Bulli, pupe e videofonini

Marco Centorrino

Bulli, pupe e videofonini

Bonanno Editore, Roma 2008, pp.189 € 16.00


 

Bulli, pupe e videofoniniL’autore è ricercatore di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, dove insegna Sociologia della Comunicazione.

Si assiste oggi ad un’aspra contesa tra sociologi, psicologi e produttori-dirigenti di tecnologie della comunicazione. Gli uni sostengono sovente l’equazione secondo cui la violenza veicolata dai media genera aggressività infantile, gli altri negano ogni influsso negativo. Al centro della discussione giovani, connessi 24 ore su 24 alla rete, protagonisti nelle comunità on line, dotati di un io-virtuale su Second Life, che manifestano la voglia di partecipazione all’interno di gruppi ristretti, di piccole tribù nomadi. Una generazione che sfugge alle classificazioni, perché rispetto ai fratelli più grandi o ai genitori ha un ventaglio maggiore di possibilità. Così ognuno costruisce un percorso personale, fatto di passioni e interessi, dando vita a veri e propri palinsesti culturali e individuali.

Tuttavia, la rappresentazione mediatica di tali giovani - assunto di partenza della ricerca - non coglie questa complessità e finisce con il ruotare, invece, soprattutto attorno al fenomeno del bullismo (termine coniato nei paesi scandinavi oltre vent'anni addietro, ma che attualmente sta conoscendo una grande popolarità). Oggi, tra l'altro, i cittadini hanno la possibilità di “vedere” gli atti di bullismo, tramite Youtube, Google video e simili servizi disponibili su Internet per la fruizione di video “artigianali”. Questa opzione, impensabile nei decenni precedenti, ha reso il bullismo uno spettacolo, catartico o semplicemente angosciante a seconda del tipo di pubblico che l'osserva. (dalla quarta di copertina)

 



INDICE

Prefazione (di Domenico Carzo)

Introduzione
 
Parte I
DA DOVE VENGONO
 
1.       I GENITORI DI BULLI E PUPE
1.1 La nascita: una generazione di mezzo
   1.1.1 Il primo approccio con i media ai tempi della “tv del pupo”
1.2. Le cavie del post ‘68
   1.2.1 Il pubblico tra logiche multicanale, portabilità e interattività
 
  1.2.2 Va a nanna Carosello…
2.    I PROTOBULLI SENZA LE PUPE
2.1 Anni ’80: quando le strade si dividono
   2.1.1 Rituali e pratiche quotidiane
  
2.1.2 Il biscione, la logica del flusso e l’edonismo
2.2 La scomparsa dei significanti
   2.2.1 Digitale: una rivoluzione a scoppio ritardato
 
PARTE II
CHI SONO
3.       I FRATELLI MINORI DELLA “GENERAZIONE X”
3.1 Mamma, ho perso l’infanzia?
   3.1.1 Prepotenza e prevaricazione
   3.1.2 Precocità
  
3.1.3 Voci fuori dal coro
3.2 Si fa presto a dire bulli…
    3.2.1 Una generazione di agonisti
   
3.2.2 Una scuola di edonisti disillusi
3.3 Si fa presto a dire pupe…
4.   IL “MARKETING DELL’AUTORAPPRESENTAZIONE”
4.1 Storie di sesso, droga e adolescenti
4.2 Oltre i media: alla ricerca del “passaggio a Nord-Ovest”
4.3 La paura di essere invisibili e l’antidoto dell’uploading
4.4 A volte perdono: la scoperta di nuovi giochi
4.5 La singola logica della trasgressione
 
PARTE III
DOVE VANNO
5.       CONCLUSIONE: I “DIGITALI NATIVI” SONO TRA NOI
5.1 Virtuale e reale: per i figli di Internet un’unica realtà
5.2 L’identikit del “digitale nativo”
   5.2.1 Multitask
  
5.2.2 Multimediale
 
  5.2.3 Plurireticolare
5.3 Riflessioni finali

 

 

 

segnalato da: 
Lucia Marchetti
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