I sette saperi necessari all’educazione del futuro

 

Edgar Morin

I sette saperi necessari

all’educazione del futuro

ed. Cortina 2001



I sette saperi necessari all'educazione del futuroCon questo testo sto attualmente lavorando in una terza, ed è stato un caposaldo della preparazione agli esami della quinta dello scorso anno. È costruito veramente con approccio trasversale e quindi i rimandi ai quali può condurre sono innumerevoli e molto proficui per la discussione collettiva, inoltre trovo affascinante la presunzione secondo la quale si possano riassumere in sette nuclei i saperi fondanti e che comunque ci si debba educare al futuro.

I capitoli possono essere utilizzati con struttura modulare e quindi essere ripresi sia negli aspetti filosofici che più concretamente storici, antropologici, ambientali e politici. Riporto di seguito alcuni brevi cenni dei setti capitoli nei quali il testo è diviso.

 

  1. Le cecità della conoscenza: l’errore e l’illusione. Già Marx ed Engels ci enunciavano che gli uomini hanno sempre elaborato false concezioni di se stessi, di ciò che fanno. Bisogna cogliere le fonti degli errori: errori mentali, intellettuali, della ragione (la razionalità è la migliore barriera contro l’errore).
  2. Promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali, saper connettere le parti alla totalità, sviluppare l’attitudine naturale della mente umana a situare tutte le informazioni in un insieme. La pertinenza nella conoscenza è fondamentale, come acquisire l’accesso alle informazioni e come organizzarle? Studiare il contesto, il globale, il multidimensionale, il complesso. Beneficiare delle tecniche senza subordinarsi a esse.
  3. Insegnare la condizione umana – l’essere umano è nel contempo fisico, biologico, psichico, culturale, sociale, storico. Questa unità è disintegrata nell’insegnamento attraverso le discipline. La condizione umana dovrebbe essere oggetto di insegnamento. Riorganizzare le conoscenza disperse nelle scienze della natura, nelle scienze umane, nella letteratura e nella filosofia. L’uomo si realizza come essere pienamente umano solo attraverso la cultura e nella cultura. Non c’è cultura senza cervello umano, ma non c’è mente, ossia capacità di coscienza e pensiero senza cultura. Nella triade antropologica diventa: ragione → affettività → pulsione.
  4. Insegnare l’identità terrestre – il destino planetario del genere umano è un’altra realtà fondamentale ignorata. La storia planetaria inizia nel XVI secolo con la comunicazione fra tutti i continenti. Gli esseri umani oggi vivono una stessa comunità di destino. Il XX sec ha compiuto progressi scientifici enormi, ma è stato anche il secolo dell’alleanza di due barbarie: la prima porta guerra, fanatismo massacro, deportazione; la seconda, gelida e anonima conosce soltanto il calcolo, il profitto e ignora l’individuo. La speranza è quello di una cittadinanza terrestre, nuove forme di solidarietà e di responsabilità.
  5. Affrontare le incertezze - lo studio dei campi di incertezza, allo scopo di apprendere strategie che ci permettano di affrontare i rischi, l’inatteso, l’incerto. Predisporre la mente al carattere ignoto dell’avventura umana.
  6. Insegnare la comprensione – mezzo e fine della comunicazione umana. Fare uscire lo stato delle relazioni umane dalla barbarie dell’incomprensione. Studiare l’incomprensione come base per una cultura solida antirazzista e di pace. L’etica della comprensione chiede: ben pensare, introspezione, coscienza della complessità umana, apertura soggettiva agli altri, interiorizzazione della tolleranza.
  7. L’etica del genere umano – saper riconoscere il carattere terziario della condizione umana, cioè essere individuo →specie →società. L’etica deve formarsi nelle menti dalla coscienza che l’umano è parte di una società, parte di una specie. Stabilire una relazione di reciproco controllo tra la società e gli individui attraverso la democrazia. La democrazia non può essere definita in modo semplice, la democrazia non ha bisogno solo del consenso, ma anche di diversità e antagonismi, deve permettere l’espressione delle idee eretiche e devianti. Il futuro della democrazia sembra essere fragile se i cittadini sono espulsi dagli ambiti tecnico politici a favore degli esperti e il dominio della nuova classe di fatto impedisce la democratizzazione della conoscenza.

 

 

 

segnalato da: 
Enza Colatutto
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