Report sulle competenze nel Liceo delle Scienze Sociali (Amelia Stancanelli)
Amelia Stancanelli
Report sulle competenze nel
Liceo delle Scienze Sociali
PREMESSA
“Lavorare per competenze” è da qualche tempo un obiettivo - più spesso sbandierato che realmente perseguito - in ogni ordine e grado di scuola. In nome di questo obiettivo si fanno convegni, corsi di formazione e aggiornamento, incontri seminariali e quant’ altro. L’ esigenza di mettersi seriamente sulla scia di questa modalità di lavoro nella scuola è stata rafforzata - a partire dal 2007 - dalla pubblicazione di un documento fondamentale, Le Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006. Ulteriore incentivo - se ce ne fosse bisogno - è l’ innalzamento dell’ obbligo fino a 16 anni, o meglio, come recita la legge (L. 296/06 - Finanziaria 2007, art. 1, comma 622), fino a “consentire, una volta conseguito il titolo di studio conclusivo del primo ciclo, l’acquisizione dei saperi e delle competenze previste dai curricula relativi ai primi due anni degli istituti di istruzione secondaria superiore”.
Poniamoci dunque nella prospettiva di assumere questa mentalità e di impostare correttamente in tale direzione il processo di insegnamento/apprendimento nella scuola. A partire dal chiarire a noi stessi la natura del termine ed il contesto in cui tutto questo è maturato.
Un po’ di storia
Il termine “Competenze” è entrato ufficialmente nel lessico scolastico italiano con un documento di lavoro del Gruppo di studio tecnico costituito con D.C.M. 12 luglio 1999, allo scopo di elaborare le riflessioni scaturite da due iniziative di carattere nazionale: il convegno di Frascati, "Definire le competenze per la scuola dell'autonomia", organizzato dal Cede e dal Coordinamento per l'autonomia (cfr. "Annali della Pubblica Istruzione”, n. 1 2, 1999 e n. 5 6,1999) e il seminario di Bologna "Quali competenze per i nuovi curricoli?”, curato dall'associazione "Progetto per la scuola" e dal "Forum delle associazioni disciplinari" (cfr. "Annali della Pubblica 1struzione ", n. 3 4, 1999).
I nodi tematici emersi in quelle due occasioni hanno costituito l’ ossatura del documento finale che venne approvato l'11 gennaio 2000. Questo è l’ indice dello snello e succoso documento, dal quale si può evincere chiaramente l’ articolarsi del discorso, fino alla conclusione che ci indica la competenza sovrana: imparare ad apprendere.
PARTE PRIMA: PER UNA NOZIONE CONDIVISA DI COMPETENZA
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La risorsa umana come risorsa strategica
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La didattica fondata sulla acquisizione delle competenze come snodo cruciale della formazione
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L'inscindibile connessione tra conoscenza e competenza: le competenze come utilizzazione e padroneggiamento delle conoscenze
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Le competenze tra evoluzione storico sociale e istanze motivazionali
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La certificazione delle competenze: la ricerca di un equilibrato rapporto tra la complessità del processo formativo e la valutazione puntuale del suo esito
PARTE SECONDA: DALLE COMPETENZE AI "NUCLEI FONDANTI”
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Il valore formativo delle conoscenze
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Per una possibile definizione di "nucleo fondante"
PARTE. TERZA: LA COSTRUZIONE DEI CURRICOLI
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Il riordino dei cieli: una struttura organica innervata da curricoli progressivi
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Nuovi curricoli e "nuclei fondanti"
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Per un possibile percorso di costruzione dei curricoli
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Per un possibile percorso di apprendimento
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Curricoli e apprendimento: un nesso inscindibile
CONCLUSIONE
Imparare a imparare come "competenza delle competenze"
Ma già a quella data erano apparsi moltissimi scritti sulle competenze in ambito scolastico: il termine è stato infatti importato da settori lavorativi diversi e coniugato poi ai vari livelli scolari. Il processo, peraltro, si innesta in quel percorso di approfondimento del tema delle competenze in ambito europeo, che ha ormai una storia significativa, sia in termini cronologici che contenutistici. L’Europa ha iniziato nel 1989 ad affrontare il problema della certificazione delle competenze a partire dai meccanismi di mutuo riconoscimento, tra Paesi membri, delle attestazioni di qualifiche professionali rilasciate, al fine di incentivare e facilitare la mobilità di persone, studenti e lavoratori. Viene da allora posto l’ accento sulla leggibilità e trasferibilità delle competenze possedute dai lavoratori al fine della loro mobilità, e dunque queste vengono considerate come il capitale distintivo dell’UE nel quadro del paradigma “dell’Europa delle conoscenze”. La gestione delle competenze viene quindi riconosciuta come uno dei fattori principali su cui investire per fare dell’Unione europea la “Società della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”1 . Dal Consiglio di Lisbona in poi il concetto di competenza viene posto al centro dei processi di innovazione ed integrazione tra sistemi educativi e formativi, anche nella dimensione individuale che riguarda il processo soggettivo di acquisizione di competenze nei diversi contesti di apprendimento formali, informali e non formali. Il perseguimento di una tale strategia presuppone tuttavia la riconoscibilità, valutabilità e certificabilità delle competenze attraverso criteri oggettivi e strumenti condivisi. A tal fine, attraverso tre successive Direttive (D. CEE 89/48; D. CEE 92/51; D. CEE 99/42), l'Unione è arrivata a definire tre principi fondamentali:
- la reciproca fiducia tra sistemi formativi-educativi dei paesi membri;
- i meccanismi di riconoscimento interpretati nel modo più favorevole alla persona;
- le attestazioni di competenza rilasciabili in seguito ad un “apprezzamento delle qualità personali, delle attitudini o delle conoscenze del richiedente da parte di un’autorità, senza preventiva formazione”.
Questi documenti sanciscono il principio che le competenze di un soggetto, comunque e dovunque acquisite, devono essere opportunamente validate e certificate per costituire un credito spendibile. Tali principi sono stati affrontati in primo luogo nel Libro bianco su istruzione e formazione Insegnare e apprendere. Verso la società conoscitiva, del 1995, dove si afferma l'importanza dell'individuazione, in tutti i Paesi europei, di “competenze chiave” e di strumenti per acquisirle, valutarle, certificarle, puntando l'attenzione sull'importanza di “mettere in atto un processo europeo in grado di confrontare e diffondere tali definizioni, metodi, pratiche”2. L'obiettivo da raggiungere: la realizzazione di un sistema di accreditamento delle competenze al fine del riconoscimento formale, per ogni individuo, del proprio patrimonio di competenze e conoscenze.
