Confronto sulle indicazioni nazionali Dipartimenti disciplinari "E. Ainis" Messina

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josette
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Aula Magna Liceo “Emilio Ainis” Messina

 

Venerdì 16 Aprile 2010-04-10

 

CONFRONTO SULLA BOZZA DELLE INDICAZIONI NAZIONALI

 

 

 Giorno 16 aprile, alle ore 17.30, nell’Aula Magna del Liceo “E. Ainis” di Messina, si riuniscono tutti i dipartimenti disciplinari per discutere i seguenti punti all’O.d.g.:

 

  1. Discussione delle scelte didattiche da privilegiare nel prossimo anno scolastico;
  2. Restituzione degli esiti del seminario della rete nazionale “Passaggi” tenutosi a Trieste;
  3. Confronto sulla bozza delle indicazioni nazionali per le diverse discipline tenendo conto di:

Criticità – Aspetti innovativi e significativi – Richiesta di chiarimenti da inviare al forum dell’Indire – Suggerimenti, proposte, scelte didattiche per la scuola e per i Dipartimenti disciplinari.

 

I primi due punti all’O.d.g. sono discussi in assemblea plenaria, in merito ai quali, le prof.sse Josette Clemenza e Matilde Macaione forniscono una sintesi dei contributi teorici offerti dai relatori del convegno della rete “Passaggi” e manifestano alcuni punti di criticità emersi dal confronto con le altre scuole.

Si dà lettura di parte del Documento conclusivo del Convegno dal quale emerge (con particolare riferimento all’opzione economico-sociale):

-   un’evidente criticità del profilo in uscita, non corrispondente ad alcuna finalità formativa specifica;

-   l’assenza di un asse culturale attorno al quale sia possibile la costruzione di un curriculum coeso e convincente;

-   un’offerta di saperi concepiti come blocchi giustapposti che ostacolano l’elaborazione di percorsi integrati fondamentali per acquisire competenze indispensabili e  apprendimenti significativi;

-   un evidente impianto settoriale e contenutistico, sia nei quadri orari che nelle bozze delle indicazioni nazionali.

 

Il dirigente prof. Elio Parisi, invita i docenti a interrogarsi sugli OSA elaborati in questa prima bozza, tenendo conto di tutti gli indirizzi presenti nell’Istituto: Liceo Linguistico, Liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale.

Sottolinea quanto sia urgente l’impegno di tutti perché l’elaborazione didattica, la riflessione sui saperi e le esperienze laboratoriali, attuate negli indirizzi sperimentali, siano accolte nei nuovi licei:

Ritiene che una cifra di riconoscimento della scuola dovrebbe diventare lo stage formativo, come momento di lettura critica della realtà e luogo in cui si mettono in campo e si verificano le competenze, ponendosi come obiettivo prioritario la creazione di contesti educativi in cui si miri a sviluppare competenze progettuali.  

 

Dai suggerimenti emersi in sede plenaria si mette in evidenza la qualità delle esperienze didattiche già in atto nella scuola e l’esigenza di confrontare le finalità formative di esse con gli obiettivi proposti sulla bozza delle Indicazioni Nazionali dei nuovi licei.

 

Dopo ampio dibattito in ogni dipartimento si procede a definire le considerazioni in merito alle diverse discipline.

Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane

 

FILOSOFIA

Criticità: Si rileva prima di tutto che non c’è differenziazione dell’offerta disciplinare nei vari indirizzi di studio (sia rispetto al carico orario disponibile, sia rispetto ai contenuti), invece si potrebbe prospettare un’impostazione didattica che possa meglio contribuire a caratterizzare gli indirizzi secondo il rispettivo profilo formativo.

Il profilo generale e le competenze definite nella bozza ministeriale, infatti, sembrano ben recepire i modelli di sperimentazione didattica, la riflessione epistemologica e l’attenzione allo sviluppo di competenze specifiche sviluppati nel corso degli anni, ma gli obiettivi di apprendimento non corrispondono a quanto dichiarato in tale profilo, presentandosi come una mera elencazione di contenuti disciplinari.

Il Dipartimento di Filosofia non riconosce la valenza dell’approccio alla disciplina proposto dal Ministero, che risulta essere legato ad una visione cronologica e per autori, che impedirebbe di sviluppare, in accordo con gli altri Dipartimenti disciplinari, un curricolo integrato che preveda la presentazione di percorsi e tematiche atti a superare la settorializzazione dei saperi.

Si nota inoltre che al quinto anno, non sono neanche menzionati autori e campi di riflessione ormai considerati fondamentali e importanti nell’ambito della filosofia contemporanea, quali: bioetica, logica, estetica.

SCIENZE UMANE

Criticità: Il Dipartimento propone una diversa articolazione delle discipline che andrebbero ricondotte ad un’unica dizione “Scienze Umane” e trattate, in modo interdisciplinare, nell’arco dei cinque anni.

