L’invenzione dell’economia

 

L'invenzione dell'economiaSerge Latouche,

L’invenzione dell’economia

Bollati Boringhieri, Torino 2010, pp. XX-257 € 18,00


 

Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all’università di Paris-sud, è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali. Tra le ultime pubblicazioni citiamo Come sopravvivere allo sviluppo (2005) e Breve trattato sulla decrescita serena (2008)
 

BREVE SCHEDA DEL CONTENUTO

“E se la crisi attuale nascesse proprio dalla scienza economica?” Così recita la fascetta che correda il testo uscito nel Gennaio di quest’anno, ma pubblicato in Francia nel 2005. Di fronte al fallimento delle analisi economiche a livello globale la domanda è comprensibile in particolare in una fase in cui da più parti si preme per un primato dell’economia sulla politica.
Latouche, teorico della ‘decrescita’, critica in particolare una concezione dell’economia caratteristica del mondo occidentale, nata nell’età dei Lumi come tentativo di individuare leggi assolute, quantitative e incontrovertibili fondate su un’idea di uomo razionale che compie scelte esclusivamente guidate dalla convenienza. Al contrario le crisi attuali sono lì a dimostrare come gli uomini si muovano in economia spesso spinti da motivazioni irrazionali. Secondo lo studioso francese siamo al ‘crepuscolo dell’economia’ e si chiede come si è formato il nostro ‘immaginario economico’, la nostra visione economica del mondo. Perché oggi vediamo il mondo attraverso i prismi dell’utilità, del lavoro, della concorrenza, della crescita illimitata, un mondo in cui nulla ha più valore e in cui tutto ha un prezzo?
Latouche ritorna alle origini di questa economia e ne fa una ricostruzione storico-filosofica.  Ci mostra come si è plasmata la nostra ossessione utilitarista e quantitativa e ci permette così non solo di gettare uno sguardo nuovo sul nostro mondo, ma soprattutto di affrontarne la sfida sul piano di valori davvero fondamentali come libertà, giustizia, equità.
(alcune parti sono tratte dalla quarta di copertina)
 
INDICE
 
Introduzione. Che significa “Inventare l’economia”?
  1. La costruzione dell’immaginario dell’economia. L’invenzione semantica
  2. L’antieconomico di Aristotele
  3. L’invenzione del lavoro nell’immaginario sociale
  4. L’ordine naturale come fondamento immaginario della scienza sociale
  5. Storia ed economia: da un matrimonio fallito a un divorzio impossibile. I malintesi di una coabitazione conflittuale
  6. Agostinismo e utilitarismo. La Rochefoucauld e il rovesciamento dell’etica aristocratica
  7. Dalla politicizzazione dell’economia all’economicizzazzione della politica. L’istituzione immaginaria del mercato, da Boisguilbert ai fisiocratici
  8. Mandeville, ovvero la svolta della filosofia occidentale
  9. Il lusso ghigliottinato. Ovvero come un concetto scompare dal discorso economico nella tempesta rivoluzionaria
  10. L’autodistruzione dell’umanesimo liberale. Il paradosso della “sintesi” smithiana, ovvero il Dottor Adam e Mister Smith
Conclusione. Il crepuscolo dell’economia
Note
 

Possibili usi sul piano didattico

Il testo presenta una certa difficoltà e quindi potrebbe essere utile per i docenti, sia per un uso di alcune sue parti magari in forma integrata fra economia, storia e filosofia e scienze sociali, sia per offrire uno sguardo critico ai problemi che attraversano la realtà attuale e le scelte in materia economica. Si immagina utilizzabile dagli studenti negli ultimi anni di corso.
 

Concetti o contenuti fondamentali per il curricolo di scienze sociali

Rispetto al curricolo di scienze sociali offre contributi sulle origini delle categorie economiche e ne fa una ricostruzione storico-filosofica, inoltre riflette sulle caratteristiche della nostra epoca che definisce del ‘doposviluppo’ e della ‘posteconomia’ , quindi contribuisce con nuove prospettive all’interpretazione della società contemporanea complessa, oggetto di studio privilegiato del curricolo di scienze sociali.

 

segnalato da: 
Lucia Marchetti
5
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)