Armi, acciaio e malattie
Jared Diamond
Armi, acciaio e malattie
Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni
trad. it. Einaudi, Torino, 1998, pag. 366, € 9,30
Introduzione di Luca e Francesco Cavalli-Sforza
L’autore
Diamond è un naturalista, insegna all’Università della California a Los Angeles ed è membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana. Ha compiuto molte ricerche in ogni parte del mondo, acquisendo una sensibilità antropologica. Per Armi ha vinto il Premio Pulitzer 1998 per la saggistica.
Il contenuto
Il testo, scritto con rara abilità di divulgazione, si pone il problema centrale del rapporto tra natura e cultura: perché alcuni popoli sono più ricchi degli altri? Perché gli europei hanno conquistato buona parte del mondo e perché non è successo l’inverso? La spiegazione razzista, dice Diamond, non va respinta solo perché è odiosa, ma perché è scientificamente sbagliata. Dunque vanno cercate altre strade, risalendo alla fine dell’ultima glaciazione (appunto, tredicimila anni), quando alcuni popoli passarono dalla caccia-raccolta all’agricoltura-allevamento. L’agricoltura-allevamento ha dato vita a società complesse sostenute da un costante progresso tecnologico da cui sono rimaste lontane le popolazioni legate alla caccia-raccolta. Da che cosa dipende questa scelta diversificata? Semplicemente dalle opportunità offerte dal territorio e da null’altro. Il più di trecento pagine Diamond sostiene (e dimostra) la sua tesi con dovizia di esempi che attraversano l’intero pianeta.
Prologo
La domanda di Yali
Parte prima
Dall’Eden a Cajamarca
Parte seconda
Come l’agricoltura fu scoperta e perché ebbe successo
Parte terza
Dal cibo alle armi, all’acciaio e alle malattie
Parte quarta
Il giro del mondo in cinque capitoli
Epilogo
Il futuro della storia come scienza
Classe in cui è stato adottato
Il libro è stato adottato in prima come testo del consiglio di classe perché a) si vuol coinvolgere il consiglio nella costruzione di un’ottica propria delle scienze sociali, b) perché si intende offrire ai ragazzi/e un piano di apprendimento transdisciplinare, c) perché il testo va letto a più mani, dagli insegnanti di scienze sociali, di scienze naturali e di storia.
Perché è utile
Propone una nuova lettura del rapporto tra natura e cultura, lontana sia dal culturalismo radicale che dal riduzionismo positivistico. Inoltre, un libro di storia, anche se molto particolare, scritto da un naturalista mostra la possibilità di superare le tradizionali ristrettezze della storiografia ufficiale che, solitamente, parte dalle civiltà consolidate senza saper spiegare perché si sono formate e perché altre popolazioni non hanno seguito la stessa strada.
Al curricolo di scienze sociali offre la possibilità di attraversare il rapporto natura-cultura volando alto, tenendosi lontano dall’olismo della complessità alla Bateson e riagganciando il concetto di contesto di Morin. Per i ragazzi/e è una cura antirazzista efficace e radicale.
Merito non ultimo del testo è quello di dare contributi importanti alla storia mondiale senza incappare in etnocentrismi alla Wallerstein.
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