In base a queste premesse è stato creato nel 1998 il Forum sulla trasparenza delle certificazioni e delle qualificazioni su iniziativa della Commissione europea e del Cedefop, con il compito di formulare strategie per eliminare ostacoli alla mobilità e offrire soluzioni alla trasparenza delle qualifiche 3. Nel corso degli ultimi anni l'Unione europea nel Consiglio europeo di Barcellona del 2002 e nel Processo di Bruges-Copenaghen (volto a favorire una maggiore cooperazione tra gli Stati Europei in materia di istruzione e formazione), seguendo la linea inaugurata dal processo di Bologna e dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000, si è proposta di favorire una cooperazione più stretta tra i Paesi membri in tema di competenze, trasferibilità di crediti e mutuo riconoscimento, enfatizzando nuovi sistemi di certificazione a livello europeo. In particolare, per poter creare nuovi e migliori posti di lavoro, anche in vista della promozione della mobilità dei lavoratori, è fondamentale che venga adottato da parte dei Paesi membri un quadro comune d'azione per lo sviluppo e il reciproco riconoscimento delle competenze e delle qualifiche lungo tutto l'arco della vita. A giugno 2002 a Bruxelles, nel corso della conferenza internazionale degli Stati membri, si è anche avviato un nuovo sistema di unità capitalizzabili quali crediti riconoscibili e trasferibili all'interno di un quadro comune condiviso 4. Le linee guida insistono in particolare su:
- la trasparenza: gli Stati membri sono chiamati ad elaborare certificati trasparenti e ad aumentare la visibilità delle competenze acquisite dagli individui (supplemento al certificato, curriculum vitae europeo, Europass-formazione);
- il riconoscimento delle qualifiche professionali e delle competenze: l'Unione europea invita gli Stati membri a sperimentare metodologie e strumenti di compatibilità e comparabilità delle qualifiche e sistemi di unità capitalizzabili e trasferibili a livello europeo, al fine di raggiungere un riconoscimento delle qualifiche e delle competenze acquisite in esperienze formali e non formali;
- la qualità dell'insegnamento e della formazione professionale: consiste nel mettere a punto procedure di certificazione e di valutazione partendo da norme internazionali esistenti (Iso, Cen). L'adozione delle competenze è per questo considerata ormai uno snodo strategico in grado di mettere in comunicazione e far dialogare i diversi sub-sistemi tra loro (scuola, formazione professionale, lavoro). In questa direzione le politiche formative avviate nei diversi paesi convergono verso obiettivi comuni di personalizzazione dei percorsi e valorizzazione delle competenze individuali.
A seguito di questo complesso di interventi ormai si è creata una larga condivisione sul significato del termine “competenze”, e perciò siamo in grado di farne uso nei vari settori disciplinari in un modo sufficientemente univoco. Rifacendoci alla definizione del documento da cui abbiamo preso le mosse, «Le competenze si costruiscono sulla base di conoscenze ... si esplicano cioè come utilizzazione e padroneggiamento delle conoscenze.... si configurano altresì come strutture mentali capaci di trasferire la loro valenza in diversi campi, generando così dinamicamente anche una spirale di altre conoscenze e competenze». Per competenza in ambito scolastico si intende dunque ciò che, in un contesto dato, si sa fare (abilità) sulla base di un sapere (conoscenze), per raggiungere l’obiettivo atteso e produrre conoscenza; è quindi la disposizione a scegliere, utilizzare e padroneggiare le conoscenze, tramite capacità e abilità idonee, in un contesto determinato e/o risolvere un problema dato. Le competenze costituiscono il prodotto dell’apprendimento che la scuola è chiamata a far costruire da parte degli allievi, ma queste devono ovviamente essere raccordate con l’acquisizione di conoscenze ed abilità.
Da tutto quanto detto emerge la necessità di curricoli essenziali, flessibili, di chiari criteri di raccordo condivisi, affinché il curricolo di studi complessivo risulti equilibrato e costruito concretamente su convergenze e sinergie formative capaci di promuovere apprendimento.
Il dibattito di questi ultimi anni ha chiarito che la questione può essere affrontata con successo se conveniamo di partire dai nuclei fondanti delle discipline. La definizione dei nuclei fondanti dell’apprendimento - però - non è una operazione disciplinare ma multidisciplinare.
Sempre il documento del 2000 ("Quali competenze per i nuovi curricoli?”, cit.) chiarisce : «Nel processo di insegnamento/apprendimento il "nucleo fondante" configura quanto delle conoscenze è indispensabile utilizzare e padroneggiare in una prospettiva dinamica e generativa. Rispetto al campo di conoscenza, ovvero alle discipline implicate, il “nucleo fondante” esprime quegli elementi di pregnanza e di caratterizzazione, tolti i quali le discipline stesse vengono meno».
Le Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (L. 394/12 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30.12.2006) costituiscono un ulteriore passo avanti in questo cammino comune che abbiamo delineato. Esse infatti tracciano il prospetto delle COMPETENZE CHIAVE PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE IN UN QUADRO DI RIFERIMENTO EUROPEO e si configurano come un documento della massima importanza per tutti i sistemi educativi e non solo, dato che si pongono nella prospettiva della cosiddetta Lifelong learning.
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IL DOCUMENTO Contesto ed obiettivi Dato che la globalizzazione continua a porre l'Unione europea di fronte a nuove sfide, ciascun cittadino dovrà disporre di un'ampia gamma di competenze chiave per adattarsi in modo flessibile a un mondo in rapido mutamento e caratterizzato da forte interconnessione. L'istruzione nel suo duplice ruolo — sociale ed economico — è un elemento determinante per assicurare che i cittadini europei acquisiscano le competenze chiave necessarie per adattarsi con flessibilità a siffatti cambiamenti. In particolare, muovendo dalle diverse competenze individuali, occorre rispondere alle diverse esigenze dei discenti assicurando la parità e l'accesso a quei gruppi che, a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di un sostegno particolare per realizzare le loro potenzialità educative. Esempi di tali gruppi includono le persone con scarse competenze di base, in particolare con esigue capacità di scrittura, i giovani che abbandonano prematuramente la scuola, i disoccupati di lunga durata e coloro che tornano al lavoro dopo un lungo periodo di assenza, gli anziani, i migranti e le persone disabili. In questo contesto i principali scopi del quadro di riferimento sono:
Competenze chiave Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave:
Le competenze chiave sono considerate ugualmente importanti, poiché ciascuna di esse può contribuire a una vita positiva nella società della conoscenza. Molte delle competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un ambito favoriscono la competenza in un altro. La competenza nelle abilità fondamentali del linguaggio, della lettura, della scrittura e del calcolo e nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) è una pietra angolare per l'apprendimento, e il fatto di imparare a imparare è utile per tutte le attività di apprendimento. Vi sono diverse tematiche che si applicano nel quadro di riferimento: pensiero critico, creatività, iniziativa, capacità di risolvere i problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacità di gestione costruttiva dei sentimenti svolgono un ruolo importante per tutte e otto le competenze chiave.
