Lavoro, consumismo e nuove povertà

Zygmunt Bauman

Lavoro, consumismo

e nuove povertà

Città Aperta, Troina (En) 2004, p.151 € 13,00


  

Lavoro, consumismo e nuova povertàZygmunt Bauman è professore di Sociologia all’università di Leeds. Tra i suoi libri recenti tradotti in italiano ricordiamo: Modernità ed olocausto(Bologna 1992), Le sfide dell’etica (Milano 1996), La società dell’incertezza (Bologna 1999), Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone (Roma-Bari 2002), La libertà (Troina 2002) (dalla quarta di copertina)

 

BREVE SCHEDA DEL CONTENUTO

Una cosa è essere poveri in una società fondata sul lavoro e con un regime di piena occupazione e una cosa è essere poveri in una società in cui le identità individuali e i progetti di vita si costruiscono più a partire dai consumi che dal lavoro e dai profili professionali. Un tempo essere povero voleva dire essere disoccupato. Oggi, invece, la povertà è legata maggiormente ai livelli di consumo. Il modo in cui la condizione di povertà viene sperimentata e l’esistenza o no di prospettive concrete di superarla costituiscono una differenza “che fa la differenza”.

Questo libro cerca di illustrare i termini del cambiamento intervenuto e le sue conseguenze. In particolare, cerca di individuare le strade da percorrere per far fronte alle nuove questioni sociali (welfare, disoccupazione, marginalità, ecc..) anche sulla base di un nuovo approccio etico.

(dalla quarta di copertina)

 

INDICE

Prefazione

Lavoro, consumismo e nuove povertà

Introduzione

Parte prima

Cap. primo

L’etica del lavoro

La costrizione al lavoro – Lavorare o perire – La produzione dei produttori – Dal ‘meglio’ al ‘più’

Cap. secondo

Dall’etica del lavoro all’estetica del consumo

L’avvento del consumatore – Il lavoro considerato dal punto di vista estetico- La vocazione come privilegio – La povertà nella società dei consumi.

Parte seconda

Cap. primo

Ascesa e caduta del welfare state

Fra integrazione ed esclusione – Il tramonto del welfare state – Una maggioranza soddisfatta – Il welfare state vittima del suo successo

Cap. secondo

L’etica del lavoro e i nuovi poveri La scoperta della ‘sottoclasse’ – La sottoclasse come ultimo rifugio dell’etica del lavoro – Il povero visto come un criminale – L’espulsione dall’universo degli obblighi morali

Parte terza

Cap. primo Le prospettive dei nuovi poveri

I poveri senza un ruolo – Nessun ruolo, nessun dovere morale- Etica del lavoro o etica della vita?

Ringraziamenti


Classe in cui è stato o adottato o provato

Il testo è stato adottato in una classe quarta nella quale il Consiglio di classe affronta il tema dell’immigrazione e su questo organizza lo stage formativo. Ma può essere letto anche in un ultimo anno per l’ampiezza delle questioni che affronta e per la pregnanza dei temi in riferimento alla società contemporanea complessa e alla globalizzazione.


Possibili usi sul piano didattico

Sul piano didattico potrà essere utile sia per contribuire ad analizzare le emergenze e le cause di conflitto nella contemporaneità – oggetto di studio dell’indirizzo di scienze sociali – ma si rivela un supporto dello stage sui temi della migrazione.

 

Concetti o contenuti fondamentali per il curricolo di scienze sociali

Rispetto al curricolo offre contributi fondamentali sulle caratteristiche della contemporaneità e della società complessa e sulle conseguenze che comporta il fenomeno della globalizzazione.

E’ utile per recuperare lo spessore storico e problematico del rapporto tra lavoro, marginalità e stato assistenziale negli ultimi due secoli, ma ci sono anche riferimenti al Settecento e al fenomeno del ‘grande internamento’, al modello di società panottica di Bentham, secondo la lettura di Foucault.

Ripropone in chiave attuale e bruciante il vecchio problema da cui sono nate le scienze sociali, il problema della disuguaglianza.

segnalato da: 
Lucia Marchetti
0
Il tuo voto: Nessuno