C. Rovelli (fisico), "Scienza e cultura classica"
“Scienza e cultura umanistica sono entrambe imprese umane che costruiscono nuovi modi di pensare il mondo, per comprenderlo meglio. Il mondo è complesso, e per cercare di comprenderlo servono strumenti di pensiero ricchi e diversi. La cultura italiana odierna ancora tiene scienze e cultura classica ben separate, e si rende miope alla complessità e alla bellezza del mondo, che sono rivelate da entrambe. (…)
Il mio auspicio è che l’Italia sappia comprendere che il sapere nuovo del nostro secolo nasce da un’intensa combinazione fra contributi che vengono da paesi diversi e che mescolano sempre più in profondità la visione scientifica del mondo a quella umanistica. Ci insegnano altrettanto su noi stessi Dante e Omero quanto Copernico e Darwin. C’è altrettanta bellezza , umanità, intelligenza e mistero in una pagina di Franz Schubert e in una pagina di Albert Einstein. Entrambe ci forniscono chiavi per pensare il mondo. Entrambe ci mostrano qualcosa su come percepire la realtà, qualche cosa di profondo, e insieme di effimero e leggero, perché in ogni caso comprendiamo che il nostro sapere rimane fragile, parziale e provvisorio.
Mi piacerebbe che la scuola imparasse a insegnare questo ai ragazzi, affinché l’Italia continuasse a essere parte viva e attiva nella nuova vasta e straordinaria cultura che la nuova koiné del nostro secolo sta costruendo”.
da V. Lingiardi e N. Vassallo, Terza cultura. Idee per un futuro sostenibile, Il Saggiatore 2011, pp.204-206
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