La comunicazione nell'epoca ipermediale
Vorrei segnalare ai docenti di scienze sociali un mio libro:
Antonio Lionello e Giuseppe Manzato
La comunicazione nell'epoca ipermediale
disponibile presso: Cusl Nuova Vita, Via Belzoni, 178 35121 Padova
prefazione al libro del professor Ulderico Bernardi
Communicatio facit civitatem. Ora più che mai, in una società che si trova a fronteggiare processi d’una invasività mai prima conosciuta. Il dialogo, l’interazione fra soggetti rischiano d’essere travolti da un uso spregiudicato ed iperaccentrato d’ogni strumento di comunicazione sociale.
Uno degli aspetti che creano maggiore preoccupazione in chi ha a cuore la promozione della persona umana, rispettata e onorata nella sua appartenenza sociale e culturale. L’inciviltà, la volgarità, talvolta la disumanità che la comunicazione assume nella nostra epoca sfacciatamente rivolta all’esibizionismo e alla spettacolarità, è sotto gli occhi dell’opinione pubblica. Che intuisce, pur con scarse possibilità di opporsi, i pericoli conseguenti allo stravolgimento del dialogo, dal quale vengono estromessi miliardi di esseri umani., lasciando campo unicamente ai detentori del potere tecnologico e informativo.
Una situazione senza scampo, che accresce il divario tra le diverse aree del pianeta, mentre esaspera gli squilibri, e con questi l’insofferenza verso chi mostra di tenere in nessun conto il principio basilare del dialogo universale. Che ammonisce: chi scambia, cambia! Da cui discendono l’efficacia e la valorialità della comunicazione reale, nella sua essenza generativa di spirito di comunità, e l’adattamento reciproco, su cui fonda la stabile e positiva relazione tra popoli, culture e generazioni.
È questo lo scenario ideale entro cui si collocano le ricerche, e il presente lavoro, di Antonio Lionello e Giuseppe Manzato.
Un ambito benemerito d’indagine nel momento in cui preme la necessità di individuare i punti di crisi del sistema internazionale di relazioni, tra i quali, senza ombra di dubbio, si colloca con una sua vistosità la problematica della comunicazione. Da cui viene a dipendere il grado di conoscenza reciproca, che è, comunque, la premessa d’ogni dialogo concreto, e la costruzione o ri-costruzione della comunità mondiale in termini reali e non virtuali. Per tentare di sconfiggere o quanto meno di allentare la morsa dei cento affanni - dalla guerra alla fame, dalla salute alla mancanza d’istruzione - che affliggono larga parte dell’umanità.
Importante il richiamo, da parte degli autori, alla necessità di preservare le comunità locali dallo sradicamento, indotto da una lettura del divenire appiattita sull’unica dimensione dell’avanzamento tecnologico, nell’indifferenza alle esigenze d’ordine umanistico, sentimentale, antropologico, spirituale.
Nodo d’una riflessione critica più vasta, che s’allarga ad individuare i diversi aspetti d’una fenomenologia complessa, impasto di conquiste scientifiche e di costi umani. Particolare attenzione viene prestata, e giustamente, ai giovani. Cioè a chi si colloca anagraficamente alla frontiera del futuro, con tutte le opportunità e le responsabilità che questa posizione comporta.
Pare doveroso a chi introduce, su gentile sollecitazione degli Autori, segnalare come questo libro di Lionello e Manzato si presti a una duplice, vantaggiosa, possibilità di utilizzazione: didattica, in primo luogo, per un’adeguata preparazione degli studenti; ma poi anche quale valido strumento di conoscenza, per qualsiasi persona che avverta il bisogno di orientarsi dentro a questioni oggi all’apice del dibattito mondiale. Coinvolgendo problemi di potere e di servizio, di formazione e d’informazione, di governabilità e di emancipazione umana.
Ca’ Foscari, dicembre 2003
Ulderico Bernardi
- Login o registrati per inviare commenti
Stampa
Invia a un amico

