Tre lezioni sulla società postindustriale
Tre lezioni sulla società postindustriale
trad. it. Garzanti, Milano, 2007, pagg. 108, € 11

Indice:
Introduzione
Lezione 1. L’era delle fratture
Lezione 2. La nuova economia-mondo
Lezione 3. Esiste un modello europeo?
Conclusione. La nuova questione sociale
Saggio di grande sintesi, efficace e godibile, da leggere in quinta, non solo perché ultima classe, dunque alfabetizzata, ma perché con la quinta in un certo senso si chiude il cerchio con uno sguardo sulla contemporaneità. Sguardo che si preferirebbe strabico: guarda sé che guarda il mondo. I saggi di sociologia “classica” con aggancio all’economia politica, di cui Cohen è maestro, vanno letti con caparbietà e con cadenza costante per allontanare gli errori “culturologici” [Tullio-Altan] che possono circolare nelle brume della globalizzazione complessa o della complessità globalizzata. Ci eravamo scordati della società postindustriale? Ci eravamo scordati che la differenza più rilevante tra premoderno, moderno e postmoderno sta nella collocazione del ciclo industriale e del rapporto tra economia e società ?
Cohen ce lo ricorda ricostruendo le vicende ( le 5 « fratture » ) che hanno introdotto discontinuità tra la società moderna industriale, connotata da un patto di compromesso (secondo Cohen di unione) tra economia e società, e la postindustriale contemporanea che « scientificamente organizza la distruzione » della società industriale e con essa del compromesso solidaristico (rammentiamoci del Welfare). Ci sovvengono Beck, Il lavoro all’epoca della fine del lavoro (in particolare p. 8), Bauman, Modernità liquida (in particolare pp. XI e XVIII) e Sennett, La cultura del nuovo capitalismo (in particolare il II cap.).
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