1. Comunicazione nella madrelingua5 Definizione: La comunicazione nella madrelingua è la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali, quali istruzione e formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: La competenza comunicativa risulta dall'acquisizione della madrelingua, che è intrinsecamente connessa con lo sviluppo della capacità cognitiva dell’individuo di interpretare il mondo e relazionarsi con gli altri. La comunicazione nella madrelingua presuppone che una persona sia a conoscenza del vocabolario, della grammatica funzionale e delle funzioni del linguaggio. Ciò comporta una conoscenza dei principali tipi di interazione verbale, di una serie di testi letterari e non letterari, delle principali caratteristiche dei diversi stili e registri del linguaggio nonché della variabilità del linguaggio e della comunicazione in contesti diversi. Le persone dovrebbero possedere le abilità per comunicare sia oralmente sia per iscritto in tutta una serie di situazioni comunicative e per sorvegliare e adattare la propria comunicazione a seconda di come lo richieda la situazione. Questa competenza comprende anche l’abilità di distinguere e di utilizzare diversi tipi di testi, di cercare, raccogliere ed elaborare informazioni, di usare sussidi e di formulare ed esprimere le argomentazioni in modo convincente e appropriato al contesto, sia oralmente sia per iscritto. Un atteggiamento positivo nei confronti della comunicazione nella madrelingua comporta la disponibilità a un dialogo critico e costruttivo, la consapevolezza delle qualità estetiche e la volontà di perseguirle nonché un interesse a interagire con gli altri. Ciò comporta la consapevolezza dell'impatto della lingua sugli altri e la necessità di capire e usare la lingua in modo positivo e socialmente responsabile.
2. Comunicazione in lingue straniere6 Definizione: La comunicazione nelle lingue straniere condivide essenzialmente le principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua: essa si basa sulla capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta — comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta — in una gamma appropriata di contesti sociali e culturali — istruzione e formazione, lavoro, casa, tempo libero — a seconda dei desideri o delle esigenze individuali. La comunicazione nelle lingue straniere richiede anche abilità quali la mediazione e la comprensione interculturale. Il livello di padronanza di un individuo varia inevitabilmente tra le quattro dimensioni (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e tra le diverse lingue e a seconda del suo background sociale e culturale, del suo ambiente e delle sue esigenze e/o dei suoi interessi. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: La competenza in lingue straniere richiede la conoscenza del vocabolario e della grammatica funzionale e una consapevolezza dei principali tipi di interazione verbale e dei registri del linguaggio. È importante anche la conoscenza delle convenzioni sociali, dell’aspetto culturale e della variabilità dei linguaggi. Le abilità essenziali per la comunicazione in lingue straniere consistono nella capacità di comprendere messaggi di iniziare, sostenere e concludere conversazioni e di leggere, comprendere e produrre testi appropriati alle esigenze individuali. Le persone dovrebbero essere anche in grado di usare adeguatamente i sussidi e di imparare le lingue anche in modo informale nel contesto dell'apprendimento permanente. Un atteggiamento positivo comporta l'apprezzamento della diversità culturale nonché l’interesse e la curiosità per le lingue e la comunicazione interculturale.
3. Competenza matematica e competenze di base in campo scientifico e tecnologico. Definizione: A. La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane. Partendo da una solida padronanza delle competenze aritmeticomatematiche, l'accento è posto sugli aspetti del processo e dell’attività oltre che su quelli della conoscenza. La competenza matematica comporta, in misura variabile, la capacità e la disponibilità a usare modelli matematici di pensiero (pensiero logico e spaziale) e di presentazione (formule, modelli, costrutti, grafici, carte). B. La competenza in campo scientifico si riferisce alla capacità e alla disponibilità a usare l'insieme delle conoscenze e delle metodologie possedute per spiegare il mondo che ci circonda sapendo identificare le problematiche e traendo le conclusioni che siano basate su fatti comprovati. La competenza in campo tecnologico è considerata l’applicazione di tale conoscenza e metodologia per dare risposta ai desideri o bisogni avvertiti dagli esseri umani. La competenza in campo scientifico e tecnologico comporta la comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascun cittadino. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: A. La conoscenza necessaria nel campo della matematica comprende una solida conoscenza del calcolo, delle misure e delle strutture, delle operazioni di base e delle presentazioni matematiche di base, una comprensione dei termini e dei concetti matematici e una consapevolezza dei quesiti cui la matematica può fornire una risposta. Una persona dovrebbe disporre delle abilità per applicare i principi e processi matematici di base nel contesto quotidiano nella sfera domestica e sul lavoro nonché per seguire e vagliare concatenazioni di argomenti. Una persona dovrebbe essere in grado di svolgere un ragionamento matematico, di cogliere le prove matematiche e di comunicare in linguaggio matematico oltre a saper usare i sussidi appropriati. Un’attitudine positiva in relazione alla matematica si basa sul rispetto della verità e sulla disponibilità a cercare motivazioni e a determinarne la validità. B. Per quanto concerne la scienza e tecnologia, la conoscenza essenziale comprende i principi di base del mondo naturale, i concetti, principi e metodi scientifici fondamentali, la tecnologia e i prodotti e processi tecnologici, nonché la comprensione dell'impatto della scienza e della tecnologia sull'ambiente naturale. Queste competenze dovrebbero consentire alle persone di comprendere meglio i progressi, i limiti e i rischi delle teorie e delle applicazioni scientifiche e della tecnologia nella società in senso lato (in relazione alla presa di decisioni, ai valori, alle questioni morali, alla cultura, ecc.). Le abilità comprendono la capacità di utilizzare e maneggiare strumenti e macchinari tecnologici nonché dati scientifici per raggiungere un obiettivo o per formulare una decisione o conclusione sulla base di dati probanti. Le persone dovrebbero essere anche in grado di riconoscere gli aspetti essenziali dell’indagine scientifica ed essere capaci di comunicare le conclusioni e i ragionamenti afferenti. Questa competenza comprende un’attitudine di valutazione critica e curiosità, un interesse per questioni etiche e il rispetto sia per la sicurezza sia per la sostenibilità, in particolare per quanto concerne il progresso scientifico e tecnologico in relazione all'individuo, alla famiglia, alla comunità e alle questioni di dimensione globale.
4. Competenza digitale Definizione: la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza La competenza digitale presuppone una solida consapevolezza e conoscenza della natura, del ruolo e delle opportunità delle TSI nel quotidiano: nella vita privata e sociale come anche al lavoro. In ciò rientrano le principali applicazioni informatiche come trattamento di testi, fogli elettronici, banche dati, memorizzazione e gestione delle informazioni oltre a una consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi di Internet e della comunicazione tramite i supporti elettronici (e-mail, strumenti della rete) per il lavoro, il tempo libero, la condivisione di informazioni e le reti collaborative, l’apprendimento e la ricerca. Le persone dovrebbero anche essere consapevoli di come le TSI possono coadiuvare la creatività e l’innovazione e rendersi conto delle problematiche legate alla validità e all'affidabilità delle informazioni disponibili e dei principi giuridici ed etici che si pongono nell’uso interattivo delle TSI. Le abilità necessarie comprendono: la capacità di cercare, raccogliere e trattare le informazioni e di usarle in modo critico e sistematico, accertandone la pertinenza e distinguendo il reale dal virtuale pur riconoscendone le correlazioni. Le persone dovrebbero anche essere capaci di usare strumenti per produrre, presentare e comprendere informazioni complesse ed essere in grado di accedere ai servizi basati su Internet, farvi ricerche e usarli. Le persone dovrebbero anche essere capaci di usare le TSI a sostegno del pensiero critico, della creatività e dell’innovazione. L’uso delle TSI comporta un'attitudine critica e riflessiva nei confronti delle informazioni disponibili e un uso responsabile dei mezzi di comunicazione interattivi. Anche un interesse a impegnarsi in comunità e reti a fini culturali, sociali e/o professionali serve a rafforzare tale competenza.
