opere varie
Francesco Pugliese, docente al Liceo delle scienze sociali di Cavalese (TN) e pubblicista, ci ha inviato i seguenti libri:
Francesco Pugliese, Per Eirene. Percorsi bibliografici su pace e guerra, diritti umani, economia sociale. Regione Umbria, Grafiche Futura Matterello (TN), marzo 2008, € 8,00
Dalla presentazione: “ E’ un lavoro pensato in primo luogo per gli studenti e per la scuola; nasce da attività di insegnamento e da impegno civile. L’obiettivo è costruire uno strumento agile e ricco per ricerche, approfondimenti, tesine, aree di progetto e nel contempo un libro di letture con le citazioni nel box di fondo pagina: aforismi, pensieri, dati… L’auspicio è che possa essere anche uno stimolo affinché nelle biblioteche scolastiche siano creati scaffali specialistici proprio su questi temi. (…) Nuclei centrali delle tre parti del volume sono: il pacifismo, i movimenti per la pace, la storia dei diritti umani e l’educazione ai diritti umani e alla pace nonché la globalizzazione e i suoi problemi, l’economia sociale e gli sforzi di alternatività”
Oltre alla Regione Umbria il testo ha avuto il sostegno del Forum Trentino per la pace.
Francesco Pugliese e classe 5B dell’Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici ‘La Rosa Bianca’ di Cavalese (TN) (a cura di)
Il museo di nonno Gustavo. Guida sui 1800 oggetti raccolti in una baita di Bellamonte in Val di Fiemme. Nuove Arti Grafiche, Gardolo, Aprile 2008
La guida non è in vendita, ma ad offerta libera. I fondi raccolti sono interamente devoluti alla costruzione di un pozzo per acqua potabile nel Benin, in Africa.
Dalla Introduzione del Dirigente scolastico Fiorenzo Morandini: “ Costruire memoria: è uno degli imperativi che questo nostro tempo ci impone di perseguire per sfuggire all’omologazione, alla perdita dell’identità minacciata dalla globalizzazione. Non è per caso che il ‘Museo di nonno Gustavo’ sia nato a Bellamonte. Non tanto e non solo perché il figlio Rinaldo Varesco, l’artefice del museo, appartiene a una delle famiglie storiche di questa località quanto perché, credo, egli ha sentito dentro di sé il bisogno di “fermare il tempo” di opporsi a quel processo di violenta trasformazione che in pochi decenni ha fatto di Bellamonte, la storica “monte del fieno” una delle testimonianze più emblematiche dell’aggressione del turismo di massa, che ha snaturato e resa quasi irriconoscibile una delle località più suggestive del nostro ambiente antropico. Raccogliere pazientemente gli oggetti, gli arnesi da lavoro che testimoniano la vita quotidiana, le attività, le fatiche di una civiltà ormai scomparsa ha il significato di un atto pieno di amore non per il passato in quanto tale ma per la cultura, gli affetti, i legami che quel passato non cessa di trasmetterci”.
La guida contiene 106 pagine di foto relative ad oggetti della vita quotidiana e del lavoro, molto gradevole e ben curata graficamente, le didascalie sono in italiano e in inglese.
Classe IC- Liceo delle Scienze Sociali, Francesco Pugliese, Istituto “La Rosa Bianca” di Cavalese (TN)
Quando Pippo volava…1940-1946 La guerra e le speranze raccontate dai nonni. Museo Storico di Trento, Provincia Autonoma di Trento. Pubblicazioni del Museo storico di Trento (Quaderni di Costruire storia; 3), 2007 € 4,00
Dalla Premessa di Luigi Blanco (Dipartimento di Scienze Umane e sociali dell’Università di Trento) Giuseppe Ferrandi (Museo storico di Trento) Chiara Tamanini (IPRASE del Trentino):
I “Quaderni di costruire storia” costituiscono uno dei principali risultati del progetto “Costruire storia: ricerca sui curricoli del ciclo secondario”. Il progetto è stato realizzato nel triennio 2003-06 e ha coinvolto l’IPRASE, il Museo storico di Trento, il Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università di Trento, tre istituti scolastici della Provincia e molti docenti di svariati indirizzi scolastici di scuole superiori.
La ricerca è stata condotta con metodi empirici e si è basata sull’analisi dei documenti elaborati dai consigli di classe e dagli insegnanti di storia per l’esame di stato del 2003 3 su focus group realizzati con docenti di storia delle scuole superiori. Essa ha rilevato che nella programmazione curricolare prevale l’ottica lineare per obiettivi, centrata sull’insegnamento e sulla materia scolastica piuttosto che sui processi di apprendimento e che i docenti cercano di perseguire nei propri studenti abilità cognitive generali e linguistiche piuttosto che abilità operative e più squisitamente storiche. ( La lettura di libri storici non manualistici, la critica delle fonti, l’analisi dei documenti e l’attività laboratoriale, sono metodi ancora poco praticati. Si è visto, in definitiva, che la storia come ‘materia’ scolastica stenta a staccarsi da una prassi consolidata di insegnamento per sperimentare tecniche di apprendimento più attive, che stimolino nei giovani l’emozione del conoscere e l’assimilazione di una metodologia operativa e critica. Gli esiti della ricerca sono stati presentati in un seminario che si è tenuto il 15 gennaio 2004 (si veda al proposito il sito www.iprase.tn.it la pagina dedicata a “Costruire storia”. In esso è stata posta la questione della possibilità di realizzare un modello alternativo di didattica della storia che sappia integrare il racconto del passato con la problematizzazione del modo in cui esso è costruito. (…) La riflessione critica ha portato alla stesura condivisa di criteri di costruzione del curricolo di storia (il fascicolo è scaricabile dal sito sopra indicato e da www.vivoscuola.it) , mentre l’innovazione didattica ha condotto alla realizzazione di percorsi didattici incentrati su un metodo di lavoro laboratoriale (…) Tale metodo mette in primo piano la centralità degli studenti e, in particolare, la loro motivazione ad imparare tramite la costruzione di percorsi in cui siano posti nelle condizioni di riconoscere, affrontare e risolvere problemi. (…) I “Quaderni di costruire storia” mostrano come, pur all’interno di contesti istituzionali e organizzativi talvolta complessi e vincolanti, sia possibile, attraverso un’ottica progettuale e dinamiche collaborative, lasciare spazio ad uno spirito di ricerca e innovazione. (…)” p.6
La premessa è stata riportata quasi per intero perché delinea in modo chiaro il quadro di riferimento dell’insegnamento della storia che vorremmo nel liceo delle scienze sociali e sul quale stiamo cominciando ad avviare la riflessione.
Il lavoro presentato è stato realizzato nella.s. 2003(04 in una classe prima del Liceo delle scienze sociali di Cavalese nell’ambito di una codocenza tra Diritto (Francesco Pugliese) e Storia (Maria Cafarelli).
Per ogni informazione si può scrivere a franz_pugliese@yahoo.it
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