“Lei vede ma non osserva…”
Corrado Ziglio, Roberto Boccalon
“Lei vede ma non osserva…”
Introduzione all’attività osservativa in educazione
UTET, Torino 1996
Gli autori
Corrado Ziglio è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna e docente di Storia della scuola e di Educazione comparata presso la Facoltà di Scienze della formazione della stessa Università.
E’ membro della Comparative Education Society in Europe.
Roberto Boccalon è medico psichiatra presso la USL di Ferrara e docente di Igiene mentale presso la Scuola di specialità in psichiatria dell’Università di Ferrara.
Da anni si occupa di teorie della comunicazione e metodologie formative.
Il contenuto
La capacità di osservare, e dunque di svolgere in modo corretto e utile qualsiasi attività in qualsiasi disciplina, richiede una serie di atteggiamenti, di metodologie, di strumenti, necessari per non cadere in errori o lasciarsi guidare da preconcetti.
La finalità principale di questo volume riguarda proprio la capacità di attrezzare concettualmente tutti coloro che hanno l’occasione di fare delle esperienze osservative nei più diversi ambiti.
Il libro è suddiviso in tre parti. Nella prima vengono affrontate le “trappole” e gli elementi di disturbo dell’osservazione, così da sviluppare quella “cultura della cautela” che è alla base di ogni percorso scientifico. La seconda parte è dedicata all’osservazione in alcune discipline (dall’archeologia, all’antropologia, dalla storia della medicina alla sessuologia); la terza sollecita a considerare l’esperienza osservativa come un percorso pieno di imprevisti, per affrontare i quali occorre non solo scegliere gli strumenti più idonei ma anche inventarseli. (dalla quarta di copertina)
INDICE
Nota introduttiva
Parte prima POSSIBILI PERCORSI PER UNA CULTURA DELL’OSSERVAZIONE
I I pedagogisti e gli unicorni
La chiacchiera pedagogica e la pedagogia scientista
L’esigenza di uscire da un modello di ricerca a scatola nera
“La chiarezza è rigore”
II Attrezzarsi sul piano concettuale: gli strumenti mentali dell’osservazione
III “Dopo attente e meticolose osservazioni…”. Moebius, Tissot, Le Bon: i campioni del pregiudizio
Moebius. La donna: la deficiente mentale
Tissot. Chi si masturba muore
Che cosa possiamo imparare
IV “Elementare, Watson”. L’investigazione educativa
L’allenamento all’osservazione
Che cosa possiamo imparare
V “Istinto, maestro, istinto.(…) E’ una principessa”.
Le aspettative: vedere ciò che non c’è.
Storia fantasiosa degli spermatozoi pudìchi
La storia di Pigmalione
Che cosa possiamo imparare
VI “Il continente è isolato. Alcune riflessioni sul punto di vista
Gulliver: da gigante a lillipuziano
Rashomon: le molte verità di un fatto
I Papalagi: la tribù dei bianchi
Che cosa possiamo imparare
VII François Huber: gli occhi della mente
Parte seconda – L’OSSERVAZIONE NELLE ALTRE DISCIPLINE
Premessa
VIII L’osservazione in antropologia
Sguardo da vicino e sguardo da lontano
Che cosa vide Colombo?
La Société des Observateurs de l’homme
Dall’antropologia a tavolino alla ricerca sul campo
Un equivoco etnografico: i cacciatori-raccoglitori
Al di là del paradigma evoluzionistico
IX L’osservazione nella storia della medicina
X L’osservazione in archeologia
XI L’osservazione in sessuologia
XII Insidie e malintesi dell’indagine comparativa. Ovvero la forza dei paradigmi e i trucchi della comparazione
XIII L’osservazione e la narrazione
Premessa
Una serie di definizioni
La pedagogia della narrazione
Le forme della narrazione
I problemi della narrazione
Alcune riflessioni
Parte terza – PUNTI DI VISTA: CATEGORIE OSSERVATIVE E DINAMICHE PSICOLOGICHE
- Mappe
- Sorveglianza speciale
- Le voci
- Test psicodiagnostica
- Bar Centrale
- Fuori il dente, fuori il dolore
- Occhio non vede, cuore non duole
- Il rogo
- Punti di vista
- Fuori come un balcone
- Complessità e soggettività
- Vizi capitali
- Geometrie
- Burn-out
- Wargame
- III R
- Bibliografia
Classe in cui è stato adottato
Il libro è stato adottato in una classe prima, ma può essere utilizzato anche in altre classi e da più discipline: scienze sociali, antropologia culturale, storia , scienze naturali, italiano.
Possibili usi sul piano didattico
Il testo, di piacevole lettura, si presta ad un uso interdisciplinare, ma è fondamentale per le scienze sociali per costituire una base mentale per una osservazione il più possibile sorvegliata e priva di pregiudizi. Le “trappole” e i pregiudizi impediscono di osservare con atteggiamento equilibrato non solo nel campo della scienze sociali, ma anche in quello delle scienze “dure”, è quindi necessario nel biennio porre le basi per una corretta osservazione.
Concetti fondamentali per il curricolo di scienze sociali
Introdurre nell’attività di osservazione dei fenomeni sociali il tema della soggettività, della pluralità dei punti di vista, dei modi diversi di osservazione dei diversi campi del sapere. Fare i conti con la superficialità, i pregiudizi, le proiezioni, le aspettative di chi osserva. Quindi porre le basi per una corretta impostazione di metodo.
“Chi non ha un atteggiamento di genuina curiosità e dimostra di sapere già tutto prima della realtà che si accinge ad analizzare, non ha capito nulla della ricerca scientifica. L’arroganza non è una buona compagna della scienza” (p.19)
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