Nell’organizzazione della didattica bisognerebbe adottare un’ottica integrata che permetta di affrontare i processi formativi, sociali, culturali ed educativi all’interno di contesti che non siano legati unicamente allo sviluppo storico, ma a nodi problematici tipici delle Scienze Umane, es. : Ciclo di vita, Apprendimento e Motivazione, Comunicazione, Ambienti di sviluppo, Fenomeni migratori, Educazione interculturale, ecc.

L’evidente difficoltà di definire confini netti delle scienze umane, si evince anche dal fatto che nelle indicazioni ministeriali del V° anno, autori come Piaget, Bruner, Gardner, Vygoskij, sono annoverati solo tra gli psicologi e non vengono riconosciuti i loro contributi teorici alle Scienze dell’Educazione.

Pedagogia

La storia della Pedagogia è ben trattata, ma non vengono messe in evidenza le problematiche connesse allo sviluppo della Scienza dell’Educazione.

Alcuni obiettivi di apprendimento sono legati allo studio di autori inessenziali, mentre si riterrebbe più utile ridurre la quantità e affinare la scelta su quegli autori che forniscono modelli teorici ed esperienziali, es. : Freire, Don Milani, Morin.

Antropologia

Preoccupa la presenza dell’Antropologia solo al primo biennio, perchè, interagendo con la psicologia può senz’altro favorire la comprensione del processo evolutivo dell’uomo e il rapporto tra filogenesi ed ontogenesi, ma ci sembra oltremodo improbabile che si possa chiedere ad uno studente del 1° biennio di esprimere una riflessione autonoma riguardo alle dinamiche complesse che caratterizzano la realtà contemporanea, così come  proporre un approccio critico a fenomeni quali: globalizzazione, multiculturalità, “rapporto tra culture religiose e razionalizzazione del mondo”. Confinando l’antropologia quindi, solo al primo biennio, manca il supporto di conoscenze interdisciplinari (storiche ed economiche), che sono rinviate al 2° biennio e all’ultimo anno, le quali risultano invece necessarie alla comprensione di tematiche, quali quelle di cui sopra.

Sociologia

Si evidenzia la mancanza di riferimenti a scuole e autori ritenuti fondamentali per lo studio della contemporaneità e, anche i classici individuati, dovrebbero essere integrati con esponenti e opere ormai ritenuti maggiormente significativi per gli apporti forniti alla disciplina, es.: Simmel, Parsons, Goffman, Scuola d Chicago, Scuola di Francoforte.

La Metodologia della Ricerca prevista solo al V° anno dell’Opzione Economico-Sociale, dovrebbe essere presente in entrambi gli indirizzi ed essere estesa a tutto il quinquennio, per far acquisire una competenza che trasversalmente accompagni lo studio e le esperienze di ricerca.

 

 

Dipartimento Storia dell’arte

Criticità: i docenti prendono atto della esclusione dal curricolo dei nuovi licei della Musica/ Storia della musica e dei Linguaggi non verbali e sottolineano un impoverimento dell’offerta formativa poiché tali discipline nei precedenti curricola rafforzavano le abilità e le competenze trasversali, ritenute propedeutiche allo sviluppo degli obiettivi di apprendimento della storia dell’arte al secondo biennio.

Aspetti innovativi e significativi: il profilo generale sottolinea l’opportunità di educare i discenti alla conoscenza dei Beni Culturali, affrontando gli aspetti essenziali riguardanti la questione relativa alla tutela ed alla conservazione, al restauro ed alla legislazione.

Suggerimenti, proposte, scelte didattiche per la scuola e per il dipartimento disciplinare: Relativamente alle programmazione del nuovo liceo linguistico, Liceo delle Scienze umane e Liceo delle scienze umane con opzione economico- sociale, si ritiene di dover  curvare le indicazioni  del profilo generale e degli obiettivi di apprendimento, proposti dal Ministero, alle diverse finalità formative degli indirizzi, anche mediante l’attuazione di percorsi che privilegino la specificità degli stessi.

Nelle scelte didattiche  per la scuola si suggerisce che all’interno di esperienze che coinvolgono più classi, non si perda la validità e l’apporto dei linguaggi non verbali come presupposto metodologico e formativo allo studio di tutte le discipline del quinquennio.

 

Dipartimento di Italiano e Storia

ITALIANO

Criticità: Introduzione allo studio della letteratura alla fine del secondo anno.

Questa prescrizione non ci sembra opportuna né utile,poiché si verifica uno scarto profondo nell’impostazione didattica del biennio che dovrebbe tendere a dare le basi per la comprensione e scrittura dei testi.

La modalità storiografica, che invece è propria del triennio, rischierebbe di confondere alunni che sono ancora in fase di maturazione di competenze.

Lettura dei “Promessi sposi” in seconda

Il dipartimento non è pregiudizialmente contrario alla lettura dell’opera soprattutto se si intende come lettura di brani salienti del testo che diano la dimensione e mostrino la strutturazione narrativa. Tuttavia sarebbe auspicabile poter inserire la lettura del testo manzoniano all’interno di percorsi stabiliti dall’insegnante stesso (quindi anche nella prima classe) tenendo conto della classe, del contesto sociale, delle abilità e delle competenze degli alunni.

