Recensione apparsa su "L'Indice"
Stage d'apprendimento di Claudia Petrucci
recensione del libro
NUOVI SAPERI PER LA SCUOLA, LE SCIENZE SOCIALI TRENT'ANNI DOPO
a cura di Clotilde Pontecorvo e Lucia Marchetti
apparsa su "Indice dei libri del mese" N. 3 (marzo 2008)
Come dare spazio, nella formazione dei giovani, a una conoscenza sistematica della realtà sociale? Ne discute, a trent'anni dalla pubblicazione dello studio su Scienze sociali e riforma della scuola secondaria (Einaudi, 1977), il Consiglio italiano per le scienze sociali (Ciss), con una raccolta di contributi teorici e di esperienze didattiche.
Nella scuola italiana non c'è un progetto organico per sviluppare questa conoscenza. Se lo studio del 1977 poteva sostenere che "le giovani generazioni avvertono l'esigenza di una formazione che le aiuti a comprendei meccanismi della società nella quale vivono”, oggi la necessità di una tale formazione emerge in modo a volte drammatico, ma sembra assai meno avvertita come esigenza da parte dei giovani.
Nel 1977 il Ciss suggeriva di inserire l'insegnamento delle scienze sociali tra le materie di area comune, con i due obiettivi di raccordare la cultura scolastica alla contemporaneità e di estendere l'ambito dei metodi dell'analisi scientifica alla società e alla cultura umana. La proposta si arenò nelle vicissitudini delle riforme incompiute, ma su quegli obiettivi, grazie agli strumenti della sperimentazione e dell'autonomia didattica, un buon numero di istituti (oggi circa trecento) ha costruito negli anni un indirizzo formativa con una propria identità. Nel 2000, il gruppo di lavoro del ministero della Pubblica istruzione identificava così gli assi culturali del liceo delle scienze sociali: nell'applicazione ai fenomeni sociali di un metodo scientifico; nell'uso di una prospettiva storica per lo studio della contemporaneità; e nella consapevolezza delle differenze culturali nelle loro dinamiche di incontro, opposizione, divergenza e convergenza.
All'interno di queste prospettive si muovono le esperienze delle scuole presentate nel saggio. Si tratta di situazioni molto diverse per oggetti di lavoro e per contesti sociali e geografici, ma con caratteristiche comuni. Tutte partono dallo studio di problemi e usano le discipline per affrontarli. “Il primo scopo dell'apprendimento è far sentire agli studenti la necessità di una scienza". L'apprendimento si colloca per quanto possibile in un ambiente di vita sociale reale, con interlocutori, "aiutanti" e destinatari reali del prodotto.
Docenti e studenti devono impegnarsi nel definire le finalità, gli obiettivi, gli strumenti di conoscenza, e nel farsi garanti della buona riuscita del progetto.
L'attività tipica è quella dello stage, il percorso di osservazione e studio di una realtà sociale, i cui risultati vengono restituiti al territorio in un'occasione di scuola aperta. Ma lo stage può anche consistere nell'allestimento di un museo etnoantropologico, che serva a recuperare le tradizioni di una comunità, o un'emergenza ambientale, da affrontare attraverso un curricolo integrato di scienze naturali e scienze sociali.
E senza dimenticare la matematica.
claudiarosa.petrucci@istruzione.it