5. Imparare a imparare Definizione: Imparare a imparare è l’abilità di perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello individuale che in gruppo. Questa competenza comprende la consapevolezza del proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni, l'identificazione delle opportunità disponibili e la capacità di sormontare gli ostacoli per apprendere in modo efficace. Questa competenza comporta l’acquisizione, l’elaborazione e l’assimilazione di nuove conoscenze e abilità come anche la ricerca e l’uso delle opportunità di orientamento. Il fatto di imparare a imparare fa sì che i discenti prendano le mosse da quanto hanno appreso in precedenza e dalle loro esperienze di vita per usare e applicare conoscenze e abilità in tutta una serie di contesti: a casa, sul lavoro, nell'istruzione e nella formazione. La motivazione e la fiducia sono elementi essenziali perché una persona possa acquisire tale competenza. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: Laddove l’apprendimento è finalizzato a particolari obiettivi lavorativi o di carriera, una persona dovrebbe essere a conoscenza delle competenze, conoscenze, abilità e qualifiche richieste. In tutti i casi imparare a imparare comporta che una persona conosca e comprenda le proprie strategie di apprendimento preferite, i punti di forza e i punti deboli delle proprie abilità e qualifiche e sia in grado di cercare le opportunità di istruzione e formazione e gli strumenti di orientamento e/o sostegno disponibili. Le abilità per imparare a imparare richiedono anzitutto l’acquisizione delle abilità di base come la lettura, la scrittura e il calcolo e l’uso delle competenze TIC necessarie per un apprendimento ulteriore. A partire da tali competenze una persona dovrebbe essere in grado di acquisire, procurarsi, elaborare e assimilare nuove conoscenze e abilità. Ciò comporta una gestione efficace del proprio apprendimento, della propria carriera e dei propri schemi lavorativi e, in particolare, la capacità di perseverare nell’apprendimento, di concentrarsi per periodi prolungati e di riflettere in modo critico sugli obiettivi e le finalità dell’apprendimento. Una persona dovrebbe essere in grado di consacrare del tempo per apprendere autonomamente e con autodisciplina, ma anche per lavorare in modo collaborativo quale parte del processo di apprendimento, di cogliere i vantaggi che possono derivare da un gruppo eterogeneo e di condividere ciò che ha appreso. Le persone dovrebbero inoltre essere in grado di organizzare il proprio apprendimento, di valutare il proprio lavoro e di cercare consigli, informazioni e sostegno, ove necessario. Un’attitudine positiva comprende la motivazione e la fiducia per perseverare e riuscire nell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Un’attitudine ad affrontare i problemi per risolverli serve sia per il processo di apprendimento stesso sia per poter gestire gli ostacoli e il cambiamento. Il desiderio di applicare quanto si è appreso in precedenza e le proprie esperienze di vita nonché la curiosità di cercare nuove opportunità di apprendere e di applicare l’apprendimento in una gamma di contesti della vita sono elementi essenziali di un’attitudine positiva.
6. Competenze sociali e civiche Definizione: Queste includono competenze personali, interpersonali e interculturali e riguardano tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita in società sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti ove ciò sia necessario. La competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: A. La competenza sociale è collegata al benessere personale e sociale che richiede la consapevolezza di ciò che gli individui devono fare per conseguire una salute fisica e mentale ottimali, intese anche quali risorse per se stessi, per la propria famiglia e per l'ambiente sociale immediato di appartenenza e la conoscenza del modo in cui uno stile di vita sano vi può contribuire. Per un’efficace partecipazione sociale e interpersonale è essenziale comprendere i codici di comportamento e le maniere generalmente accettati in diversi ambienti e società (ad esempio sul lavoro). È altresì importante conoscere i concetti di base riguardanti gli individui, i gruppi, le organizzazioni del lavoro, la parità e la non discriminazione tra i sessi, la società e la cultura. È essenziale inoltre comprendere le dimensioni multiculturali e socioeconomiche delle società europee e il modo in cui l’identità culturale nazionale interagisce con l’identità europea. La base comune di questa competenza comprende la capacità di comunicare in modo costruttivo in ambienti diversi, di mostrare tolleranza, di esprimere e di comprendere diversi punti di vista, di negoziare con la capacità di creare fiducia e di essere in consonanza con gli altri. Le persone dovrebbero essere in grado di venire a capo di stress e frustrazioni e di esprimere questi ultimi in modo costruttivo e dovrebbero anche distinguere tra la sfera personale e quella professionale. La competenza si basa sull'attitudine alla collaborazione, l'assertività e l'integrità. Le persone dovrebbero provare interesse per lo sviluppo socioeconomico e la comunicazione interculturale, e dovrebbero apprezzare la diversità e rispettare gli altri ed essere pronte a superare i pregiudizi e a cercare compromessi. B. La competenza civica si basa sulla conoscenza dei concetti di democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili, anche nella forma in cui essi sono formulati nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e nelle dichiarazioni internazionali e nella forma in cui sono applicati da diverse istituzioni a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale. Essa comprende la conoscenza delle vicende contemporanee nonché dei principali eventi e tendenze nella storia nazionale, europea e mondiale. Si dovrebbe inoltre sviluppare la consapevolezza degli obiettivi, dei valori e delle politiche dei movimenti sociali e politici. È altresì essenziale la conoscenza dell'integrazione europea, nonché delle strutture, dei principali obiettivi e dei valori dell'UE, come pure una consapevolezza delle diversità e delle identità culturali in Europa. Le abilità in materia di competenza civica riguardano la capacità di impegnarsi in modo efficace con gli altri nella sfera pubblica nonché di mostrare solidarietà e interesse per risolvere i problemi che riguardano la collettività locale e la comunità allargata. Ciò comporta una riflessione critica e creativa e la partecipazione costruttiva alle attività della collettività o del vicinato, come anche la presa di decisioni a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale ed europeo, in particolare mediante il voto. Il pieno rispetto dei diritti umani, tra cui anche quello dell'uguaglianza quale base per la democrazia, la consapevolezza e la comprensione delle differenze tra sistemi di valori di diversi gruppi religiosi o etnici pongono le basi per un atteggiamento positivo. Ciò significa manifestare sia un senso di appartenenza al luogo in cui si vive, al proprio paese, all’UE e all’Europa in generale e al mondo, sia la disponibilità a partecipare al processo decisionale democratico a tutti i livelli. Vi rientra anche il fatto di dimostrare senso di responsabilità, nonché comprensione e rispetto per i valori condivisi, necessari ad assicurare la coesione della comunità, come l rispetto dei principi democratici. La partecipazione costruttiva comporta anche attività civili, il sostegno alla diversità sociale, alla coesione e allo sviluppo sostenibile e una disponibilità a rispettare i valori e la sfera privata degli altri.