Lettura dei poemi epici classici (Iliade, Odissea, Eneide)

Se tale lettura viene ridotta a una conoscenza di contenuti narrativi è del tutto disancorata dal contesto esperienziale degli alunni. Poiché Ulisse ed Enea non sono solo personaggi “favolosi”, ma rappresentano archetipi di valori che si sono sviluppati nel corso dei secoli, riteniamo che tali testi dovrebbero essere inseriti in percorsi (narrativi e poetici) che mostrino l’evoluzione e la ricezione dei miti in senso diacronico.

Lettura dei canti della Divina Commedia

Le indicazioni nazionali impongono la lettura di venticinque canti nel triennio. Il Dipartimento ritiene che sia possibile leggere il numero dei canti suddetto non in modo uniforme, poiché (vista l’esiguità del monte ore settimanale) non sarebbe pensabile proporre per tutti i canti una lettura integrale con relativa analisi testuale.

Raggiungimento degli OSA

Sebbene teoricamente condivisibili, gli OSA del I e II biennio e del V anno, appaiono sovradimensionati; le ore settimanali disponibili non permetterebbero agli studenti di metabolizzare e rielaborare i contenuti.

Suggerimenti: Salvare le abilità di base. Riprendere il progetto di curricolo verticale. Progettare in orario extracurriculare percorsi di lettura atti a integrare e colmare i vuoti lasciati dalle indicazioni ministeriali.

Richiesta di chiarimenti

Perché non si parla di competenze?

Quali le abilità di scrittura richieste alla fine dell’obbligo? visto che le indicazioni parlano espressamente solo di: riassumere, titolare e parafrasare ma aggiungono come abilità anche quelle di “variare registri e punti di vista” ?

Perché non si è tenuto dei risultati dell’OCSE – PISA?

Dove sono le indicazioni metodologiche?

Qual è il nostro compito? Trasmettere un patrimonio rinchiuso in un canone oppure formare lettori intelligenti e pensanti?

STORIA E GEOGRAFIA

Criticità:. Assenza di modularità che limita la possibilità di progettare percorsi pluridisciplinari.

Discrasia tra le indicazioni del profilo generale e competenze e gli OSA.

Non c’è traccia di competenze (vedi documento di Lisbona) né di metodologie idonee al raggiungimento di esse.

Riteniamo non utile interrompere il programma di storia del primo biennio all’anno Mille perché questa scelta finisce per sovraccaricare il programma del secondo biennio, costringendo l’insegnante a compattare periodi importanti per la comprensione del presente.

Gli OSA, sebbene teoricamente condivisibili, si rivelano non rispondenti a tutte le tipologie liceali. Non ci sembra che le indicazioni ministeriali diano una svolta innovativa alle discipline.

Il vincolo dei contenuti impedisce la pratica di una didattica “per temi” che finora si è dimostrata più motivante anche per quegli allievi non troppo inclini allo studio della storia.

Lo studio della storia, così come suggerito dalle indicazioni ministeriali, non favorisce un approccio problematico e plurale degli allievi tanto al sapere quanto alla metodologia storica.

 

Dipartimento di Matematica e Fisica

MATEMATICA

Criticità e aspetti innovativi: L’aspetto innovativo e significativo è l’introduzione della statistica e della probabilità per tutti gli indirizzi. In particolar modo nell’indirizzo scienze umane opzione economico-sociale, è possibile, fin dal primo biennio, introdurre lo studio dei fenomeni (scientifici, sociali) attraverso un modello matematico apportando conoscenze elementari sulla micro-macroeconomia ed econometria applicata alla finanza. A tal proposito sarebbe interessante lavorare in compresenza, nell’ambito dell’approfondimento, con il docente di sociologia, per uno studio sulla regolamentazione dei mercati. Certamente, appare inadeguata, in relazione al quadro orario, l’introduzione dello studio della geometria analitica dello spazio.

Inoltre, a parità di programmi, e quindi di competenze che lo studente dovrà “padroneggiare” tra l’indirizzo scienze umane e l’opzione economico-sociale c’è una differenza di più del 30% di ore settimanali e in classi che diventano sempre più numerose. Con questi vincoli, non appare possibile realizzare lo stesso percorso formativo che permetta allo studente di possedere eguali competenze in uscita.

FISICA

Gli aspetti innovativi introdotti in fisica, quali i collegamenti con le applicazioni tecnologiche nonché con argomenti probabilmente complessi (equazioni di Maxwell) si potrebbero trasformare in criticità, poiché, potrebbero venire a mancare gli strumenti di raccordo con le discipline affini necessarie ad un’accezione unitaria.

Il dipartimento disciplinare si auspica che vengano dedicate maggiori risorse economiche alle attrezzature didattiche e alle nuove tecnologie dedicate all’insegnamento (laboratorio di fisica, strumenti multimediali, laboratorio di informatica) e alla formazione del personale docente.

 

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