cultura oggi significa abbandonare le generalizzazioni e accettare l’irriducibile specificità dei contesti. La cultura è una frontiera che attraversiamo ogni volta che ci troviamo di fronte un “altro” di cui percepiamo e rispettiamo l’alterità.” [pag.159]

“Una linea di frontiera su cui avvengono scambi: è questa l’immagine della cultura che preferiamo. Un sistema di fiumi maestosi e di veloci affluenti che nutrono e segmentano un vasto territorio. Fiumi attraversati da ponti, traghetti e barche che fanno di essi non barriere rigide, ma permeabili confini tra zone diverse.” [pag.159]

“L’incontro con culture differenti può liberare dalla tentazione dell’assolutismo. Negli incontri che avvengono lungo le frontiere tra culture ogni persona vede subito e chiaramente le manchevolezze dei mondi altrui, mentre comprende solo lentamente e faticosamente i limiti del proprio.” [pag.184]

 

Cultura come sistema analogico

“La cultura è fatta di nessi analogici: la rete della cultura che unisce le persone in gruppi sociali è costituita da credenze e modi di sentire condivisi, dalla conoscenza di una storia comune, dal senso della propria collocazione nel mondo naturale e sociale. Questi legami formano le connessioni attraverso cui i membri di una società comunicano tra di loro. Il mito e la magia, i riti e le cerimonie, la poesia e la conversazione sono parte di questa rete. La cultura è fatta di storie simboliche e di rituali in cui gli oggetti e gli eventi ricevono significati che in vari modi li trascendono.” [pag.166]

“La cultura ha a che fare con artefatti, proposizioni, regole e programmi che con catene associative e immagini che suggeriscono che cosa possa ragionevolmente essere collegato con che cosa. La rete di analogie che forma una cultura non è il risultato di opposizioni individuali. Essa descrive uno stato delle cose divine e umane condiviso da intere comunità.” [pag.168]

Cultura come modello

“[…]Essa adempie anche ad una terza funzione, quella di motivare le persone, indicando loro gli obiettivi a cui tendere. La cultura svolge questo compito non con un insieme di prescrizioni, ma proponendo criteri e modelli che le persone possono usare per comprendere le situazioni che hanno davanti e per immaginare il proprio futuro.” [pag.175]

“Dalla contemplazione di questi modelli le persone traggono indicazioni circa il modo giusto di muoversi nelle contingenze quotidiane. La cultura fornisce un repertorio, non necessariamente coerente, delle situazioni che si possono presentare e delle risposte appropriate che si possono dare. Le persone usano il repertorio per capire le situazioni e per orientarsi nelle loro scelte.” [pag.176]

“Al di là del successo o dell’insuccesso nel raggiungere i propri scopi, le persone sono incoraggiate dalla cultura in cui sono cresciute ad essere orgogliose di avere seguito i modelli di vita che sono stati loro proposti.” [pag.187]

“Gli scopi che la cultura suggerisce sono intrinsecamente premianti perché le persone hanno imparato, tramite i processi di socializzazione, a trovare gratificante il perseguire gli scopi che il sistema culturale suggerisce e a vivere come fonte di disagio l’abbandono dei modelli che essa propone.” [pag.184]

 

Cultura come controllo

“La cultura non è una serie di modelli concreti di comportamento (usanze, tradizioni, abitudini), ma è un insieme di meccanismi di controllo (piani, ricette, regole) del tipo di quelli che i progettisti di computer chiamano “programmi”. Questa visione non è però del tutto soddisfacente, perché considera la cultura come uno stampo che rende uniformi le credenze e i comportamenti delle persone.” [pag.103]

 

la cultura

 

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