7. Senso di iniziativa e di imprenditorialità Definizione: Il senso di iniziativa e l’imprenditorialità concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l'innovazione e l'assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una competenza che aiuta gli individui, non solo nella loro vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: La conoscenza necessaria a tal fine comprende l'abilità di identificare le opportunità disponibili per attività personali, professionali e/o economiche, comprese questioni più ampie che fanno da contesto al modo in cui le persone vivono e lavorano, come ad esempio una conoscenza generale del funzionamento dell’economia, delle opportunità e sfide che si trovano ad affrontare i datori di lavoro o un’organizzazione. Le persone dovrebbero essere anche consapevoli della posizione etica delle imprese e del modo in cui esse possono avere un effetto benefico, ad esempio mediante il commercio equo e solidale o costituendo un’impresa sociale. Le abilità concernono una gestione progettuale proattiva (che comprende ad esempio la capacità di pianificazione, di organizzazione, di gestione, di leadership e di delega, di analisi, di comunicazione, di rendicontazione, di valutazione e di registrazione), la capacità di rappresentanza e negoziazione efficaci e la capacità di lavorare sia individualmente sia in collaborazione all'interno di gruppi. Occorre anche la capacità di discernimento e di identificare i propri punti di forza e i propri punti deboli e di soppesare e assumersi rischi all'occorrenza. Un’attitudine imprenditoriale è caratterizzata da spirito di iniziativa, capacità di anticipare gli eventi, indipendenza e innovazione nella vita privata e sociale come anche sul lavoro. In ciò rientrano la motivazione e la determinazione a raggiungere obiettivi, siano essi personali, o comuni con altri, anche sul lavoro.
8. Consapevolezza ed espressione culturali Definizione: Consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza: La conoscenza culturale presuppone una consapevolezza del retaggio culturale locale, nazionale ed europeo e della sua collocazione nel mondo. Essa riguarda una conoscenza di base delle principali opere culturali, comprese quelle della cultura popolare contemporanea. È essenziale cogliere la diversità culturale e linguistica in Europa e in altre parti del mondo, la necessità di preservarla e l’importanza dei fattori estetici nella vita quotidiana. Le abilità hanno a che fare sia con la valutazione sia con l’espressione: la valutazione e l'apprezzamento delle opere d’arte e delle esibizioni artistiche nonché l’autoespressione mediante un’ampia gamma di mezzi di comunicazione facendo uso delle capacità innate degli individui. Tra le abilità vi è anche la capacità di correlare i propri punti di vista creativi ed espressivi ai pareri degli altri e di identificare e realizzare opportunità sociali ed economiche nel contesto dell’attività culturale. L'espressione culturale è essenziale nello sviluppo delle abilità creative, che possono esser trasferite in molti contesti professionali. Una solida comprensione della propria cultura e un senso di identità possono costituire la base di un atteggiamento aperto verso la diversità dell’espressione culturale e del rispetto della stessa. Un atteggiamento positivo è legato anche alla creatività e alla disponibilità a coltivare la capacità estetica tramite l’autoespressione artistica e la partecipazione alla vita culturale.
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LA TRADUZIONE OPERATIVA DEL DOCUMENTO DI LISBONA
Il lavoro che segue non è un “commento” al documento, ma si configura piuttosto come un “accompagnamento” alla lettura dello stesso, tanto per una esigenza di maggiore chiarezza, quanto per rendere più immediatamente visibili - e quindi traducibili nella pratica didattica - i suoi contenuti.
Il documento è seguito e riportato, quando possibile, passo passo. Solo in caso di necessità sono state operate delle sintesi. Ogni competenza, in pratica, è stata declinata su tabelle, ciascuna delle quali ne scompone e disaggrega gli indicatori. Una lettura analitica ci porta ad individuare:
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la Definizione → la competenza chiave viene definita in termini delle conoscenze, abilità/capacità e attitudini (atteggiamenti positivi) che la compongono. Ciò consente di avere chiare le FINALITÀ da raggiungere per considerare acquisita la competenza.
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gli Indicatori per la misurazione → attraverso uno “smontaggio” del testo del documento vengono esplicitate separatamente le conoscenze, le abilità e le attitudini essenziali legate alla competenza. Ciò consente di avere chiari gli OBIETTIVI da conseguire e ricavarne i descrittori con i quali misurarli.
Ci preme precisare e ribadire che le Raccomandazioni di Lisbona non si rivolgono specificamente al mondo della scuola, ma riguardano “il cittadino europeo” in qualunque contesto, di qualunque età e livello culturale.
Rapportandole alla realtà scolastica, esse possono essere adeguate a studenti di qualunque età e di qualsivoglia ordine e grado di scuola, dall’ Elementare all’ Università. Certamente occorre passare da un primo momento di pura e semplice “organizzazione” del testo - quello che ci ha portato ad una migliore leggibilità dello stesso - ad una fase realmente operativa. Per fare ciò bisognerà scandire i descrittori di livello; vale a dire che ciascun docente dovrà rapportare ciascun indicatore al contesto in cui opera, e tradurlo in operazioni concrete e misurabili, in modo che da queste si possa poi procedere alla misurazione per la verifica, e, se necessario, per la valutazione. Verranno cioè declinate le conoscenze, le abilità e le attitudini al livello del soggetto, e dunque in rapporto all’ età, al livello di scolarità, al livello di competenze già possedute. Ciò consentirà di avere chiari gli OBIETTIVI MINIMI da conseguire e di definire i contenuti dell’ insegnamento/apprendimento, nonché di ricavarne ulteriori e più dettagliati indicatori per giungere alla valutazione formativa e/o sommativa. Una tabella “vuota” (C.) viene suggerita per questa ulteriore operazione, che va fatta nello specifico dal singolo insegnante e/o dal consiglio di classe, o ancora, da dipartimenti disciplinari.
Un’ ultima osservazione in premessa : le otto competenze sono diventate dieci, in quanto, per un adeguamento alla nostra struttura disciplinare (pensiamo, ad esempio, al riferimento delle classi di concorso dei docenti), due di esse (competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenze sociali e civiche) sono state scisse e analizzate separatamente.
1. Comunicazione nella madrelingua
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Definizione
La comunicazione nella madrelingua è la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali, quali istruzione e formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
interpretare il mondo e relazionarsi con gli altri |
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CONOSCENZE |
del vocabolario |
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Della grammatica funzionale |
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Delle funzioni del linguaggio |
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dei principali tipi di interazione verbale, |
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di una serie di testi letterari e non letterari |
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Delle principali caratteristiche dei diversi stili e registri del linguaggio |
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Della variabilità del linguaggio e della comunicazione in contesti diversi.
