Osservazioni sul profilo di Scienze Umane
Dipartimento di Scienze umane e sociali “Turrisi Colonna” - Catania
Da una analisi del Profilo di Scienze umane del Miur riteniamo che, così come è attualmente strutturato, questo indirizzo, piuttosto che attrarre gli alunni, rischia di respingerli, a causa di una serie di incongruenze e contraddizioni interne che rendono il suo curriculum difficilmente gestibile. Abbiamo perciò ritenuto di poter abbozzare (mantenendo sia il quadro orario che le discipline afferenti alle Scienze umane) un curriculum diverso, che a nostro avviso risponde maggiormente alle esigenze didattiche, indicando anche i possibili contenuti da svolgere nell’arco del quinquennio. Altre soluzioni sono probabilmente possibili, partendo da logiche diverse. Quello che non riusciamo a cogliere è la logica del profilo proposto. E’ evidente il carattere provvisorio e in fieri del nostro lavoro. Saremo grati a chiunque voglia interloquire con noi, manifestando con schiettezza osservazioni e critiche, aiutandoci a fare qualche passo avanti nella costruzione di un curriculum adeguato.
Profilo di Scienze umane
Ore di lezione: 4 4 5 5 5
Primo biennio: Pedagogia - Antropologia
Secondo biennio: Pedagogia – Psicologia – Sociologia (dal quarto anno)
Quinto anno: Pedagogia – Psicologia – Sociologia
Osservazioni generali
- Non si indica quante ore settimanali vanno attribuite alle singole discipline. Nel biennio saranno 2 per disciplina, ma nel triennio?
- Dal quadro generale non si evince chiaramente se la valutazione avverrà per singola disciplina (come avviene attualmente nello Psico-pedagogico, e come sembra probabile data l’impostazione complessiva) o dovrà attribuirsi un voto unico per le “Scienze umane”, come ora si fa nelle “Scienze sociali”
- La Pedagogia nel biennio non ha alcun senso. Non può essere Storia della Pedagogia perché, anche uscendo dalla logica gentiliana della Pedagogia ancella della Filosofia, qualche relazione tra la storia delle due discipline deve pur esserci, e la Filosofia comincia sempre al terzo anno. Perché poi “spalmare” la storia della disciplina nell’intero quinquennio? E’ bene notare inoltre che oggi si preferisce usare piuttosto che il termine “Pedagogia” quello di “Scienze dell’educazione”, per sottolineare il ruolo essenziale che le altre scienze umane (Psicologia, Sociologia ecc.) hanno nella definizione dei problemi educativi. Non ha cioè molto senso (se non quello di un ritorno al passato) ridurre la Pedagogia alla sua storia, e anche nel Brocca da anni si integra la storia con i “problemi”. Gli alunni hanno più da imparare dal confronto con autori come Mialaret, Bruner, Piaget, Morin, e in Italia Visalberghi o Maragliano che dalla rivisitazione di autori antichi o medievali. La storia della Pedagogia non può sostituire lo studio sistematico dei problemi attuali della disciplina.
- La collocazione dell’Antropologia al primo biennio e della Psicologia al triennio è del tutto incongrua. Se lo studio dell’Antropologia non deve essere ridotto a semplici “elementi”, come si fa adesso nel biennio di Scienze sociali (ma qui viene poi ripreso e approfondito nel triennio), richiede una maturità che i ragazzi del biennio non possiedono. Al contrario, la nostra pratica didattica mostra con evidenza che la Psicologia, in quanto consente un più diretto riferimento ad ambiti di esperienza significativi per un adolescente, può essere agevolmente anticipata al biennio. Certo, nello schema ministeriale ci sarebbe poi un salto, perché è prevista anche al quinto anno. Il che fa pensare che sia stata spostata al secondo biennio solo per questo motivo.
- Perché lo studio della Sociologia debba iniziare proprio al quarto anno è poi un mistero; che sia stata messa lì solo per riempire l’organigramma?
Possibili alternative
Posto che si debba restare in un’ottica rigidamente disciplinare, eliminata la Pedagogia dal biennio si guadagnerebbero due ore settimanali. Nel primo biennio si può dunque ipotizzare lo studio di Psicologia e Sociologia. Nel secondo biennio e al quinto anno Pedagogia (storia e problemi) e Antropologia.
Quindi, una diversa articolazione delle discipline nel quinquennio, che appare più razionale e maggiormente corrispondente alle esigenze formative degli alunni, può essere la seguente:
Primo biennio: Psicologia – Sociologia
Secondo biennio: Pedagogia – Antropologia
Quinto anno: Pedagogia – Antropologia
Contenuti
Dalla impostazione del Ministero appare evidente che viene eliminato uno degli elementi cardine dell’attuale ordinamento: la distinzione tra biennio e triennio, e la presentazione dei contenuti di studio a due livelli, nel biennio a livello introduttivo (gli “elementi” dello Psico-pedagogico) e nel triennio in modo più analitico ed approfondito. Occorre quindi impostare i contenuti tenendo conto che in ogni disciplina si deve mirare ad una certa completezza, individuandone gli elementi essenziali.