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ABILITÀ (capacità) |
di comunicare sia oralmente sia per iscritto in tutta una serie di situazioni comunicative |
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di sorvegliare e adattare la propria comunicazione a seconda di come lo richieda la situazione |
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di distinguere e di utilizzare diversi tipi di testi |
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di cercare, raccogliere ed elaborare informazioni |
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di usare sussidi |
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di formulare ed esprimere le argomentazioni in modo convincente e appropriato al contesto, sia oralmente sia per iscritto
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ATTITUDINI |
disponibilità a un dialogo critico e costruttivo, |
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consapevolezza delle qualità estetiche e la volontà di perseguirle |
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interesse a interagire con gli altri |
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consapevolezza dell'impatto della lingua sugli altri |
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consapevolezza della necessità di capire e usare la lingua in modo positivo e socialmente responsabile
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2. Comunicazione in lingue straniere
A. Definizione
La comunicazione nelle lingue straniere condivide essenzialmente le principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua: essa si basa sulla capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta — comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta — in una gamma appropriata di contesti sociali e culturali — istruzione e formazione, lavoro, casa, tempo libero — a seconda dei desideri o delle esigenze individuali.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
interpretare il mondo e relazionarsi con gli altri |
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CONOSCENZE |
del vocabolario |
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della grammatica funzionale |
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dei registri del linguaggio |
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dei principali tipi di interazione verbale, |
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delle convenzioni sociali, dell’aspetto culturale e della variabilità dei linguaggi.
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ABILITÀ (capacità) |
di comprendere messaggi |
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di iniziare, sostenere e concludere conversazioni |
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di leggere, comprendere e produrre testi appropriati alle esigenze individuali |
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di usare adeguatamente i sussidi |
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di imparare le lingue anche in modo informale nel contesto dell'apprendimento permanente
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ATTITUDINI |
comprensione interculturale |
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mediazione interculturale |
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apprezzamento della diversità culturale |
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interesse e curiosità per le lingue e la comunicazione interculturale.
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3 a. Competenza matematica
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Definizione
La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane. Partendo da una solida padronanza delle competenze aritmetico-matematiche, l'accento è posto sugli aspetti del processo e dell’attività oltre che su quelli della conoscenza.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere problemi in situazioni quotidiane
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CONOSCENZE |
del calcolo |
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delle misure e delle strutture |
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delle operazioni di base |
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delle presentazioni matematiche di base |
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comprensione dei termini e dei concetti matematici |
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consapevolezza dei quesiti cui la matematica può fornire una risposta.
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ABILITÀ (capacità) |
per applicare i principi e processi matematici di base nel contesto quotidiano nella sfera domestica e sul lavoro |
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per seguire e vagliare concatenazioni di argomenti |
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di svolgere un ragionamento matematico |
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di cogliere le prove matematiche . |
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di comunicare in linguaggio matematico |
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di usare i sussidi appropriati.
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ATTITUDINI |
rispetto della verità |
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disponibilità a cercare motivazioni e a determinarne la validità. |
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disponibilità a usare modelli matematici di pensiero (pensiero logico e spaziale) e di presentazione (formule, modelli, costrutti, grafici, carte)
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3 b. Competenze di base in campo scientifico e tecnologico
A. Definizione
La competenza in campo scientifico si riferisce alla capacità e alla disponibilità a usare l'insieme delle conoscenze e delle metodologie possedute per spiegare il mondo che ci circonda sapendo identificare le problematiche e traendo le conclusioni che siano basate su fatti comprovati. La competenza in campo tecnologico è considerata l’applicazione di tale conoscenza e metodologia per dare risposta ai desideri o bisogni avvertiti dagli esseri umani.
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Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
usare l'insieme delle conoscenze e delle metodologie possedute per spiegare il mondo e applicare tale conoscenza e metodologia per dare risposta ai desideri / bisogni suoi e degli altri
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CONOSCENZE |
dei principi di base del mondo naturale |
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dei concetti, principi e metodi scientifici fondamentali |
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della tecnologia e dei prodotti e processi tecnologici |
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comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività umana |
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comprensione dell'impatto della scienza e della tecnologia sull'ambiente naturale |
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comprensione dei progressi, dei limiti e dei rischi delle teorie e delle applicazioni scientifiche e della tecnologia nella società in senso lato
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ABILITÀ (capacità) |
di utilizzare e maneggiare strumenti e macchinari tecnologici nonché dati scientifici per raggiungere un obiettivo o per formulare una decisione o conclusione sulla base di dati probanti. |
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di riconoscere gli aspetti essenziali dell’indagine scientifica e di comunicare le conclusioni e i ragionamenti afferenti.
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ATTITUDINI |
consapevolezza della responsabilità di ciascun cittadino |
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attitudine di valutazione critica e curiosità |
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interesse per le questioni etiche |
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rispetto sia per la sicurezza sia per la sostenibilità, in particolare per quanto concerne il progresso scientifico e tecnologico in relazione all'individuo, alla famiglia, alla comunità e alle questioni di dimensione globale.
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4. Competenza digitale
A. Definizione
La competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione
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CONOSCENZE |
della natura, del ruolo e delle opportunità delle TSI nel quotidiano: nella vita privata e sociale come anche al lavoro. |
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delle principali applicazioni informatiche come trattamento di testi, fogli elettronici, banche dati, memorizzazione e gestione delle informazioni |
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consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi di Internet e della comunicazione tramite i supporti elettronici (e-mail, strumenti della rete) |
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consapevolezza di come le TSI possono coadiuvare la creatività e l’innovazione |
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consapevolezza delle problematiche legate alla validità e all'affidabilità delle informazioni disponibili e dei principi giuridici ed etici che si pongono nell’uso interattivo delle TSI.
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ABILITÀ (capacità) |
di cercare, raccogliere e trattare le informazioni |
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di usare le informazioni in modo critico e sistematico, accertandone la pertinenza |
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di distinguere il reale dal virtuale pur riconoscendone le correlazioni. |
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di usare strumenti per produrre, presentare e comprendere informazioni complesse |
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di accedere ai servizi basati su Internet, farvi ricerche e usarli. |
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di usare le TSI a sostegno del pensiero critico, della creatività e dell’innovazione.
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ATTITUDINI |
attitudine critica e riflessiva nei confronti delle informazioni disponibili |
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uso responsabile dei mezzi di comunicazione interattivi |
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interesse a impegnarsi in comunità e reti a fini culturali, sociali e/o professionali
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5. Imparare a imparare
A. Definizione
Imparare a imparare è l’abilità di perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello individuale che in gruppo. Questa competenza comprende la consapevolezza del proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni, l'identificazione delle opportunità disponibili e la capacità di sormontare gli ostacoli per apprendere in modo efficace. Questa competenza comporta l’acquisizione, l’elaborazione e l’assimilazione di nuove conoscenze e abilità come anche la ricerca e l’uso delle opportunità di orientamento. Il fatto di imparare a imparare fa sì che i discenti prendano le mosse da quanto hanno appreso in precedenza e dalle loro esperienze di vita per usare e applicare conoscenze e abilità in tutta una serie di contesti: a casa, sul lavoro, nell'istruzione e nella formazione.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni - è consapevole del proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni
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CONOSCENZE |
delle competenze, conoscenze, abilità e qualifiche richieste dai particolari obiettivi che si pone in quel dato contesto |
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delle proprie strategie di apprendimento preferite |
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dei punti di forza e dei punti deboli delle proprie abilità e qualifiche |
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acquisizione delle abilità di base come la lettura, la scrittura e il calcolo e l’uso delle competenze TIC necessarie per un apprendimento ulteriore.
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ABILITÀ (capacità) |
di acquisire, procurarsi, elaborare e assimilare nuove conoscenze e abilità a partire dalle competenze possedute |
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di gestire in modo efficace il proprio apprendimento, la propria carriera e i propri schemi lavorativi |
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di perseverare nell’apprendimento |
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di concentrarsi per periodi prolungati |
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di riflettere in modo critico sugli obiettivi e le finalità dell’apprendimento |
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di consacrare del tempo per apprendere autonomamente e con autodisciplina |
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di lavorare in modo collaborativo, cogliendo i vantaggi che possono derivare da un gruppo eterogeneo e di condividere ciò che ha appreso. |
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di organizzare il proprio apprendimento, di valutare il proprio lavoro e di cercare consigli, informazioni e sostegno, ove necessario.
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ATTITUDINI |
attitudine ad affrontare i problemi per risolverli |
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desiderio di applicare quanto appreso in precedenza |
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curiosità di cercare nuove opportunità di apprendere e di applicare l’apprendimento in una gamma di contesti della vita |
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motivazione e fiducia per perseverare e riuscire nell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
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6 a. Competenza sociale
A. Definizione
Include competenze personali, interpersonali e interculturali e riguarda tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita in società sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti ove ciò sia necessario. La competenza sociale è collegata al benessere personale e sociale
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa
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CONOSCENZE |
consapevolezza di ciò che si deve fare per conseguire una salute fisica e mentale ottimali |
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comprensione dei codici di comportamento in diversi ambienti e società (ad esempio sul lavoro) |
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dei concetti di base riguardanti gli individui, i gruppi, le organizzazioni del lavoro, la parità e la non discriminazione tra i sessi, la società e la cultura |
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comprensione delle dimensioni multiculturali e socioeconomiche delle società europee e del modo in cui l’identità culturale nazionale interagisce con l’identità europea.
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ABILITÀ (capacità) |
di comunicare in modo costruttivo in ambienti diversi |
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di mostrare tolleranza |
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di esprimere e di comprendere diversi punti di vista |
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di negoziare con la capacità di creare fiducia e di essere in consonanza con gli altri |
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di esprimere stress e frustrazioni in modo costruttivo |
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di distinguere tra la sfera personale e quella professionale.
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ATTITUDINI |
attitudine alla collaborazione |
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Assertività e integrità |
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interesse per lo sviluppo socioeconomico e la comunicazione interculturale |
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apprezzamento della diversità e rispetto degli altri |
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disponibilità a superare i pregiudizi e a cercare compromessi
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6 b. Competenza civica
A. Definizione
Include competenze personali, interpersonali e interculturali e riguarda tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita in società sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti ove ciò sia necessario. La competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
partecipare appieno alla vita civile |
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CONOSCENZE |
dei concetti di democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili, anche nella forma in cui essi sono formulati nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e nelle dichiarazioni internazionali e nella forma in cui sono applicati da diverse istituzioni a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale |
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delle vicende contemporanee nonché dei principali eventi e tendenze nella storia nazionale, europea e mondiale |
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dell'integrazione europea, nonché delle strutture, dei principali obiettivi e dei valori dell'UE |
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consapevolezza degli obiettivi, dei valori e delle politiche dei movimenti sociali e politici |
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consapevolezza delle diversità e delle identità culturali in Europa
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ABILITÀ (capacità) |
di impegnarsi in modo efficace con gli altri nella sfera pubblica |
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di mostrare solidarietà e interesse per risolvere i problemi che riguardano la collettività locale e la comunità allargata |
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di riflessione critica e creativa |
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di partecipazione costruttiva alle attività della collettività o del vicinato |
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di prendere decisioni a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale ed europeo, in particolare mediante il voto
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ATTITUDINI |
pieno rispetto dei diritti umani, tra cui anche quello dell'uguaglianza quale base per la democrazia |
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consapevolezza e comprensione delle differenze tra sistemi di valori di diversi gruppi religiosi o etnici |
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senso di appartenenza al luogo in cui si vive, al proprio paese, all’UE e all’Europa in generale e al mondo |
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disponibilità a partecipare al processo decisionale democratico a tutti i livelli |
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senso di responsabilità, nonché comprensione e rispetto per i valori condivisi |
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rispetto dei principi democratici, sostegno alla diversità sociale, alla coesione e allo sviluppo sostenibile |
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disponibilità a rispettare i valori e la sfera privata degli altri
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7. Senso di iniziativa e di imprenditorialità
A. Definizione
Il senso di iniziativa e l’imprenditorialità concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l'innovazione e l'assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una competenza che aiuta gli individui, non solo nella loro vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
tradurre le idee in azione - avere consapevolezza del contesto in cui opera per poter cogliere le opportunità che gli si offrono - pianificare e gestire progetti per raggiungere obiettivi
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CONOSCENZE |
delle opportunità disponibili per attività personali, professionali e/o economiche |
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del funzionamento dell’economia, delle opportunità e sfide che si trovano ad affrontare i datori di lavoro o un’organizzazione |
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consapevolezza della posizione etica delle imprese e del modo in cui esse possono avere un effetto benefico, ad esempio mediante il commercio equo e solidale o costituendo un’impresa sociale.
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ABILITÀ (capacità) |
di pianificazione, di organizzazione, di gestione, di leadership e di delega, di analisi, di comunicazione, di rendicontazione, di valutazione e di registrazione |
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di rappresentanza e negoziazione efficaci |
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di lavorare sia individualmente sia in collaborazione all'interno di gruppi |
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capacità di discernimento e di identificare i propri punti di forza e i propri punti deboli |
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di soppesare e assumersi rischi all'occorrenza.
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ATTITUDINI |
spirito di iniziativa |
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capacità di anticipare gli eventi |
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indipendenza e innovazione nella vita privata e sociale come anche sul lavoro. |
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motivazione e determinazione a raggiungere obiettivi, siano essi personali, o comuni con altri, anche sul lavoro.
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8. Consapevolezza ed espressione culturali
A. Definizione
Consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.