Poche concessioni vengono fatte ad una didattica che invece privilegi le competenze, anche se si parla di “insegnamento pluridisciplinare delle Scienze Umane”. Un insegnamento pluridisciplinare parte dagli obiettivi di apprendimento e utilizza i contenuti come strumenti per farli acquisire. La polemica contro gli eccessi del metodologismo pare abbia indotto gli estensori di questo profilo a vedere solo le discipline e i contenuti (le competenze cui si accenna hanno una carattere così generale e generico da essere poco utili nella elaborazione concreta di un curriculum). Proviamo a lavorare su questi, utilizzando la programmazione da noi fatta all’inizio di quest’anno.
Psicologia (primo biennio)
- Breve storia della disciplina
- Psicologia cognitiva (Percezione, attenzione, memoria, apprendimento)
- Psicologia evolutiva
- La formazione del sé
- Il ciclo di vita
- Teorie della personalità
- Psicologia sociale
- I gruppi
- Atteggiamenti, stereotipi e pregiudizi
- La ricerca in Psicologia
Obiettivi essenziali:
- orientarsi negli studi attuali sulla mente;
- saper descrivere e spiegare almeno alcuni aspetti fondamentali del funzionamento della mente umana (ruolo attivo della mente nella percezione; relazione tra percezione ed attenzione; funzione dei diversi tipi di memoria; il processo di apprendimento come sintesi delle diverse funzioni cognitive);
- essere in grado di indicare le teorie principali dello sviluppo psicologico dell’individuo;
- acquisire una visione non ingenua delle età della vita;
- descrivere a grandi linee lo sviluppo delle abilità sociali e comunicative del bambino;
- avere nozione dei principali cambiamenti del sé nel corso della vita;
- essere minimamente orientati negli attuali studi di psicologia sociale;
- comprendere la specificità della psicologia sociale come disciplina di confine tra la psicologia individuale e la sociologia;
- acquisire conoscenze di base sulla formazione della leadership;
- saper distinguere tra loro e cogliere i nessi tra atteggiamenti, stereotipi e pregiudizi.
Sociologia (primo biennio)
- La nascita della Sociologia
- Tendenze fondamentali del pensiero sociologico
- La struttura sociale (Norme sociali, Status, Ruolo)
- Istituzioni ed organizzazioni
- La stratificazione sociale
- La mobilità sociale
- La conflittualità sociale
- Devianza e marginalità
- Sesso e genere
- La famiglia
- La comunicazione interpersonale e di massa
- Il lavoro
- Il mercato del lavoro
- Il sindacato
- I partiti politici
- Il Welfare State
- La globalizzazione
- La ricerca sociologica
Obiettivi essenziali:
- sapere indicare le principali discipline che studiano la società illustrandone impostazione e problemi di ricerca (oggetto, linguaggio, metodi);
- conoscere le principali teorie della società;
- sapere instaurare confronti tra società animali e società umane;
- sapere spiegare, seppure ad un livello preliminare, le differenze tra le varie società umane;
- conoscere le principali tendenze della stratificazione in relazione ai sistemi sociali;
- distinguere con chiarezza la devianza la marginalità e saperli porre in relazione ai problemi della società contemporanea;
- sapersi sufficientemente orientare nella discussione attuale sulla relazione tra sesso e genere;
- comprendere il ruolo della famiglia come “cellula” della società;
- comprendere il senso dei mutamenti storico-sociali alle origini della attuale fisionomia della famiglia nella nostra società;
- sapere illustrare, almeno a grandi linee, la natura della comunicazione umana;
- cogliere affinità e differenze tra la comunicazione animale e quella umana;
- sapere indicare il funzionamento della comunicazione, sia quella non verbale (con le sue specifiche modalità e come supporto di quella verbale), che quella verbale;
- conoscere il significato storico-sociale dei media e l’attuale funzione dei mass-media;
- comprendere il ruolo del lavoro nella costituzione della società umana e la sua funzione attuale;
- avere nozione della struttura e dei meccanismi di funzionamento del mdl e delle sue attuali tendenze ;
- comprendere la funzione del sindacato nella società ed il ruolo da esso avuto nel processo di modernizzazione;
- cogliere il ruolo storico e la funzione dei partiti politici nell’ambito della democrazia rappresentativa;
- cogliere gli aspetti essenziali della affermazione del Welfare State nella società occidentale e i motivi della sua crisi attuale;
- sapere storicizzare correttamente il concetto di globalizzazione e comprenderne gli aspetti più importanti.