B. Indicatori per la misurazione
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Il soggetto sa/è in grado di |
avere consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione
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CONOSCENZE |
consapevolezza del retaggio culturale locale, nazionale ed europeo e della sua collocazione nel mondo |
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conoscenza di base delle principali opere culturali, comprese quelle della cultura popolare contemporanea |
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consapevolezza della diversità culturale e linguistica in Europa e in altre parti del mondo, della necessità di preservarla |
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consapevolezza dell’importanza dei fattori estetici nella vita quotidiana
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ABILITÀ (capacità) |
valutazione e apprezzamento delle opere d’arte e delle esibizioni artistiche |
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autoespressione mediante un’ampia gamma di mezzi di comunicazione facendo uso delle capacità innate |
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capacità di correlare i propri punti di vista creativi ed espressivi ai pareri degli altri |
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capacità di identificare e realizzare opportunità sociali ed economiche nel contesto dell’attività culturale
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ATTITUDINI |
solida comprensione della propria cultura |
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senso di identità come base di un atteggiamento aperto verso la diversità dell’espressione culturale e del rispetto della stessa |
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Creatività e disponibilità a coltivare la capacità estetica tramite l’autoespressione artistica e la partecipazione alla vita culturale
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I descrittori di livello
Siamo adesso di fronte al “nostro” studente. Proviamo a dettagliare - come premesso - ciascuna competenza traducendola in operazioni concrete e misurabili, tenendo conto dell’ età, del livello di scolarità, del livello di competenze già possedute. Ciò ci consentirà - dicevamo - di avere chiari gli OBIETTIVI MINIMI da conseguire e di definire i contenuti dell’ insegnamento/apprendimento, nonché di ricavarne ulteriori e più dettagliati indicatori per giungere alla valutazione formativa e/o sommativa.
Possiamo servirci, per ciascuna competenza, di una tabella come questa:
|
CONOSCENZE |
a) assolutamente indispensabili (livello minimo per la sufficienza) |
|
b) più che adeguati (livelli successivi, e fino all’ eccellenza) |
|
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ABILITÀ |
a) assolutamente indispensabili (livello minimo per la sufficienza) |
|
b) più che adeguati (livelli successivi, e fino all’ eccellenza) |
|
|
ATTITUDINI |
a) assolutamente indispensabili (livello minimo per la sufficienza) |
|
b) più che adeguati (livelli successivi, e fino all’ eccellenza) |
IL DOCUMENTO TECNICO DEL 28 GIUGNO E GLI ASSI CULTURALI DEL BIENNIO
Come è noto, l’ innalzamento dell’ obbligo d’ istruzione è stato comunicato dal Ministro Fioroni con una lettera agli operatori scolastici in data 30 luglio 2007 (prima del perfezionamento di tutte le procedure previste dalla legge per la formale adozione del regolamento, in previsione dell’ inizio dell’ anno scolastico 2007-08), e questa era accompagnata dal documento tecnico allegato al regolamento.
Questo documento non poteva certamente prescindere dalla Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio Europeo, tant’ è che parte proprio da questo, per poi dettagliare - in due allegati :
-
gli indirizzi relativi ai saperi e alle competenze (articolati in conoscenze e abilità) da acquisire entro gli anni dell’ obbligo (Allegato 1, nel quale vengono coniugati gli assi culturali specifici delle varie aree disciplinari)
-
le competenze chiave di cittadinanza, che sono chiaramente individuabili conme le cosiddette “competenze trasversali”-
La lettura comparata dei due documenti ci chiarisce identità ed analogie come quelle di seguito schematizzate.
GLI ASSI CULTURALI
(corrispondenza tra le Competenze Chiave e il Documento Tecnico del 28.07.07 - all. 1)
|
L’ A s s e d e i l i n g u a g g i |
|||
|
x |
q |
q |
y |
|
Comunicazione nella madrelingua |
Comunicazione nelle lingue straniere |
Competenza digitale |
Consapevolezza ed espressione culturali |
|
L’ A s s e m a t e m a t i c o |
|
|
x |
y |
|
Competenza matematica |
Competenza digitale |
|
L’ A s s e scientifico - tecnologico |
|
|
q |
q |
|
Competenze di base in campo scientifico e tecnologico |
Competenza digitale |
|
L’ A s s e s t o r i c o - s o c i a l e |
|||
|
q |
q |
q |
q |
|
Competenza sociale |
Competenza civica |
Competenza digitale
|
Senso di iniziativa e di imprenditorialità |
|
LE COMPETENZE TRASVERSALI (corrispondenza tra le Competenze Chiave e il Documento Tecnico del 28.07.07 - all. 2) |
|||
|
Imparare ad imparare q |
Progettare q |
Comunicare q |
Collaborare e partecipare q |
|
Imparare ad imparare
|
Imparare ad imparare
Senso di iniziativa e di imprenditorialità |
Comunicazione nella madrelingua
Comunicazione nelle lingue straniere |
Competenza sociale e civica
Senso di iniziativa e di imprenditorialità |
|
Agire in modo autonomo e responsabile q |
Risolvere problemi |
Individuare collegamenti e relazioni q |
Acquisire ed interpretare l’informazione q |
|
Competenza sociale e civica
Senso di iniziativa e di imprenditorialità
|
Senso di iniziativa e di imprenditorialità
Competenza matematica |
Competenze di base in campo scientifico e tecnologico
Competenza digitale |
Senso di iniziativa e di imprenditorialità
Competenza digitale
Consapevolezza ed espressione culturali |
[1] CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, Conclusioni del Consiglio europeo su occupazione, riforme economiche e coesione sociale, Lisbona, 23-24 marzo 2000
[2] DELORS J., Libro bianco su Istruzione e Formazione. Insegnare e apprendere. Verso la società conoscitiva, Bruxelles, Commissione europea, 1995, p. 57.
[3] ISFOL, Rapporto ISFOL 2002, Milano, Franco Angeli, 2002, pp. 527-528
[4] COMMISSIONE DELLE COMUNITÁ EUROPEE, PARLAMENTO EUROPEO, Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali COM/2002/0119 def. G.U.C.E. C 181 E del 30 luglio 2002 p. 183 -257; ISFOL, Rapporto Isfol 2002, op. cit., p. 528.
[5] Nel contesto delle società multiculturali e multilinguistiche europee si dà atto che la madrelingua può non essere sempre una lingua ufficiale dello Stato membro e che la capacità di comunicare in una lingua ufficiale è condizione essenziale per assicurare la piena partecipazione dell'individuo nella società. In alcuni Stati membri la lingua madre può essere una delle varie lingue ufficiali.
Provvedimenti per affrontare simili casi e per applicare la definizione di conseguenza rientrano nella responsabilità dei singoli Stati membri conformemente alle loro esigenze e circostanze specifiche.
[6] È importante riconoscere che molti europei vivono in famiglie o comunità bilingui o multilingui e che la lingua ufficiale del paese in cui vivono può non essere la loro lingua madre. Per questi gruppi tale competenza può riferirsi a una lingua ufficiale piuttosto che a una lingua straniera. Le loro necessità, motivazioni e ragioni sociali e/o economiche per sviluppare tale competenza a sostegno della loro integrazione differiranno, ad esempio, da quelle delle persone che imparano una lingua straniera per viaggiare o lavorare. Spetta ai singoli Stati membri adottare misure per tener conto di siffatti casi e applicare la definizione di conseguenza, secondo le loro specifiche esigenze e circostanze.
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