Antropologia e Geografia antropica (secondo biennio e quinto anno)
- Breve storia dell’Antropologia
- L’uomo e gli altri esseri viventi: il processo di ominizzazione
- Il concetto di cultura
- Etnocentrismo e relativismo
- Cultura e personalità
- L’esperienza del sacro: Antropologia e religioni
- Le strutture della parentela
- L’antropologia economica
- La società urbana
- I processi migratori
- Verso una società multietnica
- La ricerca antropologica
Obiettivi essenziali:
- sapersi orientare nel campo di studi sull’evoluzione umana;
- avere nozione delle metodologie di indagine (es. sapere come si datano i reperti archeologici);
- saper collocare l’uomo attuale nel quadro dell’evoluzione della vita sulla Terra;
- essere in grado di indicare a grandi linee ciò che sappiamo dell’origine delle principali acquisizioni evolutive umane (costruzione ed uso sistematico di utensili, linguaggio, forme di socialità);
- conoscere il significato antropologico di “cultura”;
- comprendere il senso della posizione etnocentrica come condizione naturale e pre-riflessiva dell’uomo occidentale;
- essere in grado di confrontarla con il fondamentalismo di altre culture;
- cogliere il senso del relativismo in antropologia;
- conoscere gli elementi essenziali del dibattito su “cultura e personalità”;
- comprendere nelle linee essenziali la relazione tra cultura e religione;
- saper collegare le varie forme assunte dal fenomeno religioso con il contesto storico-sociale;
- sapere individuare le diverse caratteristiche della struttura del matrimonio e della parentela in relazione ai diversi modelli di società;
- essere in grado di ripercorrere nelle linee essenziali il processo storico dalle società di caccia e raccolta alla moderna società industriale e post-industriale;
- comprendere gli elementi costitutivi della struttura economico-sociale (produzione, scambio, consumo);
- essere consapevoli dell’esistenza di modelli di società non fondate sullo scambio di merci, ma su diversi meccanismi di socializzazione economica (potlach, kula, dono);
- conoscere le diverse fasi storiche del processo di urbanizzazione;
- sapersi orientare sulla problematica inerente alla relazione città-campagna;
- comprendere i problemi posti dalla attuale relazione tra città ed ambiente;
- comprendere nelle linee generali le caratteristiche storiche dei processi migratori, dalle origini della civilizzazione ad oggi;
- conoscere le motivazioni attuali di tali processi;
- cogliere il senso della tesi per la quale ormai si vive, tendenzialmente ovunque, in società multietniche;
- capire il significato sociale della opposizione alla immigrazione;
- essere in grado di individuare i principali problemi che una società multietnica pone.
Pedagogia. Storia e problemi (secondo biennio e quinto anno)
Storia Terzo anno
- Pedagogia ed educazione nella Grecia arcaica
- Modelli educativi nelle poleis: Sparta ed Atene
- La sofistica: Protagora e Gorgia
- Socrate
- Platone
- Aristotele
- La Pedagogia nell’età ellenistica
- Il Cristianesimo e la Pedagogia di S. Agostino
- L’educazione nel Medioevo: S. Tommaso d’Aquino
- L’idea pedagogica nell’età umanistico-rinascimentale
Storia Quarto anno
- J A Comenio
- J. Locke
- L’Illuminismo e l’educazione
- JJ Rousseau
- J H Pestalozzi
- F. Frobel
- J F Herbart
- A. Gabelli
Storia Quinto anno
- J. Dewey
- O. Decroly
- E. Claparède
- M. Montessori
- G. Gentile
- G. Lombardo Radice
- C. Freinet
- J. Piaget
- J S Bruner
- H Gardner
- E Morin
Problemi di Pedagogia
- La scienza e le scienze dell’educazione
- Il sistema formativo nella società complessa
- La scuola e le agenzie educative
- I mass-media e l’educazione
- Ricerca educativa e sperimentazione
- La professionalità dell’insegnante
- L’organizzazione del lavoro formativo e didattico
- Formazione e aggiornamento
- Educazione e lavoro
- Educazione e diritti umani
- Eguaglianza e diversità nel processo educativo
- La legislazione europea ed internazionale sui problemi educativi e formativi
- L’educazione in una società multiculturale
Gli argomenti indicati come “problemi”, articolati lungo il secondo biennio ed il quinto anno, per essere affrontati in modo adeguato richiedono un costante sconfinamento dalla Pedagogia alle altre discipline (Psicologia, Sociologia, Antropologia…), che permetterebbe di rompere la rigida separazione tra di esse verso una didattica pluridisciplinare che pure viene evocata nel profilo.
Dipartimento di Scienze umane e sociali “Turrisi Colonna” - Catania
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